Processo Green Hill: i testimoni dell’accusa tra errori e inesattezze


Articolo molto chiaro che fa chiarezza su un caso di importanza mediatica enorme.
L’unica ad averci guadagnato, in fondo, è la LAV che ha incrementato di più del 70% il proprio bilancio.

Pro-Test Italia

beagle Un beagle in un allevamento a fini scientifici (Immagine: Understanding Animal Research)

Consulenti del PM che avevano già ricevuto incarichi dalla LAV, ispettori che dovevano analizzare le cartelle dei cani che confondono la diarrea con il diabete, un Comandante della Polizia Forestale sotto testimonianza che allude a vendite di cani per fini cosmetici (illegali in Europa) solo da una bolla, senza aver fatto nessuna indagine, e che viene subito smentito dalle prove della difesa.

Mercoledì 12 Novembre: entrano in scena gli ispettori che il 18 Luglio 2012 hanno fatto il sopralluogo alla struttura della Marshall, unico allevamento in Italia di cani a uso scientifico. Tante dimenticanze e imprecisioni. E’ stata contestata la temperatura interna dei capannoni in cui venivano tenuti gli animali dimenticandosi di fare un raffronto con la temperatura esterna visto che era il 18 luglio, si critica nell’imputazione la brevità di tempo tra un parto e l’altro per…

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Il sorriso dei malati e la voglia di combattere – Da “Colpa delle Stelle” alla vita reale.


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Diciamolo, “Colpa delle Stelle”, film ispirato al romanzo scritto nel 2012 da John Green è davvero uno spettacolo cinematografico meraviglioso.
No, la bellezza non sta negli effetti speciali, nel sound, nel 3D (fortunatamente, non sarei riuscito a sopportarlo), nella comicità o nella “critica sociale”. Per una volta il film è un film bello per la bellezza dei temi che, con profondità, riesce ad affrontare.
Intanto, di cosa parla “Colpa delle Stelle”?

 

La sedicenne Hazel Grace è costretta dai genitori a frequentare un gruppo di supporto per sopravvissuti al cancro. Tre anni prima le era stato infatti diagnosticato un cancro alla tiroide al quarto stadio, ma la ragazza è riuscita a sopravvivergli grazie all’assunzione di un farmaco sperimentale. Al gruppo di supporto incontra Augustus “Gus” Waters, un diciassettenne ex giocatore di basket a cui è stata amputata una gamba a causa di unosteosarcoma. Hazel convince Augustus a leggere “Un’imperiale afflizione”, il suo libro preferito, e lui ne diventa ossessionato quasi quanto lei. Così, tra messaggi e telefonate, Hazel e Gus incominciano a passare sempre più tempo insieme.

La loro relazione diventa sempre più profonda ma Hazel si sente allontanata da Gus. Quest’ultimo ha salvato il suo desiderio de “I Geni” (un versione di fantasia di Make a Wish Foundation), e lo vuole utilizzare per volare fino ad Amsterdam dove con Hazel incontrerà Peter Van Houten, lo scrittore di “Un’imperiale afflizione”. Anche se entusiasta dalla proposta, Hazel decide di non voler più continuare la sua relazione con Gus cosicché possa minimizzare il dolore che la sua eventuale morte potrebbe causare ad Augustus. Hazel si rende conto infatti di essere come una granata che presto, con la sua esplosione, ferirà gravemente tutti coloro che la amano e le stanno vicini, e rivela la sua paura ai genitori con un discorso straziante.

Hazel si sveglia in completa agonia e viene ricoverata in ospedale con una grave polmonite. Durante la settimana di convalescenza, Gus le fa visita svariate volte e la informa di tenere a lei più di quanto si possa preoccupare del dolore che lei potrebbe causargli. Dopo essere stata dimessa, Hazel capisce di essere innamorata di Gus e, dopo alcune consultazioni con i suoi dottori, le viene permesso di andare ad Amsterdam con sua madre e Gus per poter incontrare Van Houten.

