Processo Green Hill: i testimoni dell’accusa tra errori e inesattezze


Articolo molto chiaro che fa chiarezza su un caso di importanza mediatica enorme.
L’unica ad averci guadagnato, in fondo, è la LAV che ha incrementato di più del 70% il proprio bilancio.

Pro-Test Italia

beagle Un beagle in un allevamento a fini scientifici (Immagine: Understanding Animal Research)

Consulenti del PM che avevano già ricevuto incarichi dalla LAV, ispettori che dovevano analizzare le cartelle dei cani che confondono la diarrea con il diabete, un Comandante della Polizia Forestale sotto testimonianza che allude a vendite di cani per fini cosmetici (illegali in Europa) solo da una bolla, senza aver fatto nessuna indagine, e che viene subito smentito dalle prove della difesa.

Mercoledì 12 Novembre: entrano in scena gli ispettori che il 18 Luglio 2012 hanno fatto il sopralluogo alla struttura della Marshall, unico allevamento in Italia di cani a uso scientifico. Tante dimenticanze e imprecisioni. E’ stata contestata la temperatura interna dei capannoni in cui venivano tenuti gli animali dimenticandosi di fare un raffronto con la temperatura esterna visto che era il 18 luglio, si critica nell’imputazione la brevità di tempo tra un parto e l’altro per…

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28 Giugno. Salviamo la Ricerca dai Nazianimalisti

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Ecco alcuni degli screenshot prelevati dalla pagina Facebook della LAV, Lega Anti Vivisezione. I commenti sono relativi al primo post (prima immagine) dove la onlus annuncia una delle sue azioni più “eclatanti”, probabilmente la seconda dopo l’irruzione a “Green Hill” di Brescia di qualche anno fa.

La LAV fa riferimenti per il giorno 28 Giugno 2014 ad una irruzione all’interno dello stabulario (luogo dove vivono gli animali utili alla sperimentazione) dell’Università di Modena per “liberare” 15 macachi dalle “torture” alle quali secondo loro sono sottoposti.
Ora, a prescindere dagli estremi di reato specificati bene qui:

Art. 624 Furto
Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516. Agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7), e 625.

Art. 633 Invasione di terreni o edifici
Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032. Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi.

Art. 635 Danneggiamento
Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309. La pena è della reclusione da sei mesi a tre anni e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso:

1) con violenza alla persona o con minaccia;
2) da datori di lavoro in occasione di serrate, o da lavoratori in occasione di sciopero, ovvero in occasione di alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 330, 331 e 333;
3) su edifici pubblici o destinati a uso pubblico o all’esercizio di un culto, o su cose di interesse storico o artistico ovunque siano ubicate o su immobili compresi nel perimetro dei centri storici ovvero su immobili i cui lavori di costruzione, di ristrutturazione, di recupero o di risanamento sono in corso o risultano ultimati (1), o su altre delle cose indicate nel n. 7 dell’articolo 625;
4) sopra opere destinate all’irrigazione;
5) sopra piante di viti, di alberi o arbusti fruttiferi, o su boschi, selve o foreste, ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento;
5-bis) sopra attrezzature e impianti sportivi al fine di impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive.
Per i reati di cui al secondo comma, la sospensione condizionale della pena è subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna

Il problema potrebbe essere un altro. Può la ricerca essere sempre messa in secondo piano rispetto alle posizioni ideologiche? Si può sacrificare la sperimentazione che può portare alla cura di diverse malattie per ragioni “etiche” peraltro tutte dimostrabili?
Come potete vedere i commenti degli animalisti sono sempre i soliti: “Sperimentate sui carcerati”, “Vivisettori, sperimentate sui vostri figli”, “Meglio un umano morto che un animale torturato”, “Assassini!Vergogna”. Quello che però mi ha fatto riflettere è il primo commento all’articolo: “Chiudete l’Università di Modena”.

