La Vita di un Bambino Vale più di quella di un Topo – Elezioni Europee


 

Elezioni Europee 2014 – Animalismo ed Antispecismo Ben Presenti

 

 

Dopo il grande successo (e ringrazio tutti voi) e la ottima diffusione dell’articolo sulla LAV ho deciso, in vista delle elezioni Europee, che si terranno il 25 Maggio 2014 di analizzare un po’ le candidature di tutti i principali movimenti e partiti cercando di trovare candidati animalisti che si battono spesso contro la scienza e contro la sperimentazione animale
Partiamo in questo viaggio dal Partito Democratico, del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Qui, fin da subito, da molto all’occhio la candidatura di Andrea Zanoni animalista convinto e socio di ENPA. Basta osservare il suo sito per capire quali sono le sue battaglie: La prima e decisa è contro gli OGM  da lui ritenuti “pericolosi” e la seconda è quella contro la vivisezione (in realtà già illegale in Italia) e la sperimentazione animale. Il candidato eurodeputato, infatti chiede di “proibire vivisezione e sperimentazione animale con la sostituzione con nuovi metodi scientifici utilizzati in gran parte del mondo”
Chiede inoltre il divieto dell’uso degli animali nei circhi, la chiusura degli zoo e la drastica riduzione delle specie cacciabili.
Si occupa di animali anche la già eurodeputata Patrizia Toia  che auspica “lotte più dure per il benessere degli animali e contro la vivisezione”.

Passiamo ora al M5S, secondo i sondaggi seconda forza elettorale nel Paese.

Qui trovare informazioni dettagliate sui candidati è molto più complesso in quanto la maggior parte dei candidati non ha un suo sito internet ed è possibile recepire informazioni solo dai MeetUp. Fra questi abbiamo trovato Laura Ferrara, di Cosenza, candidata nella Circoscrizione Sud, che si definisce “Avvocato Animalista”
In realtà però più che analizzare i candidati è utile andare ad osservare il blog di Beppe Grillo che spesso si scaglia contro vivisezione e/o sperimentazione animale. Il primo post risale al Gennaio 2006 quando l’ex comico si scaglia contro “l’inutilità della vivisezione ed i suoi alti costi” , stessa battaglia la ripeterà nel Febbraio 2013 lodando alcune iniziative di Equivita , Comitato Scientifico Antivivisezionista.

La svolta Berlusconiana in Forza Italia la conoscete tutti. La linea della Brambilla ha vinto e l’Ex Cavaliere ha deciso di iniziare a “lottare per il benessere degli animali” convinto che questo potrà portargli un “7% dell’elettorato indeciso” . Primo passo è stata l’esclusione dalle liste di Sergio Berlato, noto cacciatore del Nord Est incompatibile con la nuova svolta berlusconiana (http://www.vicenzapiu.com/leggi/europee-berlato-escluso). Lo stesso poi ha deciso di lasciare Forza Italia per aderire a Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale.
Arriva subito invece, la candidatura di Cristina Striglio, responsabile della Onlus “Amo gli Animali” e quella di Daniela Lazzaroni, presidente dell’Associazione LEIDAA fondata proprio dall’Onorevole Brambilla.
Forza Italia, inoltre, per bocca dell’ex-ministro Renato Brunetta ha presentato il “Dudu-Act”, un manifesto per dare agli animali “Benessere ALMENO pari a quello dei loro proprietari”.

Passiamo ora a Scelta Europea (www.sceltaeuropea.eu) formata da alcuni partiti e movimenti fra cui ALI, Fare per Fermare il Declino, Scelta Civica, Centro Democratico e da alcuni fuoriusciti dall’Italia dei Valori dopo l’ultimo congresso.
La posizione di Fare, per quanto riguarda la scienza, è sempre stata chiara. Il partito, infatti, già nel Gennaio 2014, dopo il caso di Caterina Simonsen, si è battuto a favore della scienza e della ricerca  battendosi fortemente contro il decreto attuativo votato dal Parlamento Italiano per recepire la Direttiva Europea 2010/63. Questo, infatti, secondo FARE, potrebbe determinare effetti deleteri sulla ricerca medica e sulla sperimentazione animale che ha sostituito ormai da anni la pratica della vivisezione.
Interessante però notare che, proprio all’interno delle liste di Scelta Europea, precisamente nel Nord Ovest è candidato Edoardo Gandini, animalista ed antispecista passato da Italia dei Valori al Movimento 5 Stelle ed in un secondo momento in Scelta Europea.
Il suo manifesto sugli animali è molto chiaro: vietare la sperimentazione animale definita da lui “tortura inutile”, diffondere la cultura vegana  e chiudere tutte le strutture come zoo, delfinari e circhi che “sfruttano gli animali”.
Da notare inoltre la sua battaglia contro ProTest Italia.

Spero di essere stato chiaro nella spiegazione di movimenti e partiti principali. Per qualsiasi altra informazione potete scrivermi direttamente oppure commentare l’articolo.

 

 

 

Candidati da Evitare perchè Anti-Specisti:

Come avete potuto vedere il sito della LAV ha pubblicato l’elenco dei candidati “amici” che hanno firmato il loro documento .

