Razionali e Razionalari, perché il Razionalismo non è solo Sperimentazione e scienza


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Guida semplice ad una divulgazione efficace commettendo meno errori possibile.

A volte, quando parlo con persone non “del settore” e non esperte per quanto riguarda scienza e pensiero scientifico mi viene chiesto “Cosa vuol dire essere razionali oggi?” , “Chi è un razionale dei giorni nostri?”, “Cosa vuol dire divulgare?”.

Ecco, prima di rispondere a queste domande senza l’arroganza di chi, dall’alto di una posizione di elite, pensa di avere la risposta giusta, voglio fare una piccola premessa:
Fino al 2013 non mi ero mai interessato alla scienza, alla sperimentazione animale ed al pensiero scientifico in sè. Non ero “anti-scienza”, semplicemente non ero informato in merito. Nel 2013, quasi per caso, sono finito sulla pagina “A favore della sperimentazione animale” e, dopo poco tempo, ho osservato il caso di Caterina Simonsen. A quel punto ho scritto un articolo che in sè non parlava di sperimentazione ma della stupidità di insultare e minacciare DI MORTE una persona che vuole solamente vivere più a lungo possibile; qualche mese dopo ho saputo del boicottaggio nei confronti di “Pro-Rett” a Busto e lì ho deciso di indagare e di capire chi, davvero, guadagna qualcosa dalla sperimentazione animale. Ecco, questi NON sono i ricercatori ma le associazioni animaliste che dicono di combatterla (peraltro chiamandola ancora “vivisezione”, termine superato dai dizionari stessi) e che per questo, fanno soldi.

Per quale motivo, però, una associazione animalista, spesso estremista e che giustifica atti di eco-terrorismo (termine coniato da USDA per PETA, ALF ed ELF) fa così tanti soldi? Per quale motivo LAV, ENPA ed altre hanno così tanto seguito?
Semplice, perchè parlano alle “casalinghe di Voghera”, perchè usano termini semplici e messaggi efficaci. Qui, in fondo, torno alla domanda iniziale, “Cosa vuol dire oggi divulgare?”. Ecco, divulgare vuol dire, a mio modestissimo parere “parlare a più persone possibili di argomenti difficili utilizzando però un linguaggio semplice”. Scrivere articoli scientifici complessi ed incomprensibili, in fondo, non serve a nulla per un semplice motivo: Gli ESPERTI del settore si informano su PubMed, i NON ESPERTI, invece, leggono alcuni pezzi e nemmeno li capiscono. Come bisogna scrivere dunque? Ovviamente in modo PRECISO e IMPARZIALE ma, sopratutto, in maniera semplice. I dati scientifici vanno inseriti (magari con collegamenti esterni) ma l’articolo non può e non deve essere un insieme di numeri, studi e dati anche perché, a quel punto, il lettore medio chiuderà il collegamento diventando, dunque, un bersaglio “possibile” per le associazioni animaliste. Un articolo corretto, dunque (qui un mio pezzo sul bilancio di LAV), deve contenere informazioni necessarie ma deve comunque appassionare il lettore che, a quel punto, si fidelizzerà ad una fonte di informazione e quindi non si lascerà convincere dalla parte avversa. Ovviamente tutto questo non è semplice ma…bisognerebbe iniziare a provarci!