La prima notte ad Amsterdam viene loro offerta un’ottima cena da Van Houten in persona. Purtroppo l’incontro con l’autore non va liscio come la cena del giorno prima: i ragazzi scoprono che Lidewij, l’assistente di Van Houten, ha organizzato tutto senza informare lo scrittore perché sperava che la visita di alcuni fan così appassionati potesse ispirarlo ad abbandonare l’alcol per rimettersi a scrivere. Van Houten si dimostra invece sprezzante e maleducato con i ragazzi e si rifiuta di rispondere alle loro domande. Sconvolti dall’incontro, Hazel e Augustus lasciano la casa e, accompagnati dall’assistente dell’autore, visitano la casa di Anna Frank, dove si scambiano il loro primo bacio tra gli applausi degli altri turisti.

Qualche tempo dopo, Augustus rivela ad Hazel che il suo cancro è tornato e questa volta ha creato metastasi in più parti del suo corpo. Nonostante, una volta a casa, Gus incominci un’aggressiva terapia, nessuno si aspetta che sopravviva a lungo. Poco prima di morire, Gus chiede ad Hazel e Isaac, il suo migliore amico, di organizzare un pre-funerale in sua presenza, cosicché possa sentire i loro memoriali in suo onore. Otto giorni dopo il pre-funerale, Augustus muore ed Hazel pronuncia un memoriale al funerale, ma non lo stesso che aveva letto ad Augustus. Hazel realizza infatti che i funerali sono per le persone vive, e ripete qualche luogo comune per rassicurare i genitori del ragazzo.

Dopo il funerale, Hazel incontra Van Houten, arrivato in America per il funerale, e le rivela che, svariati anni prima, aveva avuto una figlia morta poi di cancro. Dalla figlia l’autore si era poi ispirato per la protagonista del romanzo, Anna, e spiega che la sua scontrosità durante il primo incontro ad Amsterdam era stata dovuta in parte al fatto che Hazel assomigliasse ad Anna stessa (Hazel si era vestita uguale alla protagonista del libro). Hazel lo incoraggia a tornare sobrio e a scrivere unsequel di “Un’imperiale afflizione”.

La ragazza scopre inoltre che Augustus aveva scritto qualcosa per lei, ma le pagine erano state strappate dal notebook. Riesce comunque a rintracciare le pagine e scopre che Gus le aveva inviate a Van Houten. Hazel contatta Lidewij e ottiene le pagine. Augustus aveva inviato le pagine a Van Houten in modo che lui le trasformasse in un elogio per Hazel; Van Houten decide di lasciare le pagine intoccate.

 

 

Ecco, questa è, in breve, la trama di questo film.
Adesso vi chiederete, per quale motivo è stato necessario per me scrivere un articolo che non è né una recensione nè una critica cinematografica?
Perché, in questo film, si riesce ad esaltare la “bellezza del sorriso” che una ragazza ed un ragazzo riesco a mantenere nonostante le loro malattie, nonostante sappiano che, prima o poi, dovranno morire. La speranza, per un malato terminale, è tutto ciò a cui è possibile aggrapparsi. La speranza, per un malato terminale, è una speranza VERA, è una voglia di continuare a lottare.

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Il sorriso di Hazel e Gus, protagonisti nel film, rappresenta proprio questo, la voglia di andare avanti, insieme, nel combattere malattie molto più grandi dei loro 18 anni di età. Spesso si parla di giustizia e di ingiustizia, di “libero arbitrio” dell’uomo in scelte provenienti dall’alto ma qui non è così. Il film fa vedere due ragazzi, in tutte le loro debolezze che, nonostante tutto, non smettono di sorridere e di sperare.
Consiglierei questo film a chi, di fronte al dolore dei malati, non riesce che ad insultare

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Questo film, in realtà, mi fa pensare al caso di Caterina Simonsen, ragazza insultata da sedicenti animalisti (che non sanno nemmeno che Cate è vegetariana, poveri loro) semplicemente per aver ringraziato medici e ricercatori che riescono a tenerla in vita ed a permetterle, ancora, di continuare a sognare e di sperare in un domani migliore. La sua colpa? Aver difeso la sperimentazione animale che, ad oggi, è l’unica alternativa possibile nella ricerca di cure per le malattie più varie, rare e comuni che siano.
Ecco, lo stesso sorriso, la stessa speranza che ho visto negli occhi di Hazel e Gus sono riuscito a vederla in quelli di Caterina

