LAV, dalla A alla Z, il Dossier


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Sono Davide Valentini, ho 24 anni e, da circa 1 anno, mi interesso di ricerca e di divulgazione scientifica. Non sono un ricercatore ma, proprio per questo, cerco di frequentare persone che per la scienza e per la nostra salute lavorano tutti i giorni. Non sono un “tuttologo” né pretendo di esserlo e, probabilmente, mai lo sarò.

Ho scritto vari articoli su scienza e divulgazione, alcuni relativi ad associazioni animaliste come LAV, PETA o PAE, altri relativi all’importanza della divulgazione scientifica in Italia anche per evitare che si verifichino obrobri come il boicottaggio dell’associazione Pro-Rett.

Molti di voi mi ricorderanno come l’autore dell’articolo “LAV, le 10 cose che (non) vorresti sapere”
Ho deciso, però, di non fermarmi qui e di continuare una battaglia per la corretta informazione in un Paese come l’Italia dove le lobbies (e si, spesso le associazioni animaliste sono lobbies) la fanno da padrone.

Questo non è un articolo, ma semplicemente un DOSSIER su LAV, (Lega Anti Vivisezione) che racchiude vari articoli già presenti in rete e che qui potete visualizzare o scaricare in formato PDF.

Elencherò, quindi, varie tematiche di cui la LAV si è occupata e cercherò di inserire un numero elevato di articoli per ognuna tanto per permettervi di ricevere una informazione che non ragioni per slogan ma per fatti concreti.
Qualora aveste altri suggerimenti da darmi sono ovviamente aperto al dialogo.

Iniziamo.

LAV, le 10 cose che (non) vorreste sapere (LINK) (PDF) – Articolo generale su LAV Italia diviso in 10 punti – Autore: Davide Valentini

BILANCIO

LAV, l’undicesima cosa che (non) vorreste sapere (LINK) (PDF) – Autore: Davide Valentini

Il capitale della LAV (LINK) (PDF) – Autore: Resistenza Razionale

Interrogazione del Senatore Carrara sul Bilancio di LAV (LINK) (PDF)  – Autore: Senatore Valerio Carrara

LAV – Lega Attira Valuta (3) – Autore: Davide Valentini

RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI E CAMPAGNE FUORVIANTI

DDL 1930 e Campagna Fuorviante (LINK) (PDF) – Autore: Francesco D’Amico – The Lightblue Ribbon

Rapporti fra LAV e Forze di Polizia relativamente al “soccorso animale” (LINK) (PDF) – Autore: BigHunter

I Parlamentari burattini della LAV (Parlamentari Burattini) – Autore: Resistenza Razionale

VICENDA DEL CANILE DI STRONCONE (LAV riceve 200 Euro dal Comune di Amatrice, con il quale ha una convenzione, per l’adozione degli animali dello stesso canile)

Accordo fra Comune di Amatrice e LAV  (PDF) – Autore: Comune di Amatrice

Vicenda Cani di Stroncone spostati in Germania (LINK) (PDF) Autore: L’Unità

Spostamento Cani da Stroncone alla Germania – Spiegazione (Articolo in Tedesco) (LINK) (PDF)

Su questa vicenda vorrei fare una piccola spiegazione. Ho visitato, tempo fa, il canile di Stroncone, in Provincia di Terni. Il canile non si trova in ottime condizioni nonostante l’eccellente lavoro dei volontari del canile stesso che ho visto lavorare anche sotto una pioggia scrosciante. Ci sono dei cavi all’interno dell’area destinata al passaggio per raggiungere le gabbie che, in alcuni casi, sono rotte e “rattoppate”. Inoltre sono presenti alcuni animali “da fattoria” all’interno del canile stesso.
A questo punto mi chiedo: Perché i 200 Euro, invece che essere dati a LAV, non sono dati ai proprietari del canile per sistemare lo stesso?

