Se la libertà di espressione vale più di una Querela. LAV contro il mondo.


Scrivo queste breve articolo per dei piccoli chiarimenti riguardo la mia situazione giudiziaria dopo la doppia denuncia ricevuta da Gianluca Felicetti, Presidente di LAV e notificatami il 12 Gennaio 2015, pochi giorni dopo l’attentato alla sede di Charlie Hebdo e la “vittoria” dei #JeSuisCharlie in Italia e nel mondo.

La prima parte della denuncia riguarda un episodio del giorno 25 Marzo 2014, dunque, probabilmente, il mio articolo scritto per The Fielder riguardo il boicottaggio di LAV Busto Arsizio nei confronti di Yamamay rea di supportare una organizzazione, la Pro-Rett che anche attraverso la sperimentazione animale si occupa di ricerca riguardo la sindrome la Rett (qui Marco delli Zotti, medico appassionato in malattie rare parla della sindrome di Rett).

La seconda parte della denuncia, invece, riguarda un episodio del 14 Aprile 2014, dunque probabilmente il mio articolo “LAV, le 10 cose che (non) vorreste sapere” uscito proprio in quella data.

Alla luce di tutto ciò ritengo ancor più vergognosa la querela che, dunque, lede la libertà di espressione di ciascuno di noi.
Ritengo, tutt’oggi, quel boicottaggio SCHIFOSO e rivendico il mio pieno diritto di informarmi e di informare.

Vi ringrazio, prima di tutto, di quanto state facendo per me.
Il 13 Gennaio ho aperto una pagina Facebook e, nello stesso momento, ho iniziato una raccolta fondi per le spese legali a cui potete contribuire attraverso Paypal o Ricarica Postepay. Ovviamente il mio GRAZIE IMMENSO va davvero a chi ha permesso di raggiungere i 600 Euro di donazioni ed a chi mi sta supportando moralmente in questa difficile vicenda.

Ci metto la faccia, anche questa volta, come sempre. Non mi sono mai nascosto dietro uno pseudonimo o un account fake. Ci ho sempre messo la faccia e sempre ce la metterò. SEMPRE.

Grazie mille

Davide Valentini

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5 thoughts on “Se la libertà di espressione vale più di una Querela. LAV contro il mondo.

  1. La querela non è vergognosa perchè è uno strumento che la legge da’ a tutti per difendersi da un attacco o meglio dire come nel caso specifico da uno sputtanamento mediatico portato in atto in qs modo. Vi ricordo che la liberta’ di sputtanare che ognuno rivendica in un paese democratico si traduce anche in liberta’ di querelare ,sempre per lo stesso principio di liberta’.Che mi pare non sia mai a senso unico ma debba essere a senso doppio. Questo vuol dire che se poi le argomentazioni portate contro il lavoro di una grande associazione come la LAV saranno fondate, questo si vedra’.Come anche chi porta avanti un attacco di qs genere deve mettere in conto che potra’ vedersi riconosciuti gli estremi di illegittimita’ delle sue argomentazioni. Per fortuna non siamo ne io nè voi i giudici di questa causa.Perchè le denunce si devon comprovare.NOn è che uno monta un teatrino come questo e richiama proseliti e con la scusa di liberta’ di espressione vuol dire che ha automaticamente ragione sa? NOn funziona cosi’. Per fortuna.E quindi evitiamo atteggiamenti vittimistici. Perchè al di la’ delle apparenze non siamo noi che dobbiamo decidere chi sia la vittima. E’ giusto? Come detto dall’ inizio evitiamo accostamenti con Charlie,visto che sono due cose diverse. Perchè se si continua con questo ridicolo richiamo a Charlie e alla sua satira che colpiva TUTTI indiscriminatamente,allora devo ricordarvi che i paesi vittime di terrorismo hanno rispolverato il reato di Apologia. Siccome molti che leggono non sono stupidi, penso che si concordera’ con me per riconoscere cio’ che è apologia da altre cose.Qui mi sembra che si stiano aizzando persone che niente sapevano e niente sanno,sulla base di dati che non sono stati confrontati nè conosciuti con sana obiettivita ‘ o reale interesse, contro una figura che sta portando avanti un suo lavoro.Che piaccia o meno.Che sia condiviso o meno. Buona serata.

    • Sono d’accordo con te solo in parte. L’accostamento con la vicenda di Parigi non è azzeccatissima ma qui ci troviamo davanti ad un vero e proprio paradosso. Una qualsiasi azienda con grande liquidità può costruire accuse contro singoli blogger, scrittori indipendenti o simili per ciò che viene detto contro di loro. Indipendentemente da chi ha ragione o torto per potercisi difendere non bastano solo argomentazioni valide ma anche di soldi poiché i processi costano. Di conseguenza un poveraccio che non può permettersi di pagare un avvocato non può far altro che patteggiare e ciò si conclude con una condanna per lo scrittore indipendente sia se abbia ragione e sia se abbia torto. La libertà di difendersi è sacrosanta ma bisogna fare in modo che questi squilibri vengano colmati. Quelli della LAV lo sanno bene e sfruttano l’arma giudiziaria a loro vantaggio poiché sanno che in questo modo si ammoniscono tutti i loro “nemici di penna” a scrivere qualsiasi cosa contro di loro.

      Questa non è libertà d’espressione ovviamente.

    • Una bella montagnola di chiacchiere direi. Senza senso e mal scritte (analfabetismo funzionale?). Caro/a camerata fai bene a preoccuparti per la tua ‘Grande Associazione’, che anche con questi mezzucci da ventennio non può impedire che si sappia come stanno davvero le cose.

      Solidarietà a Davide, che il processo segua (una volta tanto) la Giusta conclusione e perciò ti sia favorevole. Continuiamo a seguirti!

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