Processo Green Hill: i testimoni dell’accusa tra errori e inesattezze


Articolo molto chiaro che fa chiarezza su un caso di importanza mediatica enorme.
L’unica ad averci guadagnato, in fondo, è la LAV che ha incrementato di più del 70% il proprio bilancio.

Pro-Test Italia

beagle Un beagle in un allevamento a fini scientifici (Immagine: Understanding Animal Research)

Consulenti del PM che avevano già ricevuto incarichi dalla LAV, ispettori che dovevano analizzare le cartelle dei cani che confondono la diarrea con il diabete, un Comandante della Polizia Forestale sotto testimonianza che allude a vendite di cani per fini cosmetici (illegali in Europa) solo da una bolla, senza aver fatto nessuna indagine, e che viene subito smentito dalle prove della difesa.

Mercoledì 12 Novembre: entrano in scena gli ispettori che il 18 Luglio 2012 hanno fatto il sopralluogo alla struttura della Marshall, unico allevamento in Italia di cani a uso scientifico. Tante dimenticanze e imprecisioni. E’ stata contestata la temperatura interna dei capannoni in cui venivano tenuti gli animali dimenticandosi di fare un raffronto con la temperatura esterna visto che era il 18 luglio, si critica nell’imputazione la brevità di tempo tra un parto e l’altro per…

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Divulgazione. Una battaglia che la scienza non può (e non deve) perdere.

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(Nota: questo articolo è scritto “a quattro mani”: Davide e Valerio hanno unito i loro sforzi nel parlare di divulgazione e disinformazione, pubblicandolo sui rispettivi blog.)

Se c’è una cosa che la Festa della Rete, svoltasi a Rimini dal 12 al 14 Settembre (colgo l’occasione per ringraziare i 5.685 che mi hanno votato ed hanno permesso al mio articolo sulla LAV di concludere al terzo posto), ha insegnato è che la scienza non può permettersi di non fare divulgazione: affinchè tutti possano informarsi al meglio e per “vincere” quella che è una vera e propria battaglia contro la disinformazione.
L’articolo di Wired su Stamina dove si sbugiardava in pieno tutta la propaganda di Vannoni (portata in TV dalle Iene) ha vinto il premio come “Miglior articolo” e la stessa rivista ha trionfato come “Miglior sito tecnico/divulgativo”. La diatriba tra gli scienziati e le Iene sulla disinformazione, lanciata da Pro-Test Italia con una significativa manifestazione di fronte agli studi Mediaset di Cologno Monzese, ha vinto come “miglior polemica”, ed infine l’hashtag #iostoconlaricerca, lanciato dopo il “caso Simonsen”  ha raggiunto il quarto posto nella categoria “Miglior hashtag”.

Manifestazione di Pro-Test Italia a Cologno Monzese (MI)

Manifestazione di Pro-Test Italia a Cologno Monzese (MI)

Questi successi in una manifestazione con votazioni aperte al pubblico dimostrano che i cittadini hanno voglia di scienza ed hanno voglia di conoscenza: cercano, si informano, valutano, scelgono.
Eppure complottari e compagnia bella hanno spesso vita facile, per svariati motivi: qui  un articolo di Giulia Corsini mostra come sia facile creare confusione e, di conseguenza, disinformazione; visti i temi, è intuibile come non sia semplicemente una ricerca di qualche like in più sui social network, ma piuttosto una strategia abbastanza netta che tende ad “intorbidire le acque”. Non meno fondamentale per un complottaro è la sempre valida teoria della “montagna di merda”: l’energia che si deve impiegare per spiegare perché un complotto rappresenta un falso è immensamente più grande di quella che deve usare chi ha pensato il complotto (o i suoi seguaci) per ampliarlo. Pertanto, dati fallaci ma ben “confezionati” alimentano la montagna di cui sopra, in cui si deve spalare l’escremento per raggiungere l’evidenza logica: classico esempio è il “complotto” delle scie chimiche.
Sul versante della sperimentazione animale, tema perennemente caldo (fumante?) non si è messi molto meglio, anzi anche qui abbiamo un Everest di guano mica da poco. Basti ricordare l’episodio di qualche mese fa relativo allo stabulario dell’Università di Modena, in cui un gruppo di manifestanti ha tentato, in un sol colpo, di cancellare anni di ricerca scientifica prodotta da ricercatori definiti “sadici a cui piace infliggere sofferenza negli animali” . Dietro i manifestanti, tuttavia, c’è stata la mano del deputato 5 Stelle Paolo Bernini, che introducendosi nello stabulario ha confezionato un video che vorrebbe testimoniare il “pessimo stato in cui dei macachi vivono come carcerati all’interno dello stabulario della stessa università”.