RAPPORTI FRA LAV ED ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE (PETA ed ALF)

USDA definisce PETA organizzazione terroristica (LINK) (PDF) -Autore: Huffington Post

USDA definisce ALF organizzazione terroristica (LINK) – Autore: Green Is The New Red

Rapporti fra LAV ed ALF  (LINK) (PDF) – Autore: Federfauna

Rapporti fra LAV e PETA (LINK) – Autore: Repubblica

PETA, le cose che (non) vorresti sapere (LINK) (PDF) – Autore : Davide Valentini

Animalisti contro la PETA (LINK) (PDF) – Traduzione: Davide Valentini

PETA Kills Animals (LINK)

CASO GREEN HILL

Come avrete visto il giorno 23 Gennaio 2015 i vertici di Marshall Inc., l’azienda statunitense responsabile del centro Green Hill di Montichiari (BS) sono stati condannati in primo grado (con sospensione della pena) e LAV ha ottenuto un risarcimento in sede penale di 30.000 Euro.
Questi articoli tenteranno di spiegare le ragioni della difesa e le bufale raccontate dai media in questo periodo.
Gli articoli sono scritti da Pro-Test Italia.

La verità sul processo Green Hill (LINK) (PDF)

LAV, dove sono finiti i cuccioli di Green Hill? (LINK) (PDF)

Processo Green Hill, il perito imparziale del PM (Socio della LAV) (LINK) (PDF)

Processo Green Hill, Legambiente ed il mistero dei cani mutanti (LINK) (PDF)

Le 10 Bufale su Green Hill (LINK) (PDF)

BOICOTTAGGIO DELLA LOTTERIA A FAVORE DELL’ASSOCIAZIONE PRO-RETT

Analisi della vicenda (LINK) (PDF) – Autore: Repubblica

Comunicato Ricercatrici Associazione Pro-Rett (LINK) (PDF) – Autore: Laboratorio di Ipigenetica dell’Università dell’Insubria

Intervento di Luisella Vitali, madre di Martina, bimba affetta da sindrome di Rett (LINK)

Intervista al Dott. Marco delli Zotti su malattie rare e sindrome di Rett (LINK) (PDF) – Autore: Davide Valentini

Animalisti contro la PETA – Qualcosa si muove


( Traduzione dall’inglese del sito http://www.awesomeocean.com/2014/11/24/protestors-peta-criminal-charges/)

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Si dice che tutto ciò che serve per far prevalere il male è che le persone “per bene” non facciano nulla.
Ecco, in Virginia (USA) gli animalisti per bene non sono assolutamente soddisfatti del comportamento della PETA. Non sono soddisfatti, in particolare, del fatto che la PETA ed i suoi dipendenti non siano stati puniti per aver rubato un cane ad una ragazza (QUI POTETE VEDERE IL VIDEO) direttamente dalla veranda della sua famiglia; su questi episodi, con il passare del tempo, sta cadendo quel muro di silenzio che la PETA (qui un mio articolo passato proprio sulla PETA) ha costruito con il passare del tempo.

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I dipendenti della PETA hanno rubato il cane sotto gli occhi delle telecamere ma la procura di Accomac County ha deciso di NON sporgere denuncia. Per quale motivo? Secondo la Procura non c’era “uno scopo criminale”. Come si può dire questo, però, quando un cane viene rapido ed assassinato a sangue freddo?

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Centinaia di persone, lunedì scorso, hanno deciso di manifestare davanti alla procura affinché venga fatta giustizia per per la ragazza, per la sua famiglia e per il chihuahua assassinato.

La PETA – Le cose che (non) vorresti sapere e che gli animalisti non vi dicono


Qualche mese fa ho potuto, grazie ad importantissimi e solerti contributi scrivere un articolo sulla LAV e sulle “10 cose che (non) vorresti sapere” proprio di quella associazione. Grazie alle informazioni precise che siamo riusciti a reperire ed alla forza dell’informazione online (quando questa è fatta in modo corretto) siamo riusciti a raggiungere più di 30.000 persona in maniera diretta e molte altre in maniera indiretta. Insomma, un successone. Questo mi ha spinto a candidare l’articolo al BlogFest di Rimini nella categoria “Best 2014 Post”; no, non è una voglia di protagonismo, anzi. La mia presenza al BlogFest infatti non sarebbe una mia vittoria ma sarebbe una vittoria della ricerca, della battaglia per difendere la sperimentazione animale e contro gli animalisti estremi che tentano di boicottare entrambe.