Ecco, cosa vuol dire “chiudere una università”? Intanto quello che agli animalisti sfugge è il dato umano. Far chiudere una università significa creare un enorme buco di posti di lavoro. Tutti i dipendenti infatti, e non parlo solamente di professori, sarebbero licenziati e si troverebbero senza lavoro. La ricerca in quella università, inoltre, subirebbe una battuta d’arresto causando danni irreversibili alla ricerca italiana già bistrattata in passato e nel presente.  Peraltro si chiuderebbe anche una delle università migliori d’Italia secondo le classifiche del Sole 24 Ore.

Problema della chiusura di una università, inoltre, sarebbe anche la situazione degli studenti. Dove andrebbero a studiare? Cosa succederebbe alle loro borse di studio? Ecco, sarebbe una situazione non sostenibile per un Paese che predilige spendere (tanto, e male) altrove piuttosto che investire sulla ricerca scientifica.
Altra accusa fatta ai ricercatori è quella di “guadagnare tanto”. Ecco, un ricercatore può arrivare, in Italia, a guadagnare l’enorme cifra di 2.500 Euro mensili solamente intorno ai 52 anni. Cifre astronomiche eh?

Altra accusa fatta è che la sperimentazione animale “è già stata superata secondo la maggior parte degli scienziati”. Ecco, anche questo non è vero. Secondo dati del giornale Nature più del 90% dei ricercatori e degli scienzati ritiene essenziale, ad oggi, la sperimentazione animale. La stessa dottoressa Geraldine Hamilton, una delle più importanti persone nel campo della ricerca “alternativa” ritiene comunque fondamentale la sperimentazione animale per sviluppare e testare dei metodi alternativi nel futuro.
Inoltre all’ultima richiesta, quella di sperimentare sui detenuti si può rispondere con queste note:

1)L’uomo non si riproduce alla velocità di un topo: per avere una colonia di uomini omogenea dal punto di vista genetico ci vorrebbero almeno un paio di generazioni cioè, se tutto andasse per il meglio, una trentina d’anni… Decisamente troppi per rendere sufficientemente veloce la sperimentazione di qualsiasi farmaco.

2) Non è nota la storia clinica dei carcerati, mentre lo è quella delle cavie di laboratorio: sarebbe necessario ricorrere a carcerati di “seconda generazione”, i quali erediterebbero il patrimonio genetico dei genitori ma non certo le colpe. Sempre ammesso che i carcerati siano disposti ad accoppiarsi.

3) Spesso i carcerati sono una fetta non rappresentativa della popolazione: in Italia il 35,5% dei detenuti sono di origini straniere (Dati del Ministero della Giustizia), mentre la percentuale di immigrati sulla popolazione Italiana è ben più bassa. Secondo il ragionamento per il quale non sarebbero predittivi i topi non lo dovrebbero essere nemmeno i carcerati se geneticamente diversi dal resto della popolazione.

4) Una fase della sperimentazione di farmaci richiede test di tossicità ripetuti per osservare eventuali effetti a lungo termine: un topo ha una vita media di 3 anni, un uomo di 70… Vogliamo davvero aspettare 70 anni per sapere se un farmaco è tossico?

5) Nutrire e curare un uomo ha dei costi sicuramente maggiori di un topo: il costo dei farmaci crescerebbe esponenzialmente se si utilizzassero uomini anziché altri animali.

6) Non è vero che tutti i carcerati sono “cause perse”. Dopo l’indulto del 2006 solo il 12% dei rilasciati è rientrato in carcere dopo 6 mesi (Dati del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria) e solo il 34% dopo 5 anni (L’Unità). Ci piace pensare che gli animalisti si riferiscano a reati gravi, ma in questo caso si tornerebbe alla scarsa affidabilità del modello. Senza voler fare eugenetica, una grossa fetta dei detenuti per reati gravi sono affetti da malattie psichiatriche e dati recenti dimostrano come spesso queste abbiano un fattore di rischio genetico. Testare un farmaco su un gruppo di persone che non rispecchino la variabilità generica della popolazione avrebbe potenzialmente effetti drammatici.