Vero? Mica tanto. Dallo stesso Rettore dell’Università ad associazioni come Pro-Test Italia, si è seccamente smentita la montatura creata ad arte sul caso, ma tutto questo dimostra ampiamente come la più bieca propaganda abbia vita facile contro la razionalità, sfruttando l’effetto-valanga, in cui è sempre più difficile spalare. Ed in questi giorni più o meno la stessa cosa sta accadendo in Germania, al Max Planck Institute. Non è quindi un caso che si offra la propria fede a santoni “alla Vannoni”, piuttosto che affidarsi alle spiegazioni della scienza, per sua natura meno immediata e più complessa da comprendere appieno.
Ed allora è necessario che gli scienziati non si chiudano a riccio e che possano, invece, iniziare a comunicare in maniera forte i risultati delle ricerche effettuate. È necessario dire “la verità, vi prego, sulla scienza”, come ha affermato la Senatrice a vita Elena Cattaneo.

E la verità è anche questa: è stata sviluppata una molecola che limita la degenerazione neuronale e la perdita di volume del cervello nei malati di sclerosi multipla, a partire da una ricerca sui topi  e tramite immunizzazione dell’effetto sui ratti . Ma quanto di questo in Italia è arrivato? Questi sono risultati che non devono rimanere reclusi negli ambienti specialistici, ma diffusi, condivisi e spiegati anche alla “casalinga di Voghera”, con parole che possa comprendere e che la stimolino ad approfondire. Nessuno deve essere escluso, altrimenti il rischio di è dare ragione a video su Youtube o foto su Facebook, e di pensare che un’anestesia di una scimmia sia una tortura psicologica da vivisettori.

Vogliamo una scienza coinvolgente, che si possa “amare” o, quantomeno, cui si possa guardare con fiducia, in cui eventuali errori siano da stimolo per il miglioramento di modalità e tecniche. Più che giusto contestare la scienza, ma bisogna farlo a partire da una conoscenza quantomeno di base dell’argomento e non da posizioni ideologiche totalizzanti. In altre parole: la scienza offre risposte, ma dobbiamo essere in grado di porre le giuste domande.

La PETA – Le cose che (non) vorresti sapere e che gli animalisti non vi dicono

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Qualche mese fa ho potuto, grazie ad importantissimi e solerti contributi scrivere un articolo sulla LAV e sulle “10 cose che (non) vorresti sapere” proprio di quella associazione. Grazie alle informazioni precise che siamo riusciti a reperire ed alla forza dell’informazione online (quando questa è fatta in modo corretto) siamo riusciti a raggiungere più di 30.000 persona in maniera diretta e molte altre in maniera indiretta. Insomma, un successone. Questo mi ha spinto a candidare l’articolo al BlogFest di Rimini nella categoria “Best 2014 Post”; no, non è una voglia di protagonismo, anzi. La mia presenza al BlogFest infatti non sarebbe una mia vittoria ma sarebbe una vittoria della ricerca, della battaglia per difendere la sperimentazione animale e contro gli animalisti estremi che tentano di boicottare entrambe.

Oggi, invece, ho deciso di trattare un argomento di eguale importanza e, per questo, ho deciso di contattare persone, di studiare vari siti internet e di prendere le informazioni più imparziali possibili. L’argomento è la PETA, “People for the Ethical Treatment of Animals”, associazione animalista americana che si batte dal 1980 per la “liberazione animale”; la leader di questa associazione è Ingrid Newkirk, una donna americana che si definisce “Combattente per i diritti di ogni animale”. Intanto vi chiederete, perchè parlare della PETA? Specifichiamo fin da subito che la PETA non agisce direttamente in Italia pur avendo alcuni appoggi in alcune associazione animaliste italiane. La prima di queste è proprio la LAV di cui vi parlavo in precedenza; molte azioni, infatti, non ultima quella contro il Circo Ringling Bros sono state organizzate da LAV e PETA in completo accordo. Altre iniziative delle due associazioni, inoltre, sono quelle contro i “Capi D’Angora” di H&M ed altre multinazionali dell’abbigliamento.
Adesso vi elencherò, sperando di essere preciso, alcuni motivi per cui supportare la PETA non solo è sbagliato ma anche folle sia per ricercatori, sia per persone che dicono di “amare” gli animali:

