Nepal ed Animalisti, fra ignoranza e cattiveria


Il 25 Aprile, alle ore 06:11 UTC un terremoto del grado 7.8 della scala Richter colpisce il Nepal con epicentro a circa 80km Nord-Ovest della capitale Katmandu.

Cattura di schermata (20)

Fin da subito si capisce la gravità della situazione tanto che, a 4 giorni dall’episodio sismico il conteggio dei morti, purtroppo parziale, è arrivato a 5000 unità.
Ovviamente, dopo il disastro, è arrivato il cordoglio da parte dell’intera comunità internazionale (spesso però non seguito da aiuti economici o a livello di personale) eccetto…gli animalisti.
Ecco, appunto.

n-META-large570
slide_421084_5387676_compressed

La protagonista di questi screenshot è Antonietta Meta, volto noto nel “mondo animalista” che, come potete vedere, si rallegra per le cose in Nepal definendole “giusta punizione per lo sterminio di animali per motivi religiosi”.
A prescindere dall’ignoranza e dalla cattiveria nel dire certe cose dopo aver visto immagini di persone rimaste senza famiglia, casa e villaggio mi chiedo: “Ma non sono gli animalisti a dire che chi non ama gli animali non riesce ad amare nemmeno le persone?”. Come si può, quindi, gioire per la morte di migliaia di persone? Dove è quindi quell’empatia che tutti gli animalisti si vantano di avere? La scusa di certo non può essere che si tratta di “caso isolato” tanto che la trasmissione “La Zanzara” su Radio24 ha scovato altri animalisti allegri per la tragedia in Nepal fra cui Patrizia Massetti, che loro stessi hanno tentato di rintracciare.
Insomma, a questo punto la domanda da farsi è: si tratta di pura ignoranza oppure dietro a tutto questo c’è anche della cattiveria e dell’odio verso l’essere umano? Spesso gli animalisti parlano di “anti-specismo” ponendo tutte le specie animali, uomo compreso, sullo stesso piano ma, osservando certe situazioni, sembra che gli animalisti siano “specisti” alla rovescia preferendo ogni animale-non-umano all’uomo stesso.

Peraltro, di fronte a certe tragedie, ogni persona dovrebbe mettere da parte le idee politiche, le convinzioni morali e religiose e darsi da fare, nei limiti del possibile, per aiutare le popolazioni colpite (QUI un link per sapere come fare). Come è dunque possibile che un essere umano gioisca per la probabile morte di 10.000 suoi fratelli? Come può, poi, lo stesso essere umano lamentarsi per un “rapporto non paritario fra uomo ed animale”‘?
Comunque, per dover di cronaca, dovremmo anche chiedere agli animalisti coinvolti: “Sapete che nella tragedia sono morti anche animali-non-umani? Anche loro meritavano la morte?”.

Ovviamente quasi tutte queste domande resteranno senza risposta ma una considerazione finale è d’obbligo:

Spesso gli animalisti radicali come tutte le sette si sentono migliori del resto della popolazione ponendosi, quindi, in una posizione di giudizio (situazione simile si trova nei fondamentalisti religiosi) e di superiorità. Questo comportamento, però, nasconde spesso un lato “cattivo” che la non conoscenza di determinate situazione riesce a tirare fuori molto rapidamente.
Ovviamente il discorso non può essere esteso a tutti gli “animalisti” ma solamente a quei gruppi radicali che però riescono a far presa nei cuori delle persone così come ISIS fa presa nei cuori dei fondamentalisti islamici. 
Insomma, l’animalismo radicale è un problema e probabilmente sarebbe necessario iniziare a dirlo.

Advertisements

2 thoughts on “Nepal ed Animalisti, fra ignoranza e cattiveria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...