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Ecco, questa è la bellezza della vita, la bellezza negli occhi di una persona che ha sofferto, che continua a soffrire ma che non ha smesso MAI di sognare e di lottare.
Questo film, inoltre, mi fa venire in mente le parole di Barbara, mamma di una bimba affetta dalla sindrome di Rett, malattia degenerativa (qui la vicenda LAV-ProRett, quando gli animalisti hanno boicottato una raccolta fondi proprio per la ricerca sulla sindrome di Rett)

Ho una figlia che non cammina ma ha un’intelligenza, che la porterà a fare grandi cose. Siamo coscienti che quando arriverà la cura, per noi sarà tardi, ma questo non ci fa smettere di sperare. Arriverà, non per noi ma almeno altri bambini con la stessa malattia verranno salvati. Noi non abbiamo più i sogni degli altri genitori, ma ci resta quello più grande, vedere la malattia sconfitta, sapere che altri genitori potranno continuare a sognare i primi passi. E perché no, il sogno più grande, vederla alzare dalla sua sedia a rotelle e corrermi incontro. Questa è la ricerca, speranza, e voi non riuscirete mai a togliercela.

 

Ecco, questa persona è una persona speciale. Essere mamma di una bambina con una malattia senza cure (allo stato attuale) e non smettere di sperare non per la figlia ma per le generazioni future è un atto di umanità immensa. Queste sono le persone che fanno crescere la fiducia nell’essere umano. Come si fa a non restare colpiti da certe frasi, da certi comportamenti ed, ovviamente, da certe azioni?

Andrea Cecconi si reca alla Camera per l'incontro con Casaleggio

 

Ecco, come al solito è la LAV a non avere rispetto di queste persone promuovendo boicottaggi nei confronti di Yamamay, colpevole di “sponsorizzare la sperimentazione animale” proprio nell’ambito della ricerca sulla sindrome di Rett (qui potete trovare informazioni proprio su questa malattia rara).

Quest’articolo, però, non deve essere un articolo “scientifico”.
La scienza, infatti, non può andare avanti senza il sentimento e senza degli esempi come quelli di Hazel e Gus in “Colpa delle Stelle” o di Caterina e tanti altri ragazzi, bambini, adulti, anziani che non smettono mai di lottare.

E, la scienza e la ricerca, devono farcela per loro, per vederli sorridere SEMPRE, dopo essere guariti.

Per terminare questo articolo, però, credo sia necessario elencare un pò di associazioni con fini di ricerca o di assistenza ai malati delle malattie piu varie per le quali potete donare se vorrete:

LIFC
AIRC
ARISla
AISLA
Telethon
Pro-Rett

Ovviamente le associazioni sono moltissime, ne ho solamente elencate alcune.
La ricerca ha bisogno di tutti 😉

28 Giugno. Salviamo la Ricerca dai Nazianimalisti

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Ecco alcuni degli screenshot prelevati dalla pagina Facebook della LAV, Lega Anti Vivisezione. I commenti sono relativi al primo post (prima immagine) dove la onlus annuncia una delle sue azioni più “eclatanti”, probabilmente la seconda dopo l’irruzione a “Green Hill” di Brescia di qualche anno fa.

La LAV fa riferimenti per il giorno 28 Giugno 2014 ad una irruzione all’interno dello stabulario (luogo dove vivono gli animali utili alla sperimentazione) dell’Università di Modena per “liberare” 15 macachi dalle “torture” alle quali secondo loro sono sottoposti.
Ora, a prescindere dagli estremi di reato specificati bene qui:

Art. 624 Furto
Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516. Agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7), e 625.

Art. 633 Invasione di terreni o edifici
Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032. Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi.

Art. 635 Danneggiamento
Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309. La pena è della reclusione da sei mesi a tre anni e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso:

1) con violenza alla persona o con minaccia;
2) da datori di lavoro in occasione di serrate, o da lavoratori in occasione di sciopero, ovvero in occasione di alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 330, 331 e 333;
3) su edifici pubblici o destinati a uso pubblico o all’esercizio di un culto, o su cose di interesse storico o artistico ovunque siano ubicate o su immobili compresi nel perimetro dei centri storici ovvero su immobili i cui lavori di costruzione, di ristrutturazione, di recupero o di risanamento sono in corso o risultano ultimati (1), o su altre delle cose indicate nel n. 7 dell’articolo 625;
4) sopra opere destinate all’irrigazione;
5) sopra piante di viti, di alberi o arbusti fruttiferi, o su boschi, selve o foreste, ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento;
5-bis) sopra attrezzature e impianti sportivi al fine di impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive.
Per i reati di cui al secondo comma, la sospensione condizionale della pena è subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna

Il problema potrebbe essere un altro. Può la ricerca essere sempre messa in secondo piano rispetto alle posizioni ideologiche? Si può sacrificare la sperimentazione che può portare alla cura di diverse malattie per ragioni “etiche” peraltro tutte dimostrabili?
Come potete vedere i commenti degli animalisti sono sempre i soliti: “Sperimentate sui carcerati”, “Vivisettori, sperimentate sui vostri figli”, “Meglio un umano morto che un animale torturato”, “Assassini!Vergogna”. Quello che però mi ha fatto riflettere è il primo commento all’articolo: “Chiudete l’Università di Modena”.

Ecco, cosa vuol dire “chiudere una università”? Intanto quello che agli animalisti sfugge è il dato umano. Far chiudere una università significa creare un enorme buco di posti di lavoro. Tutti i dipendenti infatti, e non parlo solamente di professori, sarebbero licenziati e si troverebbero senza lavoro. La ricerca in quella università, inoltre, subirebbe una battuta d’arresto causando danni irreversibili alla ricerca italiana già bistrattata in passato e nel presente.  Peraltro si chiuderebbe anche una delle università migliori d’Italia secondo le classifiche del Sole 24 Ore.

Problema della chiusura di una università, inoltre, sarebbe anche la situazione degli studenti. Dove andrebbero a studiare? Cosa succederebbe alle loro borse di studio? Ecco, sarebbe una situazione non sostenibile per un Paese che predilige spendere (tanto, e male) altrove piuttosto che investire sulla ricerca scientifica.
Altra accusa fatta ai ricercatori è quella di “guadagnare tanto”. Ecco, un ricercatore può arrivare, in Italia, a guadagnare l’enorme cifra di 2.500 Euro mensili solamente intorno ai 52 anni. Cifre astronomiche eh?

Altra accusa fatta è che la sperimentazione animale “è già stata superata secondo la maggior parte degli scienziati”. Ecco, anche questo non è vero. Secondo dati del giornale Nature più del 90% dei ricercatori e degli scienzati ritiene essenziale, ad oggi, la sperimentazione animale. La stessa dottoressa Geraldine Hamilton, una delle più importanti persone nel campo della ricerca “alternativa” ritiene comunque fondamentale la sperimentazione animale per sviluppare e testare dei metodi alternativi nel futuro.
Inoltre all’ultima richiesta, quella di sperimentare sui detenuti si può rispondere con queste note:

1)L’uomo non si riproduce alla velocità di un topo: per avere una colonia di uomini omogenea dal punto di vista genetico ci vorrebbero almeno un paio di generazioni cioè, se tutto andasse per il meglio, una trentina d’anni… Decisamente troppi per rendere sufficientemente veloce la sperimentazione di qualsiasi farmaco.

2) Non è nota la storia clinica dei carcerati, mentre lo è quella delle cavie di laboratorio: sarebbe necessario ricorrere a carcerati di “seconda generazione”, i quali erediterebbero il patrimonio genetico dei genitori ma non certo le colpe. Sempre ammesso che i carcerati siano disposti ad accoppiarsi.

3) Spesso i carcerati sono una fetta non rappresentativa della popolazione: in Italia il 35,5% dei detenuti sono di origini straniere (Dati del Ministero della Giustizia), mentre la percentuale di immigrati sulla popolazione Italiana è ben più bassa. Secondo il ragionamento per il quale non sarebbero predittivi i topi non lo dovrebbero essere nemmeno i carcerati se geneticamente diversi dal resto della popolazione.

4) Una fase della sperimentazione di farmaci richiede test di tossicità ripetuti per osservare eventuali effetti a lungo termine: un topo ha una vita media di 3 anni, un uomo di 70… Vogliamo davvero aspettare 70 anni per sapere se un farmaco è tossico?

5) Nutrire e curare un uomo ha dei costi sicuramente maggiori di un topo: il costo dei farmaci crescerebbe esponenzialmente se si utilizzassero uomini anziché altri animali.