1) La PETA è un associazione terroristica
Il dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, USDA, ha inserito nel 2009 la PETA nell’elenco delle associazioni “potenzialmente terroristiche” affiancandola ad altre organizzazioni come ALF, ELF ed ADL.  La battaglia contro la PETA ed il successivo inserimento sono dovuti all’azione incessante all’interno del Congresso degli Stati Uniti da parte del Senatore Repubblicano dell’Oklahoma Jim Inhofe. L’accusa principale è stata quella di aver finanziato, per anni, altre associazioni terroristiche già inserite nell’elenco della USDA come ALF ed ELF. La stessa presidente di PETA ha risposto alle accuse specificando che “La PETA si discosta dai metodi violenti PUR GIUSTIFICANDO le irruzioni all’interno di laboratori di ricerca ed altri centri dove sono detenuti animali”. La stessa PETA, inoltre, ha pagato nel 2002 più di 29 mila dollari per la liberazione di due attivisti ALF. Come è possibile definire “non compromettenti” certi rapporti con gli animalisti estremisti?
Come fa quindi la stessa LAV ad avere rapporti con una associazione riconosciuta come “potenzialmente terroristica”? Per rispondere a questa domanda e capire il perchè alla LAV non conviene dissociarsi da PETA consiglio di leggere questo articolo.
La stessa Ingrid Newkirk, in realtà si è distinta per dichiarazioni estreme come la dura protesta contro il leader palestinese Arafat per “usare scimmie come attentatori terroristici al posto di esseri umani”.

2) I Bilanci. Conviene essere una associazione animalista?
Quando abbiamo analizzato i bilanci della LAV siamo sobbalzati sui divani. Per una Onlus un bilancio di 4 milioni di Euro sembra abbastanza eccessivo. Ecco, osservando i bilanci della PETA il sobbalzo sarà doppio.
Per l’anno 2013, infatti, la PETA ha avuto un bilancio di 35 milioni di dollari secondo il proprio sito internet. La stessa PETA spende fra stipendi, attività di dirigenza e management circa 6 milioni di dollari, il 15% del proprio bilancio. Osservando però il bilancio completo disponibile grazie alle normative americane possiamo vedere che in realtà solamente i salari superano i 7 milioni di dollari a cui vanno sommati 5 milioni di dollari per “organizzazione di raccolte fondi”. 12 milioni di Dollari belli e buoni insomma, non spiccioli.
In realtà avere un bilancio grande non è una cosa negativa; perchè ne parlo allora? Semplicemente per quello che vi spiegherò dopo.

3) La PETA uccide gli animali.
Ecco, l’analisi del bilancio della PETA è certamente correlato a questo aspetto che negli Stati Uniti sta creando non poche difficoltà all’associazione. La PETA, infatti, si contrappone al movimento “No Kills” proprio per il suo appoggio all’abbattimento di cani, gatti ed altri animali difficilmente adottabili.  Dal 1998 ad oggi la PETA ha preso in affidamento per ricezione diretta 35.833 animali; di questi 1015 sono stati trasferiti, 3224 adottati e ben 31.190 uccisi. Come fa quindi una associazione “animalista” ad uccidere più di 30.000 animali fra cui moltissimi cuccioli? Davvero una associazione organizzata in questo modo può definirsi animalista? [Continua Sotto]

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Queste sono solamente alcune delle immagini di cani e gatti uccisi dalla Peta e l’immagine che troverete qui sotto è quella del famosissimo “Death Kit”, un Kit di sostanze che provocano la morte degli animali definiti “non adottabili”.
Sul proprio sito la PETA giustifica le soppressioni specificando che questa “sia l’unica soluzione accettabile”. Davvero per una associazione animalista l’unica soluzione accettabile è quella di uccidere animali? Perchè allora contrapporsi alla ricerca scientifica attraverso la quale vengono scoperte cure per centinaia di malattie sia per umani che per animali non umani? Perchè farlo sapendo che gli animali, certamente, vivono meglio nei laboratori rispetto a come vengono trattati dalla PETA? Ecco, la risposta dalla PETA in realtà non arriverà mai ma l’importante per voi è aprire gli occhi, osservare che “non è tutto oro quello che luccica”. La PETA, supportata dalla LAV per molte sue iniziative, uccide animali mentre prende fondi per i loro diritti.
Siete sicuri che sono gli animalisti a difendere davvero gli animali?