Oggi, invece, ho deciso di trattare un argomento di eguale importanza e, per questo, ho deciso di contattare persone, di studiare vari siti internet e di prendere le informazioni più imparziali possibili. L’argomento è la PETA, “People for the Ethical Treatment of Animals”, associazione animalista americana che si batte dal 1980 per la “liberazione animale”; la leader di questa associazione è Ingrid Newkirk, una donna americana che si definisce “Combattente per i diritti di ogni animale”. Intanto vi chiederete, perchè parlare della PETA? Specifichiamo fin da subito che la PETA non agisce direttamente in Italia pur avendo alcuni appoggi in alcune associazione animaliste italiane. La prima di queste è proprio la LAV di cui vi parlavo in precedenza; molte azioni, infatti, non ultima quella contro il Circo Ringling Bros sono state organizzate da LAV e PETA in completo accordo. Altre iniziative delle due associazioni, inoltre, sono quelle contro i “Capi D’Angora” di H&M ed altre multinazionali dell’abbigliamento.
Adesso vi elencherò, sperando di essere preciso, alcuni motivi per cui supportare la PETA non solo è sbagliato ma anche folle sia per ricercatori, sia per persone che dicono di “amare” gli animali:

1) La PETA è un associazione terroristica
Il dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, USDA, ha inserito nel 2009 la PETA nell’elenco delle associazioni “potenzialmente terroristiche” affiancandola ad altre organizzazioni come ALF, ELF ed ADL.  La battaglia contro la PETA ed il successivo inserimento sono dovuti all’azione incessante all’interno del Congresso degli Stati Uniti da parte del Senatore Repubblicano dell’Oklahoma Jim Inhofe. L’accusa principale è stata quella di aver finanziato, per anni, altre associazioni terroristiche già inserite nell’elenco della USDA come ALF ed ELF. La stessa presidente di PETA ha risposto alle accuse specificando che “La PETA si discosta dai metodi violenti PUR GIUSTIFICANDO le irruzioni all’interno di laboratori di ricerca ed altri centri dove sono detenuti animali”. La stessa PETA, inoltre, ha pagato nel 2002 più di 29 mila dollari per la liberazione di due attivisti ALF. Come è possibile definire “non compromettenti” certi rapporti con gli animalisti estremisti?
Come fa quindi la stessa LAV ad avere rapporti con una associazione riconosciuta come “potenzialmente terroristica”? Per rispondere a questa domanda e capire il perchè alla LAV non conviene dissociarsi da PETA consiglio di leggere questo articolo.
La stessa Ingrid Newkirk, in realtà si è distinta per dichiarazioni estreme come la dura protesta contro il leader palestinese Arafat per “usare scimmie come attentatori terroristici al posto di esseri umani”.

2) I Bilanci. Conviene essere una associazione animalista?
Quando abbiamo analizzato i bilanci della LAV siamo sobbalzati sui divani. Per una Onlus un bilancio di 4 milioni di Euro sembra abbastanza eccessivo. Ecco, osservando i bilanci della PETA il sobbalzo sarà doppio.
Per l’anno 2013, infatti, la PETA ha avuto un bilancio di 35 milioni di dollari secondo il proprio sito internet. La stessa PETA spende fra stipendi, attività di dirigenza e management circa 6 milioni di dollari, il 15% del proprio bilancio. Osservando però il bilancio completo disponibile grazie alle normative americane possiamo vedere che in realtà solamente i salari superano i 7 milioni di dollari a cui vanno sommati 5 milioni di dollari per “organizzazione di raccolte fondi”. 12 milioni di Dollari belli e buoni insomma, non spiccioli.
In realtà avere un bilancio grande non è una cosa negativa; perchè ne parlo allora? Semplicemente per quello che vi spiegherò dopo.

3) La PETA uccide gli animali.
Ecco, l’analisi del bilancio della PETA è certamente correlato a questo aspetto che negli Stati Uniti sta creando non poche difficoltà all’associazione. La PETA, infatti, si contrappone al movimento “No Kills” proprio per il suo appoggio all’abbattimento di cani, gatti ed altri animali difficilmente adottabili.  Dal 1998 ad oggi la PETA ha preso in affidamento per ricezione diretta 35.833 animali; di questi 1015 sono stati trasferiti, 3224 adottati e ben 31.190 uccisi. Come fa quindi una associazione “animalista” ad uccidere più di 30.000 animali fra cui moltissimi cuccioli? Davvero una associazione organizzata in questo modo può definirsi animalista? [Continua Sotto]

