Global Warming: un problema reale, da non sottovalutare


Finalmente, dopo tante stronzate, qualcuno parla in maniera seria di Global Warming.

OggiScienza

2222523486_5e1894e314_zAMBIENTE – È abbastanza comune, alla fine dell’estate, che influencer più o meno noti della rete (non necessariamente facenti parte dell’ambiente scientifico, tuttavia ascoltati da un ampio pubblico), si mettano a dibattere del tema del riscaldamento globale sulla base di dati piuttosto ininfluenti, quali le temperature stagionali più o meno vicine alle medie, così come viene spesso presa a riferimento l’abbondanza delle piogge senza usare la statistica né adottare una visione più allargata del problema rispetto al proprio campetto.

I detrattori del Global Warming più raffinati invece, preferiscono basare le proprie critiche e osservazioni concentrandosi sulla velocità e sulla portata dello scioglimento dei ghiacci perenni in alta quota o delle calotte artiche, scovando ogni piccolo cavillo o dettaglio scientificamente insignificante per confutare ciò che ormai è verità consolidata: il clima sta mutando.

Il dibattito sul riscaldamento globale è viziato, da molti anni, da una partigianeria piuttosto antiscientifica, ovvero quella che…

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One thought on “Global Warming: un problema reale, da non sottovalutare

  1. Un altro parere che liquida quelli contrari, né pochi, come insinuato, né di scienziati marginali, senza discuterli nel merito, ma appellandosi al principio di autorità di Enti, come il CCPC, coinvolti in gravi scandali dalle loro stesse dichiarazioni e palesemente in conflitto di interesse. Gli argomenti che fanno dubitare delle tesi catastrofiste non sono pochi e pochi fra loro sono solo cavillosi. Anzi. Alcune delle dichiarazioni che circolano fra i sostenitori del riscaldamento globale sono palesi menzogne o giochi fondati sulla disattenzione del pubblico. Ieri mattina un serioso documentario su Rai 5 avvertiva del pericolo dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia. Terribile. Peccato che, in base alle cifre fornite all’uopo, il pericolo si concretizzerebbe, gradualmente, nell’arco dei prossimi 15.000 anni.
    Esempi così -cavilli? non mi sembra- se ne potrebbero fare a dozzine. Anche di quelli gravi, come il gruppo di “esperti” della BBC, che comprendeva un solo scienziato ma alcuni imprenditori implicati nel contrasto al r.g.
    La semplice verità è che non sappiamo quasi nulla di vero e certo su quello che succederà. Neppure se ci sarà, a medio termine, un periodo di riscaldamento o una glaciazione.
    Quello che possiamo, con umiltà e pieni di incertezze, proporre è il seguente elenco di dubbi:
    1) Il riscaldamento globale è probabile, ma non certo.
    2) Potrebbe essere causato dall’uomo, ma anche no: nelle ere passate ci sono sempre stati cambiamenti del clima, anche ben maggiori di quelli ipotizzati dai più efferenti catastrofisti. I quali evitano di discutere le possibili ipotesi (es.: l’attività solare) alternative.
    3) Proprio quelli che più si accaniscono nell’affermarne l’ineluttabile arrivo e ne danno la colpa all’eccesso di CO2, sono i più acerrimi nemici della sola soluzione seria: il nucleare, auspicato, fra gli altri, da “nullità” come Lovelock e Moore. Quindi sono costoro i primi a non credere del tutto a quanto dicono.
    4) Non sappiamo neppure se il saldo fra danni e benefici del riscaldamento globale, sia positivo o negativo. Un recente studio sulla storia dell’uomo sembra dimostrare che, ogni volta che il pianeta si è riscaldato, abbiamo avuto periodi positivi per l’umanità. E viceversa.
    5) Ormai tre quarti dell’emissione di CO2 vengono da Paesi, come India e Cina, che nemmeno discutono se partecipare o meno alle imprese auspicate dai catastrofisti. Semplicemente se ne infischiano.

    Quindi, per piacere, non diteci che una cosa è vera perché lo dice un burocrate già colto a mentire e il cui ricchissimo lavoro dipende dall’affermazione che sta facendo.

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