Come ultimo contributo sulla PETA vorrei mostrarvi questa immagine:

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Questa è la copertina di un fumetto che la PETA stampa per i bambini. L’immagine è quella di un coniglio vivo ed insanguinato ucciso da una mamma. La vignetta è semplice “Quanti animali sono stati uccisi da lei?” Ecco, come potrebbe crescere un bambino traumatizzato da certe immagini? Come dovrebbe sentirsi una madre che viene definita “assassina di animali”?

Questa è la PETA.

4) La PETA e la violenza domestica
Scandalo ha destato negli Stati Uniti la lotta di PETA per “portare gli uomini al veganesimo”. In particolare ha ricevuto molte critiche da associazioni femministe e di vittime di violenze domestiche questo video. La PETA, infatti, ritiene che gli uomini vegani siano sessualmente più potenti e più performanti. Il video quindi mostra una donna vittima di violenza durante un presunto rapporto sessuale. E’ davvero questo il modo in cui bisogna affrontare il tema della violenza domestica?
Ecco, questa è la PETA.

SCIENZA ED ANIMALI – Circoscrizione Centro – Elezioni Europee


 

Partito Democratico

Simona Bonafè:
Membra alla Camera della Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione alla Camera  in realtà non ha mai presentato proposte di legge relative a Ricerca Medica o Scientifica se non, come cofirmataria, il DDL 1962  che si occupa di valorizzazione della “Ricerca Indipendente”.
Roberto Gualtieri:

Membro del Parlamento Europeo già nella precedente legislatura non si è mai occupato in particolare di Scienza o di tematiche legate all’Animalismo. E’ entrato nel mirino degli animalisti estremi ed in particolare di “Animalisti Italiani Onlus” e definito insieme ad altri suoi colleghi “Persona da sottoporre a vivisezione umana quando questa sarà legale” dopo aver votato in Parlamento Europeo a favore della direttiva sulla sperimentazione animale.

David Sassoli

Sassoli, già parlamentare Europeo nell’anno 2010 ha commentato attraverso la sua pagina web l’approvazione della direttiva sulla sperimentazione animale  lodando in particolare la “clausola di salvaguardia” che permette ai governi nazionali di applicare deroghe se necessario per rispondere a situazioni di emergenza e la norma che prevede l’obbligo di valutare il “benessere degli animali” per ogni test scientifico effettuato.
Da un punto di vista prettamente scientifico Sassoli, nel Dicembre 2013, si è astenuto riguardo la risoluzione Europea presentata dalla deputatata socialista Estrela per “ampliare la possibilità di abortire alle giovanissime senza il consenso di genitori o tutori” dichiarando di voler solamente difendere la legge 187 sull’aborto ricevendo forti critiche da alcune associazioni fra cui l’UAAR

Silvia Costa

Del mandato di Silvia Costa non ricorderemo certamente atti o proposte fini a difendere la scienza; la stessa infatti, si occupa principalmente di “Cultura ed Istruzione” e del tema della rappresentanza femminile in patria ed in Europa
Da ricordare, però, la manifestazione svolta insieme all’associazione ambientalista MareVivo contro la pratica di spinnare gli squali per reperire ingredienti per la zuppa di pinne di pescecane
Lorena Pesaresi

Assessore del Comune di Perugia è una dei membri di Ecodem, Fronda Ecologista del Partito Democratico . Da notare in particolare la battaglia del movimento di cui fa parte contro gli OGM per “difendere il territorio dalla contaminazione” dopo la decisione di Giorgio Fidenato presidente di “Agricoltori Federati” di seminare mais OGM nella Provincia di Pordenone.
Da un punto di vista animalista, pur contrastando gli attacchi al sindaco di Roma Marino definito “vivisezionista” gli Ecodem condividono molte delle battaglie animaliste come quella sul “fermare la crudeltà sugli animali
Enrico Gasbarra

Già presidente della Provincia di Roma l’attività parlamentare di Enrico Gasbarra si è distinta in particolare per essere stato firmatario, insieme al deputato PDL Francesco Aracri, di una proposta di legge, ancora ferma alla Camera da Gennaio 2011  per modificare il Decreto Legislativo 27/1/1992 n.116 in materia di tutela degli animali utilizzati a fini sperimentali o per altri fini scientifici.
Osservando la proposta di legge si nota che ci si concentra in particolare sul divieto di utilizzare gli animali non solo per la fabbricazione di cosmetici, detersivi, pesticidi ed armi ma anche a scopo didattico.