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Queste sono solamente alcune delle immagini di cani e gatti uccisi dalla Peta e l’immagine che troverete qui sotto è quella del famosissimo “Death Kit”, un Kit di sostanze che provocano la morte degli animali definiti “non adottabili”.
Sul proprio sito la PETA giustifica le soppressioni specificando che questa “sia l’unica soluzione accettabile”. Davvero per una associazione animalista l’unica soluzione accettabile è quella di uccidere animali? Perchè allora contrapporsi alla ricerca scientifica attraverso la quale vengono scoperte cure per centinaia di malattie sia per umani che per animali non umani? Perchè farlo sapendo che gli animali, certamente, vivono meglio nei laboratori rispetto a come vengono trattati dalla PETA? Ecco, la risposta dalla PETA in realtà non arriverà mai ma l’importante per voi è aprire gli occhi, osservare che “non è tutto oro quello che luccica”. La PETA, supportata dalla LAV per molte sue iniziative, uccide animali mentre prende fondi per i loro diritti.
Siete sicuri che sono gli animalisti a difendere davvero gli animali?

Come ultimo contributo sulla PETA vorrei mostrarvi questa immagine:

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Questa è la copertina di un fumetto che la PETA stampa per i bambini. L’immagine è quella di un coniglio vivo ed insanguinato ucciso da una mamma. La vignetta è semplice “Quanti animali sono stati uccisi da lei?” Ecco, come potrebbe crescere un bambino traumatizzato da certe immagini? Come dovrebbe sentirsi una madre che viene definita “assassina di animali”?

Questa è la PETA.

4) La PETA e la violenza domestica
Scandalo ha destato negli Stati Uniti la lotta di PETA per “portare gli uomini al veganesimo”. In particolare ha ricevuto molte critiche da associazioni femministe e di vittime di violenze domestiche questo video. La PETA, infatti, ritiene che gli uomini vegani siano sessualmente più potenti e più performanti. Il video quindi mostra una donna vittima di violenza durante un presunto rapporto sessuale. E’ davvero questo il modo in cui bisogna affrontare il tema della violenza domestica?
Ecco, questa è la PETA.

Le 10 Cose sulla LAV che (non) vorresti sapere


Articolo aggiornato sul Bilancio LAV 2013:

https://valentinidavide.com/2014/11/03/lavsoldi/

Pagina per raccolta fondi dopo la querela svolta da Gianluca Felicetti, Presidente di LAV:

https://www.facebook.com/DavidePerLaLiberaInformazione

Negli scorsi mesi mi sono appassionato al tema della ricerca, spinto da un amore verso il genere umano e in particolare con la speranza che ogni malattia, dalle più rare alle più comuni, potesse essere sconfitta. Ho scritto diversi articoli riguardo l’argomento, anche due articoli riguardanti le intimidazioni dei nazianimalisti nei confronti della ricerca.

A Dicembre ho scritto sul caso di Caterina Simonsen, ragazza di Padova insultata pesantemente da nazi-animalisti per il suo sostegno alla ricerca attraverso la sperimentazione animale, mentre, a Marzo, sul caso della raccolta fondi per la ricerca sulla sindrome di Rett boicottata da attivisti della LAV di Busto Arsizio attraverso mailbombing e boicottaggi contro Yamamay “colpevole” di averla organizzata e di “finanziare la sperimentazione animale” (da loro chiamata impropriamente vivisezione).

Di tutta risposta ho ricevuto una querela per diffamazione da parte del Presidente di LAV Felicetti.
Ho deciso pertanto di non fermarmi, ma di approfondire le mie conoscenze su a questa associazione e rendervene partecipi.


1)
I bilanci delle associazioni animaliste

Intanto, come fa un organizzazione onlus (questo è lo status di LAV dal 1977) ad avere un fatturato di quasi 5 milioni di Euro?
Analizzando l’importo del 5 x mille, ad esempio, tra le associazioni animaliste e ambientaliste
in cima c’è proprio la Lav, che conta 45 mila firme sulla dichiarazione dei redditi e si porta a casa un milione e 176 mila euro. Enpa arriva a 948 mila, Greenpeace si ferma invece a 758 mila euro (oltre 26 mila preferenze), Oipa a  227 mila euro, Legambiente porta a casa 121 mila euro, l’Associazione Animalisti Italiani 102 mila euro. Molto meno la Lac (Lega per l’abolizione della caccia) che si attesta sui 12 mila euro (più altre 2 mila provenienti dalla sezione piemontese).