6) Non è vero che tutti i carcerati sono “cause perse”. Dopo l’indulto del 2006 solo il 12% dei rilasciati è rientrato in carcere dopo 6 mesi (Dati del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria) e solo il 34% dopo 5 anni (L’Unità). Ci piace pensare che gli animalisti si riferiscano a reati gravi, ma in questo caso si tornerebbe alla scarsa affidabilità del modello. Senza voler fare eugenetica, una grossa fetta dei detenuti per reati gravi sono affetti da malattie psichiatriche e dati recenti dimostrano come spesso queste abbiano un fattore di rischio genetico. Testare un farmaco su un gruppo di persone che non rispecchino la variabilità generica della popolazione avrebbe potenzialmente effetti drammatici.

7) Come la mettiamo per i farmaci da testare in gravidanza o in età pediatrica, dovremmo testarli sui figli dei carcerati (nonostante non siano responsabili dei reati dei genitori)?
La sperimentazione animale ad oggi è necessaria così come è necessario sviluppare metodi di ricerca alternativi. Per svilupparli, però, c’è bisogno proprio della sperimentazione animale che quindi non può essere fermata. Cosa più grave, poi, è che oltre a presunti scienziati al soldo di LAV o altre organizzazioni animaliste anche alcuni parlamentari difendono le battaglie di “StopVivisection” e gli attacchi ai laboratori. Fra questi, oltre ad Edoardo Gandini ed a Zanoni già “scansionati” durante la campagna elettorale per le elezioni europee dobbiamo ricordare il protagonista della battaglia contro l’Università di Modena, cioè il Parlamentare del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini già famoso in passato per le sue bufale portate a livello internazionale su “microchip impiantati ai bambini“, 11 Settembre 2001 e complotti sulla presunta morte di Osama Bin Laden. Ecco, lo stesso parlamentare 5 Stelle si sta battendo insieme alla LAV, ad Animal Amnesty ed alla solita Margherita D’Amico (si, colei che parlò dei rapporti fra Caterina Simonsen e le industrie Simonsen) proprio per la “liberazione dei macachi”. Come può un parlamentare della Repubblica Italiana combattere contro la ricerca che in realtà dovrebbe difendere? Come può sopratutto un Parlamentare di un Movimento che si “batte per la Costituzione” andare contro l’articolo 9 della Costituzione dove si dice che la Repubblica  “promuove la ricerca”?

Non so cosa succederà il 28 di Giugno ma tutti noi dobbiamo essere al fianco dei ricercatori e di coloro che si battono per garantire, ad ogni malato, un futuro migliore.

#Iostoconlaricerca ed #IostoconluniversitàdiModena…E voi?

 

La Vita di un Bambino Vale più di quella di un Topo – Elezioni Europee


 

Elezioni Europee 2014 – Animalismo ed Antispecismo Ben Presenti

 

 

Dopo il grande successo (e ringrazio tutti voi) e la ottima diffusione dell’articolo sulla LAV ho deciso, in vista delle elezioni Europee, che si terranno il 25 Maggio 2014 di analizzare un po’ le candidature di tutti i principali movimenti e partiti cercando di trovare candidati animalisti che si battono spesso contro la scienza e contro la sperimentazione animale
Partiamo in questo viaggio dal Partito Democratico, del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Qui, fin da subito, da molto all’occhio la candidatura di Andrea Zanoni animalista convinto e socio di ENPA. Basta osservare il suo sito per capire quali sono le sue battaglie: La prima e decisa è contro gli OGM  da lui ritenuti “pericolosi” e la seconda è quella contro la vivisezione (in realtà già illegale in Italia) e la sperimentazione animale. Il candidato eurodeputato, infatti chiede di “proibire vivisezione e sperimentazione animale con la sostituzione con nuovi metodi scientifici utilizzati in gran parte del mondo”
Chiede inoltre il divieto dell’uso degli animali nei circhi, la chiusura degli zoo e la drastica riduzione delle specie cacciabili.
Si occupa di animali anche la già eurodeputata Patrizia Toia  che auspica “lotte più dure per il benessere degli animali e contro la vivisezione”.

Passiamo ora al M5S, secondo i sondaggi seconda forza elettorale nel Paese.