Francesco De Angelis

Già parlamentare Europeo dal 2009 le battaglie del deputato De Angelis si concentrano in particolare sugli OGM contro i quali lo stesso si è sempre battuto difendendo il “diritto di precauzione in mancanza di dati inoppugnabili”
Valentina Mantua

La battaglia di Valentina Mantua, giovane renziana e nata politicamente alla Leopolda 2011 è in realtà differente rispetto ai suoi colleghi di partito. Insieme all’Associazione Luca Coscioni, infatti, si è battuta contro l’”inganno di Stamina” ed ha collaborato al libro “Le Cellule della Speranza” di Capocci e Corbellini.

 

Forza Italia

Antonio Tajani:
Da commissario Europeo ha ribadito più volte all’Italia di non rispettare in pieno la Direttiva sulla Sperimentazione Animale approvata dal Parlamento Europeo
Paolo Bartolozzi
Entrato nel mirino del PAE dopo aver votato a favore della direttiva sulla sperimentazione animale in Parlamento Europeo
Supporta la “Bioeconomia” che non preveda OGM per la crescita dell’Europa.

 

Movimento 5 Stelle
Ghirga Giovanni

Membro del Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per Ambiente e Salute.

 

L’Altra Europa con Tsipras

 

Luca Casarini

Da sempre attivista NoGlobal si batte contro l’introduzione degli OGM e la “devastazione ambientale”

 

Marco Furfaro

Ha firmato il manifesto della LAV per il “Voto con il Cuore” contro sperimentazione animale e per l’abolizione degli allevamenti di animali per le pellicce.

 

Sandro Medici

Già presidente del X Municipio di Roma e candidato a Sindaco ha firmato, durante la campagna elettorale, il manifesto della LAV contro “vivisezione” e per “dar voce a chi non può difendersi”

 

Lega Nord

 

Gianluca Cirignoni
Si è schierato, da Consigliere Regionale dell’Umbria contro l’aumento dei fondi alla ricerca ed in particolare contro la trasformazione della superstrada E45 in Autostrada

Scelta Europea

 

Corinna Marzi

Si batte a favore della sperimentazione animale e, anche su Facebook, è fan della pagina “In Difesa della Sperimentazione Animale”

 

Nuovo Centrodestra e Udc

 

Lorenzin Beatrice
Ministro della Salute della Repubblica Italiana sia nel governo guidato da Enrico Letta, sia in quello guidato da Matteo Renzi.
Si è battuta, nel suo Ministero, contro la diffusione di OGM per il principio di precauzione.
E’ totalmente a favore della sperimentazione animale ritenuta “necessaria nella lotta alle malattie”  e per questo sono state richieste, da parte di alcuni associazioni animaliste, le sue dimissioni.
Ha utilizzato rigore e decisione sul caso Stamina senza lasciarsi coinvolgere da trasmissioni televisive o radiofoniche.

 

 

 

Scienza ed Animali – Elezioni Europee – Circoscrizione NordOvest


 

Italia Nord Occidentale (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta)

 

 

Partito Democratico
Mercedes Bresso

Da Presidente della Regione Piemonte ha adottato un piano, basato su richieste individuali, per la prevenzione delle predazione al bestiame causato dai lupi  attraverso utilizzo di cani da guardiania e aiuti pastori. Si è battuta, inoltre, contro gli OGM dichiarando la Regione “Ogm-Free” dopo il via libera della commissione Europea ai prodotti OGM
Luca Barbieri
Si è battuto, in varie discussioni pubbliche, a favore degli OGM ritenendo le frasi “Gli OGM fanno male” ed “Il biologico è meglio” affermazioni completamente errate
Brando Benifei
Si è battuto al fianco del ministro Orlando contro la coltivazione di OGM
Renata Briano

E’ assessore della Provincia di Genova al Patrimonio Naturalistico, alla Caccia ed alla Pesca con una delega presente alla “tutela degli animali domestici”
Ha difeso, dopo il ricorso del Governo che lo riteneva “troppo permissivo” il calendario venatorio regionale e provinciale.