Osservando i bilanci di LAV si nota che sono molto superiori rispetto a qualsiasi altra onlus animalista e superiori anche ad onlus che si occupano di sussidiarietà agli esseri umani bisognosi, e dopo spiegheremo il perchè.

Analizzando, per esempio, il bilancio dell’AVIS di tutta la Provincia di Milano pubblicato sul suo sito, noteremo un passivo di bilancio di poco più di 60.000 Euro. La LAV invece produce un risultato gestionale di più di 631.000 Euro. Da un’analisi del suo bilancio, ed in particolare del rendiconto di gestione (sostituitivo del Conto Economico per le Onlus) non traspare molto riguardo alle spese, cosa che potrebbe contrastare con il regolamento delle Onlus che prevede “la massima trasparenza gestionale non omettendo nessuna voce di bilancio”. Notiamo che la LAV spende più di 640.000 Euro di stipendi per il personale con un incremento rispetto ai 532.000 Euro dell’anno precedente. Inoltre, salta all’occhio che la spesa maggiore è quella per i “costi attività da campagne istituzionali” cioè tutte quelle campagne pubblicitarie di sensibilizzazione. E per gli animali? Mangime, cucce, farmaci, veterinari? Ma passiamo alle entrate: i maggiori proventi derivano da “entrate da supporto generale sede nazionale” che in realtà non sono ben specificate. Interessante è notare come più di 900 mila Euro derivano da “Campagne Istituzionali” e 280.000 Euro da Proventi Straordinari come donazioni. Ma l’aspetto più interessante è quello della LAV- Lega Anti Vivisezione, destinataria di 5×1000 in quanto Onlus. Il decreto legislativo 460/97 stabilisce proprio all’articolo 10 chi può e chi non può essere un Onlus. La LAV utilizza il punto 8 del suddetto articolo cioè la “tutela del territorio e dell’ambiente”; ma davvero un’organizzazione animalista può usufruire del suddetto articolo? Lo ha chiesto in un’interrogazione del Senatore Carrara, ma pare non abbia avuto risposta.

E’ interessante notare come la LAV contrasti l’uccisione delle nutrie, considerate “specie invasive e dannose per l’ambiente”. Come fa ad essere ricosciuta dal Ministero dell’Ambiente come associazione che si occupa della tutela ambientale? Come fa ad essere un Onlus? Aggiungiamo poi, che le onlus animaliste, oltre a godere come le altre onlus di un regime fiscale agevolato, ai sensi della Legge 20 luglio 2004, n. 189 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonchè di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”, fortemente voluta proprio dalla LAV, sono affidatarie degli animali sequestrati o confiscati, destinatarie, attraverso riassegnazione da parte del Ministero della Salute, delle sanzioni pecuniarie comminate ai trasgressori e possono anche costituirsi parte civile ai processi per richiedere un risarcimento danni al posto degli animali. Vien da pensare che la recente convenzione tra il Corpo Forestale e la Federazione animalista di cui fa parte la Lav preveda lo scambio di dati proprio per non far sfuggire nemmeno un’occasione di costituzione di parte civile e quindi di guadagno.

2 ) la legge fu ottenuta con una campagna fuorviante


E’ interessante anche la storia che ha portato all’approvazione nel 2004 della legge citata. La LAV, nei mesi precedenti iniziò una vasta raccolta firme su scala nazionale contro i “combattimenti fra cani” chiedendo pene più ampie per i trasgressori compresa la detenzione in carcere. Il caso del combattimento tra cani fu ovviamente gonfiato, ma in ogni caso trovò tutti d’accordo e la raccolta firme ebbe un grandissimo successo. Ovviamente nei mesi successivi l’organizzazione depositò presso il Parlamento un disegno di legge di modifica del codice penale riguardante “disposizioni a tutela degli animali”, che però, oltre al contrasto del combattimento fra cani, introdusse ben altro.
Come potete vedere su questo link anche ad un occhio poco attento è possibile notare come la raccolta firme sia stata fuorviante.
Nella sostanza, si parla nell’articolo 544 bis di “reclusione da 3 a 18 mesi per chi cagiona la morte di un animale”. Ma chi o cosa è un animale? Si parla degli animali domestici o di tutti gli appartenenti al Regno Animale? Si potrebbe rischiare il carcere anche uccidendo una mosca? Ancora più interessante, però, è leggere il combinato di alcuni articoli per cui la vigilanza è affidata anche alle guardie particolari giurate delle associazioni animaliste, alle associazioni animaliste sono affidati gli animali oggetto di confisca o sequestro, il Ministero della Salute incassa le multe, ma le riassegna alle associazioni animaliste, che possono pure costituirsi parte civile nei processi e chiedere i danni. Non male è?!