Qui trovare informazioni dettagliate sui candidati è molto più complesso in quanto la maggior parte dei candidati non ha un suo sito internet ed è possibile recepire informazioni solo dai MeetUp. Fra questi abbiamo trovato Laura Ferrara, di Cosenza, candidata nella Circoscrizione Sud, che si definisce “Avvocato Animalista”
In realtà però più che analizzare i candidati è utile andare ad osservare il blog di Beppe Grillo che spesso si scaglia contro vivisezione e/o sperimentazione animale. Il primo post risale al Gennaio 2006 quando l’ex comico si scaglia contro “l’inutilità della vivisezione ed i suoi alti costi” , stessa battaglia la ripeterà nel Febbraio 2013 lodando alcune iniziative di Equivita , Comitato Scientifico Antivivisezionista.

La svolta Berlusconiana in Forza Italia la conoscete tutti. La linea della Brambilla ha vinto e l’Ex Cavaliere ha deciso di iniziare a “lottare per il benessere degli animali” convinto che questo potrà portargli un “7% dell’elettorato indeciso” . Primo passo è stata l’esclusione dalle liste di Sergio Berlato, noto cacciatore del Nord Est incompatibile con la nuova svolta berlusconiana (http://www.vicenzapiu.com/leggi/europee-berlato-escluso). Lo stesso poi ha deciso di lasciare Forza Italia per aderire a Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale.
Arriva subito invece, la candidatura di Cristina Striglio, responsabile della Onlus “Amo gli Animali” e quella di Daniela Lazzaroni, presidente dell’Associazione LEIDAA fondata proprio dall’Onorevole Brambilla.
Forza Italia, inoltre, per bocca dell’ex-ministro Renato Brunetta ha presentato il “Dudu-Act”, un manifesto per dare agli animali “Benessere ALMENO pari a quello dei loro proprietari”.

Passiamo ora a Scelta Europea (www.sceltaeuropea.eu) formata da alcuni partiti e movimenti fra cui ALI, Fare per Fermare il Declino, Scelta Civica, Centro Democratico e da alcuni fuoriusciti dall’Italia dei Valori dopo l’ultimo congresso.
La posizione di Fare, per quanto riguarda la scienza, è sempre stata chiara. Il partito, infatti, già nel Gennaio 2014, dopo il caso di Caterina Simonsen, si è battuto a favore della scienza e della ricerca  battendosi fortemente contro il decreto attuativo votato dal Parlamento Italiano per recepire la Direttiva Europea 2010/63. Questo, infatti, secondo FARE, potrebbe determinare effetti deleteri sulla ricerca medica e sulla sperimentazione animale che ha sostituito ormai da anni la pratica della vivisezione.
Interessante però notare che, proprio all’interno delle liste di Scelta Europea, precisamente nel Nord Ovest è candidato Edoardo Gandini, animalista ed antispecista passato da Italia dei Valori al Movimento 5 Stelle ed in un secondo momento in Scelta Europea.
Il suo manifesto sugli animali è molto chiaro: vietare la sperimentazione animale definita da lui “tortura inutile”, diffondere la cultura vegana  e chiudere tutte le strutture come zoo, delfinari e circhi che “sfruttano gli animali”.
Da notare inoltre la sua battaglia contro ProTest Italia.

Spero di essere stato chiaro nella spiegazione di movimenti e partiti principali. Per qualsiasi altra informazione potete scrivermi direttamente oppure commentare l’articolo.

 

 

 

Candidati da Evitare perchè Anti-Specisti:

Come avete potuto vedere il sito della LAV ha pubblicato l’elenco dei candidati “amici” che hanno firmato il loro documento .

Oltre all’intero movimento Green-Verdi Europei  e alla Lista Tsipras che si battono per il riconoscimento degli animali come esseri “senzienti” e per attuare l’iniziativa dei cittadini “Stop Vivisection” questi sono i candidati che, in linea teorica, si sono battuti contro la Scienza:

NORD-OVEST

Cristina Striglio – FI

Daniela Lazzaroni – FI
Voulaz Manuel – M5S
Gandini Edoardo – SE
Daniele Viotti – PD

 

 

NORD-EST

 

Andrea Zanoni – PD

Francesca Rescigno – FI

Moni Ovadia – Lista Tsipras

 

 

CENTRO

 

Lorena Pesaresi – PD

Marco Furfaro -Lista Tsipras

Sandro Medici – Lista Tsipras

 

 

SUD

 

Laura Ferrara – M5S

 

 

ISOLE

 

 

Paola Sobbrio – M5S

Antonio Mazzeo – Lista Tsipras