Oltre all’intero movimento Green-Verdi Europei  e alla Lista Tsipras che si battono per il riconoscimento degli animali come esseri “senzienti” e per attuare l’iniziativa dei cittadini “Stop Vivisection” questi sono i candidati che, in linea teorica, si sono battuti contro la Scienza:

NORD-OVEST

Cristina Striglio – FI

Daniela Lazzaroni – FI
Voulaz Manuel – M5S
Gandini Edoardo – SE
Daniele Viotti – PD

 

 

NORD-EST

 

Andrea Zanoni – PD

Francesca Rescigno – FI

Moni Ovadia – Lista Tsipras

 

 

CENTRO

 

Lorena Pesaresi – PD

Marco Furfaro -Lista Tsipras

Sandro Medici – Lista Tsipras

 

 

SUD

 

Laura Ferrara – M5S

 

 

ISOLE

 

 

Paola Sobbrio – M5S

Antonio Mazzeo – Lista Tsipras

 

Caterina Simonsen e gli insulti – La storia inizia così – Da TheFielder.Net


È il 27 dicembre quando Caterina Simonsen, studentessa presso l’Università di Bologna in Medicina Veterinaria, lancia su Facebook — precisamente, nella pagina «A favore della sperimentazione animale» — il suo messaggio: «Ringrazio i medici, e ringrazio la sperimentazione animale, che m’ha permesso di vivere dall’età di nove anni, quando tre malattie genetiche rare m’hanno distrutto e quasi ucciso. Solo i farmaci sperimentati su animali m’hanno permesso d’arrivare a venticinque anni. Grazie». Caterina è malata ormai da sedici anni, e il suo cuore, senza quei farmaci, avrebbe già smesso di battere. Una situazione normale, che meriterebbe solo solidarietà per la forza d’una ragazza che, nonostante tutto, nonostante il male, nonostante viva con una mascherina d’ossigeno, ha deciso di lanciare il suo messaggio per ringraziare chi, in un modo o nell’altro, l’ha salvata.

Ma l’Italia non è un Paese normale, non è un Paese per situazioni normali: cosí, in pochi momenti scoppia il panico, lo scandalo. Un gruppo di fondamentalisti animalisti le lancia messaggi dal contenuto spesso non ripetibile; la minacciano di morte, le augurano di soffrire le pene dell’inferno per «quel che ha fatto a dei poveri topolini», arrivano messaggi come «Potevi morire tu a nove anni, non loro». Lei risponde, con la spontaneità tipica d’una ragazza giovane, dicendo: «Vi voglio far vedere come vivo io, perché la mia unica colpa è d’essermi curata, senz’aver ucciso nessuno». E cosí altri scandalizzati, oltre a qualche messaggio di solidarietà.

L’Italia, purtroppo, è diventata cosí: schiava di fondamentalisti beceri che non riescono a capire le condizioni d’una persona. S’inizia a parlare divivisezione, che poco c’entra con la sperimentazione di farmaci. Che cosa c’è di strano, allora? Io credo che si debba salvaguardare la vita delle persone, sempre e comunque: se vi sono metodi che superano la sperimentazione animale, ben venga; ma, se cosí non fosse, non si puòfermare la ricerca, che può sconfiggere malattie mortali. E poi, «cari» animalisti, voi rinuncereste a curare vostro figlio perché i farmaci sono stati sperimentati su animali? Credo proprio di no.

Ora la vicenda Simonsen s’è sgonfiata, è passato del tempo, e lei è ancora in ospedale, combattendo contro una polmonite, che nel suo caso può esser fatale. È stata lei a chiedere d’esser lasciata in pace; è stata lei, pur ringraziando chi le aveva mostrato solidarietà, a dire: «Basta lotte, basta contrapposizione. Io non sono pro o contro un trattamento; posso solamente dire gli effetti che ha avuto su di me, sul mio corpo».

Ma, soprattutto, Caterina ha lanciato un messaggio: «Sono stufa di chi dice di sperimentare i farmaci sui carcerati». Ecco, anche questa questione va analizzata meglio. Chi dice di sperimentare farmaci su colpevoli di reati gravi probabilmente centra al meglio il volere della «pancia» del Paese, ma dice cose errate — e non praticabili da un punto di vista medico. Basta, infatti, ascoltare un semplice studente di Medicina per capire che questa pratica non sarebbe considerabile dal punto di vista medico: la sperimentazione sull’uomo è impossibile, poiché subentrano fattori — come stress, ansia, paura — che possono modificare le risposte a un determinato farmaco, rendendo infattibile uno studio obiettivo.

Ecco, la risposta ai «nazi-animalisti» è fatta. Non so se in futuro sarà possibile sperimentare una sorta di medicina alternativa che sostituisca la sperimentazione animale, ma — a sentire i maggiori esperti del settore, come Mario CapecchiNobel per la Medicina nel 2007 per il gene targeting e ricercatore presso l’Università dello Utah a Salt Lake City — la strada è ancora lunga, e la sperimentazione animale è il metodo piú efficace e produttivo nello sviluppo di vaccini per le piú differenti malattie. Basti pensare al vaccino antipoliomelite, sviluppato dopo decine d’anni grazie proprio alla sperimentazione animale: esso ha portato alla riduzione a zero dei casi reali di pazienti affetti dalla malattia. (Per saperne di piú, basta leggere questa lettera indirizzata al Parlamento scritta da Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni.)

Comunque, gli episodi di «nazi-animalismo» non sono ancora terminati — anzi. Basti vedere la notizia, lanciata dalla suddetta pagina Facebook, di manifesti contro Alberto Corsini (ricercatore presso l’Università degli Studi di Milano) in cui sono indicati numero di telefono e indirizzo — quindi situazione passibile di denuncia per violazione della privacy nonché per diffamazione — o di scritte sul muro contro Edgardo D’Angelo, etichettato come vivisettore per le sue attività in laboratorio. Questo Paese, probabilmente, non cambierà mai. Trasformiamo discussioni scientifiche anche complicate in lotte fra ultrà. Per ora, comunque, e la comunità scientifica è stata chiara, non si può fare a meno della sperimentazione animale, per lottare contro malattie che, ancor oggi, uccidono migliaia di persone nel mondo.