Luigi Morgano

Segretario della Federazione Italiana delle Scuole Materne è uno dei soci fondatori del gruppo “Scienza e Vita”  che si occupa di Eutanasia, di Legge 40 e di lotta alle malattie rare 
Carlo Roccio
E’presidente della Fleming Research che con il suo laboratorio svolge varie attività diagnostiche fra i quali quelli di diagnostica e biologia molecolare.
Daniele Viotti

Si batte in Piemonte contro la caccia e contro le normative ritenute “troppo permissive” da parte della giunta guidata dal leghista Cota

 

 

Forza Italia
Fabrizio Bertot

Si è battuto, nella sua avventura come parlamentare Europeo contro l’approvazione di una direttiva che obbligasse i produttori di Miele a indicare nell’etichetta la presenza di polline “contaminato” da OGM 

Franco Bonanini

Anticaccia e definitosi “ambientalista” è stato presidente del Parco delle Cinque Terre. Già candidato con il PD ha aderito a Forza Italia-PPE dopo l’arresto per truffa contro lo Stato proprio per alcune concessioni edilizie all’interno del Parco Naturale

 

Licia Ronzulli
Riguardo gli OGM, durante la sua attività come Parlamentare Europea ha promosso un iniziativa per regolamentare il Salmone Atlantico OGM come già fatto negli Stati Uniti .
E’ entrata nel mirino del sito animalisti.it per aver votato a favore della direttiva sulla sperimentazione animale.
Cristina Striglio

E’ una delle candidate scelte dopo la svolta animalista della Brambilla.

E’ responsabile della Onlus “Amo gli Animali”.
Condivide iniziative per “bloccare la strage degli agnelli a Pasqua”

 

Daniela Lazzaroni
Anche lei, come la Striglio, è stata scelta dalla Brambilla nella nuova svolta animalista.

E’ presidente della LEIDAA, associazione animalista fondata dalla stessa Brambilla.

 

Movimento 5 Stelle

 

Antonica Gabriele

Primo in lista del M5S dopo le primarie Online è un medico chirurgo. Non si è mai occupato di sperimentazione animale occupandosi principalmente di medicina legale e delle assicurazioni.
Attademo Francesco

Insieme ad altri candidati del M5S si è battuto nella campagna “Italia OGM Free” contro la presenza di OGM sul territorio nazionale.
Voulaz Manuel

Dalla Val D’Aosta si dichiara “animalista” ed esperto di una razza di animali, il Dahu, esperta o forse mai esistita nella sua regione

 

 

L’Altra Europa con Tsipras

 

Oktavia Brugger

Candidata in Lista Tsipras come facente parte dei Verdi-Grune della Provincia di Bolzano si è battuta insieme al suo movimento contro la “Contaminazione da OGM”

 

 

Lega Nord

 

Francesco Bruzzone

Da consigliere regionale il Liguria ha richiesto, insieme ai suoi colleghi Torterolo e Rixi, che la Regione si definisse “OGM Free” e quindi libera da ogni tipo di agricoltura transgenica

 

Daniele Belotti

Ha richiesto, insieme ad altri suoi colleghi, di proibire la ricerca sugli OGM all’Interno dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura

 

Angelo Ciocca

Pur convergendo su posizioni dei suoi colleghi contro OGM e cibo transgenico si è battuto, in consiglio Regionale Lombardo, per mantenere il “diritto di cacciare contro le ingerenze di altri consiglieri”

 

Scelta Europea

 

Gianluca Susta

Esponente di Scelta Civica si è battuto insieme al suo partito, dopo il caso di Caterina Simonsen, a favore della sperimentazione animale e della Direttiva Europea approvata.
E’ finito nel mirino, insieme ad alcuni suoi colleghi, di StopVivisection per aver supportato la sperimentazione

Gandini Edoardo
Di tutti i candidati europarlamentari insieme all’On Zanoni del PD Edoardo Gandini è uno dei più grandi nemici di sperimentazione animale ed è socio di molte associazioni animaliste.

E’ un forte sostenitore della dieta vegana che a suo dire può sconfiggere i tumori, definisce Caterina Simonsen “manovrata dalla frangia estrema dell’anti animalismo cioè i Protest Italia” e vorrebbe cancellare totalmente la possibilità di sperimentare sugli animali .
Pubblica video su Youtube in particolare contrastando ogni posizione di Protest Italia definita “frangia ultras dei vivisettori” .

 

Frederick Gebhard

Candidato di Fare per Fermare il Declino ha sottoscritto il piano del suo leader Michele Boldrin per fermare i tagli alla ricerca ed a favore della sperimentazione animale. E’ membro dell’associazione “Io amo gli Animali”