7) Come la mettiamo per i farmaci da testare in gravidanza o in età pediatrica, dovremmo testarli sui figli dei carcerati (nonostante non siano responsabili dei reati dei genitori)?
La sperimentazione animale ad oggi è necessaria così come è necessario sviluppare metodi di ricerca alternativi. Per svilupparli, però, c’è bisogno proprio della sperimentazione animale che quindi non può essere fermata. Cosa più grave, poi, è che oltre a presunti scienziati al soldo di LAV o altre organizzazioni animaliste anche alcuni parlamentari difendono le battaglie di “StopVivisection” e gli attacchi ai laboratori. Fra questi, oltre ad Edoardo Gandini ed a Zanoni già “scansionati” durante la campagna elettorale per le elezioni europee dobbiamo ricordare il protagonista della battaglia contro l’Università di Modena, cioè il Parlamentare del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini già famoso in passato per le sue bufale portate a livello internazionale su “microchip impiantati ai bambini“, 11 Settembre 2001 e complotti sulla presunta morte di Osama Bin Laden. Ecco, lo stesso parlamentare 5 Stelle si sta battendo insieme alla LAV, ad Animal Amnesty ed alla solita Margherita D’Amico (si, colei che parlò dei rapporti fra Caterina Simonsen e le industrie Simonsen) proprio per la “liberazione dei macachi”. Come può un parlamentare della Repubblica Italiana combattere contro la ricerca che in realtà dovrebbe difendere? Come può sopratutto un Parlamentare di un Movimento che si “batte per la Costituzione” andare contro l’articolo 9 della Costituzione dove si dice che la Repubblica  “promuove la ricerca”?

Non so cosa succederà il 28 di Giugno ma tutti noi dobbiamo essere al fianco dei ricercatori e di coloro che si battono per garantire, ad ogni malato, un futuro migliore.

#Iostoconlaricerca ed #IostoconluniversitàdiModena…E voi?

 

Scienza ed Animali – Elezioni Europee – Circoscrizione NordOvest


 

Italia Nord Occidentale (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta)

 

 

Partito Democratico
Mercedes Bresso

Da Presidente della Regione Piemonte ha adottato un piano, basato su richieste individuali, per la prevenzione delle predazione al bestiame causato dai lupi  attraverso utilizzo di cani da guardiania e aiuti pastori. Si è battuta, inoltre, contro gli OGM dichiarando la Regione “Ogm-Free” dopo il via libera della commissione Europea ai prodotti OGM
Luca Barbieri
Si è battuto, in varie discussioni pubbliche, a favore degli OGM ritenendo le frasi “Gli OGM fanno male” ed “Il biologico è meglio” affermazioni completamente errate
Brando Benifei
Si è battuto al fianco del ministro Orlando contro la coltivazione di OGM
Renata Briano

E’ assessore della Provincia di Genova al Patrimonio Naturalistico, alla Caccia ed alla Pesca con una delega presente alla “tutela degli animali domestici”
Ha difeso, dopo il ricorso del Governo che lo riteneva “troppo permissivo” il calendario venatorio regionale e provinciale.

Luigi Morgano

Segretario della Federazione Italiana delle Scuole Materne è uno dei soci fondatori del gruppo “Scienza e Vita”  che si occupa di Eutanasia, di Legge 40 e di lotta alle malattie rare 
Carlo Roccio
E’presidente della Fleming Research che con il suo laboratorio svolge varie attività diagnostiche fra i quali quelli di diagnostica e biologia molecolare.
Daniele Viotti

Si batte in Piemonte contro la caccia e contro le normative ritenute “troppo permissive” da parte della giunta guidata dal leghista Cota

 

 

Forza Italia
Fabrizio Bertot

Si è battuto, nella sua avventura come parlamentare Europeo contro l’approvazione di una direttiva che obbligasse i produttori di Miele a indicare nell’etichetta la presenza di polline “contaminato” da OGM 