Fate attenzione quando firmate qualcosa! Potreste ritrovarvi provvedimenti completamente diversi rispetto a quelli che vi aspettate.

3 ) I rapporti con le organizzazioni estreme

Altro aspetto interessante sono i rapporti che intrattengono diverse associazioni animaliste onlus con le associazioni estreme e terroristiche fra cui ovviamente figurano l’ALF (Animal Liberation Front) e la PETA definite “opening up its members to prosecution as terrorist” dalla USDA.
Con la PETA la LAV ha un ottimo rapporto tanto che, spesso alcune iniziative sono congiunte come quella del 2009 contro il circo Ringling Bros

Tra l’altro la PETA è famosa anche per aver ucciso quasi l’85% degli animali affidatigli che non riusciva a dare in adozione giustificandosi con la mancanza di fondi
 (in realtà però è stato dimostrato che gli stessi animali sono uccisi direttamente sui furgoni incaricati da raccoglierli da esponenti della PETA stessa.)
Come fa quindi la LAV a credere ancora alle campagne promozionali della PETA e anzi a pubblicare anche loro notizie e campagne sul proprio sito


Sembrerebbe che di rapporti con l’ALF non ce ne siano. Tuttavia, i giornali hanno riferito che i tre attivisti responsabili dell’attentato terroristico dell’anno scorso contro un centro latticini in Toscana, firmato con le sigle dell’ALF, siano stati messi in contatto fra loro proprio da una ragazza appartenente alla LAV .

Altra notizia apparsa sui giornali riguarda il Trentino, dove la segreteria della LAV avrebbe difeso gli animalisti dell’ALF che hanno imbrattato alcune vetrine di macellerie e pelletterie 

La LAV dichiara di agire in modo pacifico e di fare informazione. Per questo pubblica sul proprio sito i nomi delle strutture che praticano sperimentazione animale, dei circhi, di macelli e allevamenti. Ma informazione per chi? Guarda caso, delle strutture indicate dalla LAV dove si pratica sperimentazione animale, ben due su cinque sono state prese d’assalto dagli animalisti attivisti. Come non ricordare R.T.C. o il Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano?

4 ) la battaglia contro il circo degli animali invisibili

Un altra delle battaglie dure e che garantiscono grande visibilità alla LAV sono quelle contro i circhi accusati dagli attivisti animalisti di “sfruttamento degli animali”. La battaglia inizia in maniera più decisa nel 2009 quando LAV chiede ed ottiene da Forestale e NOS una visita per controllare lo stato degli animali presso il “FestivalCircus” di Casalmaggiore. Arriva al circo uno spiegamento di forze che fa presupporre la sussistenza di grandi pressioni (e conoscenze) presso le autorità competenti, ma il problema in questo caso è un altro: il circo in questione NON ha animali a seguito. Perchè allora controllarlo? Probabilmente per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica per le future battaglie contro i circhi.

Altra battaglia dura è quella del 2012 contro il “Circo Bellucci-Orfei” accusato dalla LAV di maltrattamento nei confronti di Elefanti, Tigri e Cavalli e più in generale di “maltrattamento di animali”. I gestori, sempre su richiesta della LAV hanno ricevuto diversi controlli per presunte violazioni dei regolamenti CITES. Il risultato? Le visite ispettive (fatte da NOS e Forestale, quindi con i nostri soldi) hanno riscontrato che gli animali sono trattati secondo le normative e che vi è assenza di ogni maltrattamento nei confronti degli animali. Altra sconfitta di LAV ma altra sensibilizzazione dell’opinione pubblica anche sul tema “circo”..e la battaglia continua. 

5 ) Soldi, soldi, soldi

Questa notizia, appena letta, fa venire i brividi .

Il 30.12.2010 il sindaco del Comune di Amatrice Sergio Pirozzi firma un accordo con la LAV di Roma rappresentata dal Sig.Leonardo Serafico affinchè la stessa si occupi dell’adozione e della gestione dei cani custoditi presso il canile di Stroncone, in provincia di Terni.

