Per una vera rivoluzione liberale #IONONSTOCONADINOLFI


Se Fabio Volo viene considerato uno “scrittore” e se i suoi libri sono inseriti nella categoria “narrativa” anche Mario Adinolfi, ex candidato alle Primarie del PD (su più di 3.500.000 voti ne prese ben 5900, un successone) e “grande” giocatore di poker italiano può essere considerato un giornalista.

Ripercorriamo, quindi, la carriera di questo grande uomo di cultura italiano:

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– Gennaio 2011: Il nostro grande intellettuale definisce Alfonso Signorini (lotta fra giganti, direi) “frocetto”

–  Aprile 2014: Adinolfi definisce, dopo il caso della donna di Torino morta la Pillola Abortiva RU486 “pillola assassina“. E’ anche un ginecologo, il nostro eroe, non lo sapevate?

Dicembre 2010: Qui, certamente, c’è l’episodio più grave, squallido, becero e vigliacco. Adinolfi definisce il popolo napoletano “Popolo di merda” per non essersi opposto alla camorra nella vicenda della “Terra dei Fuochi” e, in seguito, per aver manifestato solo quando lo scandalo è stato portato alla luce

Ecco, questo è il grandissimo Mario Adinolfi le cui perle sono ben visibili sul suo profilo Facebook.
Il 21 Settembre il nuovo faro del mondo liberale è ospite del programma “La Gabbia” su La7.
Nel momento in cui una ragazza ed un ragazzo (si tratta di Charlotte Matteini e Giuseppe Lillo) tentano di parlare di diritti civili e di libertà personali partono le sue repliche : è inammissibile, per lui, che una ragazza si prostituisca o che una persona faccia uso di stupefacenti.
Ma..ma…ma…Ma lui sarebbe davvero il “faro” del mondo liberale? Lui vorrebbe veramente difendere tutte le libertà personali ed insindacabili dell’individuo? Ecco, la risposta è NO.
Questo, però, non mi sorprende. Ciò che invece mi sorprende e continua a farlo è l’arroganza di certe persone nei confronti di chi dissente da loro teorie inossidabili (e spesso non dimostrate).

Subito dopo l’episodio Adinolfi scrive questo post sulla propria bacheca Facebook:

“QUELLE STRANE FRONTIERE DELL’ETICA
di Mario Adinolfi
Ieri sera durante una trasmissione televisiva in cui ho dovuto riportare a terra qualche palloncino gonfiato che parlava come al solito a caso e senza conoscere mezzo dato, mezza statistica, mezza norma delle cose di cui concionava (prima di andare in tv, studiateveli due numerini, esiste google) a un certo punto è comparso il luogocomunista argomento secondo cui la droga dovrebbe essere libera e venduta dallo Stato, così come la prostituzione. Chi interveniva comicamente affermava il diritto alla libertà di drogarsi e di prostituirsi, ovviamente senza sapere che questa libertà c’è già ed è totale: se pippate cocaina o fate le puttane non siete punibili, siete liberi di farlo. Fate male, malissimo, ma siete liberi di farlo.
Letto lo stupore negli occhi di coloro ai quali comunicavo questa notizia che apriva loro un mondo di verità e opportunità, siamo passati all’argomento successivo. Secondo talaltri infatti lo Stato non dovrebbe solo, come fa, lasciarti libero di drogarti e prostituirti, ma dovrebbe organizzare lui stesso lo spaccio di sostanze stupefacenti e il mercato dei corpi delle donne, traendone profitto. E lì un giornalista del Fatto Quotidiano, che peraltro stimo, piazzava il capolavoro introducendo ogni frase a sostegno di quella strampalata tesi con un “a prescindere da valutazioni di carattere etico”.
Che strane frontiere dell’etica avete ragazzi miei. Avete fondato un giornale tutto sul concetto (giusto) di etica pubblica, con tonalità oggettivamente manettare, poi però ci dite che lo Stato deve farsi pusher e pappone “a prescindere da valutazioni di carattere etico”. E lo dite rientrati in studio da un servizio in cui si raccontavano le storie di una ragazza che a 16 anni si faceva le canne e oggi a 19 è eroinomane, di un ragazzo che da eroinomane si è lanciato sotto un treno sopravvivendo mutilato, di una mamma che ha perso il figlio eroinomane, delle forze dell’ordine alla caccia degli spacciatori in una distesa di disperazione senza fine.
Senza etica l’umanità muore, possibile che non lo capiate?”

Ecco, si è capito , Adinolfi vuole uno Stato Etico  fondato sulle sue idee e su quelle di un gruppetto di facinorosi e fondamentalisti cattolici che ben si evidenziano in movimenti come “Sentinelle in Piedi”, “LMPT”, in pagine facebook come “No ai matrimoni gay” ed in movimenti politici di ultradestra come Forza Nuova.