Franco Bonanini

Anticaccia e definitosi “ambientalista” è stato presidente del Parco delle Cinque Terre. Già candidato con il PD ha aderito a Forza Italia-PPE dopo l’arresto per truffa contro lo Stato proprio per alcune concessioni edilizie all’interno del Parco Naturale

 

Licia Ronzulli
Riguardo gli OGM, durante la sua attività come Parlamentare Europea ha promosso un iniziativa per regolamentare il Salmone Atlantico OGM come già fatto negli Stati Uniti .
E’ entrata nel mirino del sito animalisti.it per aver votato a favore della direttiva sulla sperimentazione animale.
Cristina Striglio

E’ una delle candidate scelte dopo la svolta animalista della Brambilla.

E’ responsabile della Onlus “Amo gli Animali”.
Condivide iniziative per “bloccare la strage degli agnelli a Pasqua”

 

Daniela Lazzaroni
Anche lei, come la Striglio, è stata scelta dalla Brambilla nella nuova svolta animalista.

E’ presidente della LEIDAA, associazione animalista fondata dalla stessa Brambilla.

 

Movimento 5 Stelle

 

Antonica Gabriele

Primo in lista del M5S dopo le primarie Online è un medico chirurgo. Non si è mai occupato di sperimentazione animale occupandosi principalmente di medicina legale e delle assicurazioni.
Attademo Francesco

Insieme ad altri candidati del M5S si è battuto nella campagna “Italia OGM Free” contro la presenza di OGM sul territorio nazionale.
Voulaz Manuel

Dalla Val D’Aosta si dichiara “animalista” ed esperto di una razza di animali, il Dahu, esperta o forse mai esistita nella sua regione

 

 

L’Altra Europa con Tsipras

 

Oktavia Brugger

Candidata in Lista Tsipras come facente parte dei Verdi-Grune della Provincia di Bolzano si è battuta insieme al suo movimento contro la “Contaminazione da OGM”

 

 

Lega Nord

 

Francesco Bruzzone

Da consigliere regionale il Liguria ha richiesto, insieme ai suoi colleghi Torterolo e Rixi, che la Regione si definisse “OGM Free” e quindi libera da ogni tipo di agricoltura transgenica

 

Daniele Belotti

Ha richiesto, insieme ad altri suoi colleghi, di proibire la ricerca sugli OGM all’Interno dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura

 

Angelo Ciocca

Pur convergendo su posizioni dei suoi colleghi contro OGM e cibo transgenico si è battuto, in consiglio Regionale Lombardo, per mantenere il “diritto di cacciare contro le ingerenze di altri consiglieri”

 

Scelta Europea

 

Gianluca Susta

Esponente di Scelta Civica si è battuto insieme al suo partito, dopo il caso di Caterina Simonsen, a favore della sperimentazione animale e della Direttiva Europea approvata.
E’ finito nel mirino, insieme ad alcuni suoi colleghi, di StopVivisection per aver supportato la sperimentazione

Gandini Edoardo
Di tutti i candidati europarlamentari insieme all’On Zanoni del PD Edoardo Gandini è uno dei più grandi nemici di sperimentazione animale ed è socio di molte associazioni animaliste.

E’ un forte sostenitore della dieta vegana che a suo dire può sconfiggere i tumori, definisce Caterina Simonsen “manovrata dalla frangia estrema dell’anti animalismo cioè i Protest Italia” e vorrebbe cancellare totalmente la possibilità di sperimentare sugli animali .
Pubblica video su Youtube in particolare contrastando ogni posizione di Protest Italia definita “frangia ultras dei vivisettori” .

 

Frederick Gebhard

Candidato di Fare per Fermare il Declino ha sottoscritto il piano del suo leader Michele Boldrin per fermare i tagli alla ricerca ed a favore della sperimentazione animale. E’ membro dell’associazione “Io amo gli Animali”