Fino a qui tutto normale, sembrerebbe un semplice accordo di collaborazione fra un associazione animalista ed un comune. Scorrendo il decreto, però, si nota l’articolo 6 relativo al “contributo assegnato”. Si legge infatti che “Il comune riconosce alla LAV un contributo pari a Euro 200 per ogni cane ceduto in adozione”. L’organizzazione LAV, quindi, prenderebbe 200 Euro per ogni cane adottato da terzi. Per cosa? Per il suo impegno nella “sensibilizzazione”?

Nel 2012, nonostante l’”impegno” della LAV molti cani, su decreto comunale del comune di Stroncone, partono per un trasferimento verso la Germania, per adozioni programmate. Il WWF accerta la regolarità dell’adozione e il buono stato di salute dei cani. E la LAV? Inizia insieme all’ENPA a protestare contro lo spostamento. Sarà amore verso gli animali o paura di non prendere i 200 Euro come nel Comune di Amatrice? Ai posteri l’ardua sentenza.

Sardegna, anno 2009; gli incendi devastano la Regione. La LAV anche lì si costituisce parte civile.

Accusa gli incendiari di avere interessi economici e contemporaneamente chiede i danni per conto di uccelli, piccoli mammiferi e insetti morti.

6) i rapporti della LAV con le istituzioni

L’intensissimo lavoro di lobbying portato avanti dalla LAV la ha portata a entrare in stretto contatto con molte istituzioni: oltre alla già citata convenzione con il Corpo Forestale, da anni la LAV ha un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, è la LAV, che assieme alla FNOVI scrive le “Procedure per l’esecuzione dei controlli nella movimentazione comunitaria di cani e gatti”, Prima durante il Governo Berlusconi, con il Sottosegretario alla salute Martini, poi, durante il Governo Monti, con il Sottosegretario alla salute Cardinale, viene istituito un tavolo permanente con gli animalisti, LAV in testa, proprio sulle tematiche a loro più care.

 La LAV offre il pranzo vegano ai Parlamentari (chissà con che voce è stata inserita la spesa a bilancio.) Dopo la firma del decreto per il trasporto e il soccorso degli animali, la Polizia ha firmato un accordo (pagato, ovviamente) con la LAV affinché la stessa istruisca i poliziotti sul soccorso degli animali. Che le forze dell’ordine non siano in grado di applicare un decreto e utilizzano a spese nostre un intermediario sembra davvero troppo.

7) il caso Green Hill

Mettete da parte i servizi fuorvianti di Stoppa di Striscia la Notizia, che nei montaggi aveva inserito dei pezzi di video decontestualizzati e anacronistici di sperimentazione animale e passiamo ora al caso più eclatante, quello del blitz animalista per “liberare” i cani nell’allevamento Green Hill nell’Aprile 2012. Come mai nonostante la procura avesse specificato che nell’allevamento non ci fossero maltrattamenti il giorno 18 Luglio 2012 l’allevamento è stato sequestrato

Ecco, probabilmente è così dato che qualche mese dopo il TAR di Brescia ha annullato il sequestro di Green Hill  perchè non sussistevano maltrattamenti come specificato dalla procura. Ad oggi la situazione è in realtà bloccata, i cani sono di proprietà delle famiglie ma l’allevamento è stato dissequestrato e la trafila giudiziaria va avanti. Gli attivisti, inoltre, sono indagati e sotto processo 
Per concludere il discorso però diamo un occhiata sul sito della LAV
 dove oltre al resoconto dell’intervento si da attenzione al paragrafo finale. “L’ultimo atto si svolgerà in tribunale con costi ingenti e per vincere abbiamo bisogno del tuo aiuto”seguito da un bel “SOSTIENICI per dire mai più Green Hill”.
Il caso Green Hill è stato strumentalizzato per modificare il recepimento della direttiva europea sulla sperimentazione animale.

8) la legge sulla sperimentazione animale


L’Italia non è riuscita ad applicare in tempo la disposizione emanata dalla Comunità Europea, quindi paga multe per il ritardo e sicuramente le pagherà anche per il mal recepimento, siccome non rispetta l’articolo 2 della disposizione stessa, ovvero non introdurre ulteriori restrizioni.

