1992-2015. Storia di un Paese che non cambierà mai. #iostoconuber


 15 Gennaio 1992

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Bill Clinton.
Il Presidente del Consiglio Italiano è Giulio Andreotti (morto nel 2014).
Il Presidente della Repubblica Italiana è Francesco Cossiga (morto nel 2010).
Il Presidente della Repubblica Francese è Francois Mitterrand (morto nel 1996).
Il Papa è Giovanni Paolo II (morto nel 2005).
Il primo SMS della storia non è ancora stato inviato (verrà inviato da PC a PC nel Dicembre 1992 e da cellulare a cellulare nel gennaio 1993).
Non esistono “sistemi operativi windows” e Microsoft utilizza Windows 3.1 su sistema MS-DOS.
In Italia viene approvata la “Legge Quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi non di linea”

26 Maggio 2015.

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama (nel 1992 aveva 31 anni).
Il Presidente del Consiglio Italiano è Matteo Renzi (nel 1992 aveva 17 anni)
Il Presidente della Repubblica Italiana è Sergio Mattarella (nel 1992 aveva 51 anni).
Il Presidente della Repubblica Francese è Francois Hollande (nel 1992 aveva 38 anni).
Il Papa è Francesco I.
Gli SMS sono ancora utilizzati ma sono stati “superati” da servizi di messaggistica istantanea. Il più diffuso di questi è What’s App fondata da Jan Koum (nel 1992 aveva 16 anni) e da Brian Acton (nel 1992 aveva 20 anni).
L’ultimo sistema operativo Microsoft (diretta da Satya Nadella che nel 1992 aveva 25 anni) è Windows 8.1 mentre MS.DOS è stato abbandonato nel 1995.
Sono nati i “social network“. I più diffusi sono Facebook, fondato da Mark Zuckerberg (nel 1992 aveva 8 anni) e Twitter, fondato da Jack Dorsey (nel 1992 aveva 16 anni). Il sito web più cliccato al mondo è Google (fondato nel 1997), presieduto da Larry Page (nel 1992 aveva 19 anni).
Il tribunale di Milano dichiara UberPop illegale per violazione delle norme contenute nella legge 15 gennaio 1992.

Notate qualche stranezza in questo elenco di avvenimenti e di questioni?
Ecco, io si.
In 23 anni il mondo si è evoluto, è mutato, ha cambiato completamente faccia e si è mosso verso la rivoluzione tecnologica mentre l’Italia, nel suo immobilismo, è rimasta ferma al palo.
Oggi, dopo un ricorso presentato da TASSISTI (il maiuscolo è per evidenziare che la vittoria non è del consumatore, come peraltro evidenziato QUI da Codacons ma di una lobby) il Tribunale di Milano ha deciso di bloccare il servizio UberPop diffuso in quasi tutto il mondo per “concorrenza sleale in violazione con la Legge 15-01-1992”  e di concedere 15 giorni all’azienda statunitense per bloccare il servizio. Come è possibile che, dopo 23 anni, si consideri ancora attuale una legge che non poteva prevedere la presenza di servizi così innovativi? Come è stato possibile, oltretutto, che non si sia pensato a regolarizzare Uber prima di un passaggio parlamentare?
Lo stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il 14 Maggio 2014, aveva dichiarato di “trovare Uber un servizio straordinario” e di voler “regolarizzare la situazione”. Per quale motivo dopo più di 1 anno non si è riusciti a trovare una soluzione? Per quale motivo in questo Paese le lobby riescono sempre ad avere la meglio?
Per quale motivo, in Italia, sono le innovazioni a doversi “adeguare” a norme che non possono prevedere la loro esistenza e non si verifica mai il contrario?
Per quale motivo, sopratutto, lo Stato Italiano agisce sempre e comunque per penalizzare i consumatori e limitare la concorrenza?

La risposta a questa domanda, secondo me, è sempre la stessa:
Le Lobbies, in Italia, controllano ancora buona parte del mercato e sono “bacini” di voti per i vari partiti politici che quindi non hanno assolutamente voglia di smantellarle (o di regolamentarle). Ecco perché le lobbies vincono ed ecco perché questo paese resta fermo a 23 anni fa.

#iostoconuber

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3 thoughts on “1992-2015. Storia di un Paese che non cambierà mai. #iostoconuber

  1. Purtroppo non è esattamente vero che l’Italia sia un Paese immobile. Infatti, giorno dopo giorno, la burocrazia inventa nuove regole per danneggiare gli Italiani. Avete mai fatto caso alla buffonata delle leggi anticorruzione? Fino a che non si avranno regole POCHE E CERTE, la corruzione sarà UN MALE INEVITABILE. Come era già successo ai tempi di “mani pulite”, le leggi severe e la repressione, non fanno che aumentare il prezzo della corruzione. Ma sono scemi, i nostri legislatori, o sono complici dei corrotti? Pensate che, come ha osservato Ostellino in un recente articolo, 250 anni fa, A. de Toqueville, aveva già previsto quasi tutto. Altra osservazione: le regole complicate hanno il solo effetto di favorire le imprese peggiori. Infatti sono queste ultime che hanno maggiore disponibilità di avvocati, architetti, relazioni pubbliche, mazzette, appunto. Fate caso all’edilizia -non è che un esempio- più grande e più sfacciata la costruzione, maggiore il guadagno. Così chi vuole costruire nel suo giardino un barbecue, si troverà avvolto in una burocrazie allucinante, mentre, lì vicino, l’ecomostro sorge senza problemi. E se non è un ecomostro, è solo per il buon cuore dell’imprenditore.

  2. Aspetto che qualche giudice dichiari illegali le applicazioni per ordinare pasti a domicilio per “concorrenza sleale” ai ristoranti.

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