Ho notato, ultimamente, una maxi polemica iniziata da un gruppo di “divulgatori” nei confronti di Pro-Test Italia in particolare in riferimento ad un video (il video Numero 2 dell’intervista ad Edoardo Stoppa qui visibile) che, secondo alcuni “baroni” della divulgazione non è stato effettuato in maniera corretta. Il messaggio è arrivato? Si. Gli spettatori quanti sono? 100.000 totali. Gli spettatori possono comprendere il messaggio? Si. Gli spettatori, dopo il video, saranno più convinti di prima che la sperimentazione animale è necessaria? Probabilmente si.
Ecco, con tutte le pecche e le imperfezioni (d’altronde PTI NON ha una troupe di 10 persone strapagate per montare ad arte un video) questo video è un video molto efficace. Perché, allora, criticare in maniera aperta in pubblico invece che contattare persone in privato per cercare di dare una mano? Perché fare critiche DISTRUTTIVE invece che COSTRUTTIVE? Non sarà che, da parte di alcuni, c’è una sorta di “invidia-penis” nei confronti di chi riesce ad arrivare a più persone?
La domanda finale, però, è la più importante: Dove erano questi grandi divulgatori quando alcuni “animalisti” hanno assaltato il dipartimento di Farmacologia a Milano? Dove erano durante la manifestazione a “La Sapienza” di Roma? Dove erano quando bisognava difendere Green Hill o il Mario Negri? Ecco, questi divulgatori NON C’ERANO.

Il loro comportamento, a mio parere, non rientra nella sfera della razionalità. Non è, dunque, un comportamento razionale. Qui arriviamo alle prime due domande: “Cosa è, in fondo la razionalità?”.

Ecco, sgombriamo subito il campo da un dubbio.
Essere razionali NON VUOL DIRE SOLAMENTE ESSERE A FAVORE DI SPERIMENTAZIONE ANIMALE, OGM O OCCUPARSI DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA.
La razionalità, infatti, deve comprendere quanti più campi possibili e non deve comprendere comportamenti discutibili.

Può un “razionale” essere a favore della S.A pensando che “tutti i rom rubano”? Assolutamente NO. Questo comportamento non è “razionale” in quanto, in un pensiero razionale, non si fa “di tutta l’erba un fascio” (e qui probabilmente il “fascio” ci sta bene :D).

Può un razionale essere a favore della coltivazione OGM pensando che “l’omosessualità è peccato”? Assolutamente NO, per lo stesso motivo specificato in precedenza.

Un razionale, quindi, deve seguire un “pensiero unico”? No, assolutamente.
Un razionale, però, dovrebbe parlare non per frasi fatte o per slogan cari a molti politici del giorno d’oggi ma affrontare ogni argomenti con intelligenza e razionalità. Se proprio non conosce un argomento, invece, non dovrebbe affrontarlo ma, se necessario, informarsi in precedenza.

Finchè alcuni fra i “razionali” commetteranno questi errori ne pagherà le conseguenze l’INTERO MOVIMENTO RAZIONALE attaccato da complottisti ed affini sempre pronti a cercare controsensi o pecche di ogni oppositore.

Attenti, razionali, non cadete nelle trappole e sopratutto CERCATE DI AMPLIARE IL VOSTRO CAMPO DI CONOSCENZA per evitare di commettere errori che possano mettere a rischio un intero percorso!
Insomma, evitate di essere “razionalari” (ogni riferimento agli animalari è puramente NON casuale).

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3 thoughts on “Razionali e Razionalari, perché il Razionalismo non è solo Sperimentazione e scienza

  1. Hai perfettamente ragione : occorre imparare a comunicare alla casalinga di voghera l’ importanza della ricerca scientifica, e lo si può fare solo parlando la stessa lingua di chi ascolta. Pazienza , se qualcuno storce la bocca. Gli animalisti che attaccano gli stabulari e rimangono a piede libero, avrebbero vita più dura se le casalinghe di voghera sapessero quali danni arrecano anche a loro e alla loro famiglia. E magari sull’ onda di sdegno delle casalinghe incazzate, qualcuno finirebbe anche in galera.

  2. Non ci vogliono i razionali, ci vogliono le forze dell’ ordine che mancano pure per assicurarsi che un imputato entri in tribunale disarmato. Il problema parte dal fondo, non dal mezzo. Ecco perché gli animalisti che attaccano i luoghi pubblici sono a piede libero. Io finanzierei la sicurezza prima di tutto.

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