Nelle entità che hanno partecipato alla stesura della nuova disposizione  L’Eurogruppo degli animali ( Eurogroup for animals) rappresentava il volere delle diverse associazioni animaliste a livello europeo.
Anche la LAV (Lega Anti Vivisezione) fa parte dell’Eurogruppo.
Se andiamo a vedere nel loro sito troviamo diverse informazioni interessanti.
All’interno della voce “
Animal Testing“, in particolare “Protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali“:

Member States to apply the Directive correctly, to reduce the numbers of animals used and levels of suffering.

Gli stati Membri devono applicare correttamente la direttiva, per ridurre il numero di animali utilizzati e la loro sofferenza.

Ma come? Le associazioni animaliste europee vogliono che si applichi correttamente la Direttiva?
Perchè in Italia hanno insistito nell’inserire delle modifiche? Come mai questo cambio di programma?

E intanto le associazioni animaliste raddoppiano i bilanci.

9) la propaganda contro la biodiversità

Spesso e volentieri diverse associazioni combattono le politiche di gestione della fauna per principio preso, ricorrendo a teorie confuse e non scientificamente valide, che dovrebbero giustificare ideologicamente la loro contrarietà. Si cimentano soprattutto in campagne contro il controllo delle specie invasive e alloctone, quindi contro l’interesse della preservazione dell’ambiente e della biodiversità.

Come non ricordare le campagne contro il controllo delle nutrie e dello scoiattolo grigio?
Per chi non lo sapesse (come forse tanti animalisti), lo scoiattolo grigio è una delle specie considerate “invasive” dal mondo scientifico e preservazionista. Lo scoiattolo grigio è di origine nordamericana e fu immesso accidentalmente nei parchi e nei boschi italiani del nord a partire dal 1948.

Questa specie sta però mettendo a rischio la sopravvivenza dell’autoctono scoiattolo rosso, tanto da indurre le stesse autorità e gli esperti di gestione faunistica a prendere delle misure per la sua eradicazione, dalla stessa unione europea. Lo scoiattolo rosso si sta estinguendo a causa dello scoiattolo grigio.
Mentre la LAV richiede di ricorrere alle campagne di sterilizzazione (di più difficile attuazione), altre associazioni animaliste, come la V.A.S. hanno fatto ricordo per sospendere le campagne di cattura e contro la sterilizzazione stessa.
Per quanto riguarda la nutria, è un mammifero roditore apprezzato per la sua pelliccia, originario del sud America. La LAV e altre associazioni “protezionistiche” combattono i piani di controllo, ed organizzano convegni e conferenze invitando esperti che si autodefiniscono “castorologi” come Massimo Vitturi, responsabile nazionale caccia e fauna LAV.
La nutria si sta pian piano diffondendo nella pianura padana e arreca numerosi problemi dal punto di vista ambientale e biologico, distruggendo gli argini ed entrando in competizione con la fauna locale, non essendo presenti in natura i predatori naturali che la limitano.

Un altro animale che in virtù del suo aspetto carino, deve essere tutelato, secondo le politiche delle associazioni animaliste, a differenza di altri animali, come il Gambero Killer della Louisiana o le cozze zebrate.
La stessa Comunità Europea
 ha inserito la nutria all’interno di una black list delle 100 specie più dannose per la biodiversità. La LAV, invece, attraverso ricorsi tenta di bloccarne l’abbattimento.

L’uomo, in quanto responsabile del caos biologico, dovrebbe, soprattutto nei casi gravi (quando appunto come in questo caso una specie alloctona mette a rischio la vita di una specie autoctona), rimediare con efficaci politiche di contenimento ed eradicazione. Negli scorsi anni si è tentato di procedere in questo senso, ma spesso a bloccare tutto ci hanno pensato i soliti ricorsi degli animalisti, dove si costituiscono come al solito come parte civile.

10 Raccolta Firme o modo per inviare depliant e richiesta di fondi?

Le raccolte firme di LAV sono all’ordine del giorno e spesso non portano ai risultati sperati da parte degli animalisti. Anche mentre sto scrivendo la LAV sta raccogliendo firme per ben 4 battaglie alcune molto lontane dal raggiungimento degli obiettivi minimi. Per quale motivo, allora, la LAV continua a raccogliere firme sugli argomenti più vari?

Non sarà mai che diverse associazioni raccolgono tramite sondaggi e raccolte firme dati come nomi, cognomi ed indirizzi per inviare agli indirizzi privati depliant, richieste di raccolte fondi e di “adozioni a distanza di animali”?…

 


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