Eh, si caro Adinolfi, le tue idee sono idee fasciste. Vietare ad una persona di vivere la propria vita come meglio vuole, infatti, è un comportamento folle.
Analizziamo, però, le affermazioni del suo post Facebook:

Chi interveniva comicamente affermava il diritto alla libertà di drogarsi e di prostituirsi, ovviamente senza sapere che questa libertà c’è già ed è totale: se pippate cocaina o fate le puttane non siete punibili, siete liberi di farlo. Fate male, malissimo, ma siete liberi di farlo.
Letto lo stupore negli occhi di coloro ai quali comunicavo questa notizia che apriva loro un mondo di verità e opportunità, siamo passati all’argomento successivo. Secondo talaltri infatti lo Stato non dovrebbe solo, come fa, lasciarti libero di drogarti e prostituirti, ma dovrebbe organizzare lui stesso lo spaccio di sostanze stupefacenti e il mercato dei corpi delle donne, traendone profitto.

No, caro Adinolfi. Hai torto. Qui nessuno vuole che lo Stato ti “organizzi lo spaccio di sostanze stupefacenti ed il mercato dei corpi delle donne” ma si vuole soltanto che lo Stato smetta di punirti se fai uso di determinate sostanze o se decidi, di tua spontanea volontà, di vendere il tuo corpo. Se una ragazza decide di prostituirsi non vedo nulla di male, è una SUA SCELTA PERSONALE e, sopratutto, una scelta INSINDACABILE. Tu, invece, vuoi che lo Stato metta bocca nella tua vita privata continuando una politica oppressiva delle libertà personali.
Eh si perché, caro Adinolfi, possedere droghe, anche leggere, è ancora ILLEGALE. Nonostante la cassazione della “Bossi-Fini”, infatti, restano alcuni provvedimenti che limitano le libertà personali.
E’ proibito, per esempio, possedere anche una sola pianta di Canapa sul proprio balcone anche se per uso personale. E’ vietato, in contemporanea, anche l’acquisto di sostanze stupefacenti.
A che serve, quindi, stabilire che l’utilizzo di droghe leggere per “uso personale”, è consentito? Se mi è consentito fumare cannabis ma non posso coltivarla né acquistarla come posso esercitare la mia libertà? Ecco. non posso, caro Adinolfi. Il paese a cui ispirasi (come spesso capita quando si parla di diritti civili) è l’Olanda che permette la vendita, in luoghi stabiliti, delle droghe leggere.
In Spagna, inoltre, è legale coltivare piante di Canapa (fino al numero di 5) per uso personale.
Si penalizzerebbero le mafie e si aumenterebbe la libertà individuale. Perché no, caro Adinolfi?

Riguardo la prostituzione, poi, il discorso è anche più ampio. Adinolfi, nel dichiarare che prostituirsi è legale, fa riferimento alla Legge Merlin, approvata nel 1958. 
Questa legge, infatti, non istituisce il “reato di prostituzione” ma alcuni reati ad esso collegati fra cui il “favoreggiamento della prostituzione”; ecco, questo reato vuol dire tutto e non vuol dire nulla. Cosa vuol dire, nella pratica, “favorire” la prostituzione? L’interpretazione, ovviamente, sta alle forze dell’ordine. Capita molto spesso, quindi, che i clienti delle prostitute vengano fermati e schedati ed è frequente che vengano arrestati, nel riportare le prostitute nel loro luogo di lavoro per “favoreggiamento”.
Qui posso elencarvi alcuni casi occorsi a Perugia, Como, Brescia, Ravenna, Torino e Trento.
Andare a prostitute o affittare loro un camper per esercitare la professione può essere, in alcuni casi, molto rischioso.
Caro Adinolfi, dove noti la libertà per la quale pensi di batterti? 
Perché, al posto dello Stato Etico, non pensare di creare un sistema simile a quello tedesco dove le prostitute possono lavorare come “autonome” con tutti i diritti ed i doveri del caso? 
Caro Adinolfi, pensi che Germania ed Olanda siano paesi meno liberi del nostro? La risposta posso dartela, non è così.

La libertà, caro Adinolfi, non è solamente quella economica nè quella “stabilita per legge”. Istituire un sistema libero significa non punire i comportamenti connessi al suddetto comportamento. Se è legale prostituirsi ma illegale riportare una prostituta in strada il sistema non è libero. Se è legale fumare una “canna” ma è illegale acquistare la marijuana il sistema non è libero. Libertà, caro Adinolfi, vuol dire altro.
Peraltro il tuo “Stato Etico” ti impedirebbe anche di esercitare la tua professione che NON è il giornalismo, che NON è la scrittura ma il gioco d’azzardo. Eh si, anche quella può essere considerata una droga. Non credi?

P.s. Evito di rispondere al punto in cui si parla del “passaggio da droghe leggere a droghe pesanti”.
Basta leggere questi due articoli per sconfessare la teoria del “Gateway”.
Una domanda, secondo la vostra teoria dalla masturbazione si passa alla pedofilia? Stessa connessione, eh.

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2 thoughts on “Per una vera rivoluzione liberale #IONONSTOCONADINOLFI

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