Libertari, Liberisti ed Anarco-Capitalisti. Quando il problema non è solamente l’utopia.


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Da sempre sono vicino all’area liberale e liberista.
Da qualche tempo, però, sono entrato in un ambiente libertario che, peraltro, mi ha reso molto più conscio dei limiti degli Stati (a prescindere se sociali o no) e più critico nei confronti di statalisti e statalismi.
Dall’area libertaria, quindi, ho imparato molto. Ho avuto lezioni di economia (no, non è il mio campo e molti dentro quell’area valgono 100.000 volte in più dei ministri), ho avuto discussioni pesanti, ho parlato di ogni tema possibile.
Il problema, in generale, dell’area libertaria è uno: si tratta di un ambiente “single-issue”. Le posizioni dei movimenti libertari, infatti, sono omogenee in economia ma, negli altri ambiti della vita sociale come Politica Interna, Politica Estera, diritti civili e così via c’è un eterogeneità che non ho trovato nemmeno all’interno del PD Bersaniano.
Se questo, da un lato, può essere un bene da un altro può diventare il limite di questi movimenti. Quando infatti si aprono grandi questioni di politica estera come conflitti, stermini, uccisioni di massa o attacchi preventivi un movimento dovrebbe avere “una sola voce”. La voce dovrebbe, a mio parere, essere quella della libertà. Libertà però non può voler dire “tutti i contendenti facciano la loro mossa e noi ne restiamo a prescindere in disparte”. Libertà, sopratutto, non può voler dire affrontare ogni questione di geopolitica guardando solamente al lato economico della vicenda. L’economia non è tutto nella gestione di uno Stato, è solamente un aspetto (tutt’altro che indifferente) ma non sarà mai l’unico.
Ecco, in questo breve articolo ho voluto (pur sapendo di farmi qualche nemico) elencarvi un po’ di categorie di “libertarians” che ho incontrato in questi periodi.
Spero vi facciate un sorriso e non il sangue amaro:

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– Libertari Antislamici
Le libertà economiche e politiche vanno bene. Quelle religiose no. L’Islam è “il pericolo” perché tutti gli islamici sono parte dell’ISIS, lo appoggiano o non lo combattono abbastanza. Dimenticano che molti Stati non vedono l’ora di distruggere ISIS e che in alcuni Stati nonostante a maggioranza islamica non valgono obbligatoriamente Sharia o legge coranica.

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– Libertari ultracattolici
Spesso questa categoria va a braccetto con la prima. Si è antislamici perché si pensa che la religione cattolica (o cristiana) sia l’unica ragione a concedere la libertà. Spesso queste persone sostituiscono il “Dio stato” allo “Stato dio” dei comunisti e dei socialisti. Questo non è un problema, questo è IL problema se non altro perché vogliono imporre la loro fede anche ai non credenti ed a coloro che invece non vogliono seguire le leggi della religione cattolica.
I diritti civili? Nemmeno morti, Dio si offende.
Si credono libertari ma diventano “teocon”, conservatori che seguono la Bibbia e vogliono imporla. Differenze con gli estremisti islamici? Pochissime.

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– Libertari Reazionari
Ecco, questa è la categoria più interessante. Amano solo un tipo di libertà: le loro.
Si, perché “i gay non possono sposarsi”, “l’eutanasia è un male”, “l’aborto è un omicidio”, “non puoi vestirti come vuoi in giro”, “gli accattoni non possono girare in città”, “i tossici vanno sterminati” e così via. Insomma, vanno bene le libertà purché non siano altrui. Spesso sono guidati dalla religione o da una sorta di “invidia penis”. Valli a capire

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– Libertari “per Putin”
Su questo argomento è nata addirittura una pagina Facebook.
Gli americani (sebbene siano un popolo con libertà ben consolidate) sono il male assoluto e solamente Putin, un grandissimo libertario può sconfiggerlo. Peccato che in Russia un giornalista che racconta verità scomode è un giornalista morto. Parlano di invasione dell’Ucraina come di un atto “pienamente giustificato per cacciare i nazisti dall’area” e di Putin come un grande leader. Purtroppo questo è il problema dei movimenti e delle persone che analizzano la geopolitica come subordinata all’economia. Putin non si può punire perché “la libertà di commercio è sacra”. Peccato che la Russia, a prescindere da una total tax rate bassa è una Stato pienamente dittatoriale.
Valli a capire (parte 2).

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– Libertari animalisti/complottisti
Si, purtroppo esistono anche loro.
Persone che dicono che “tutti gli esseri viventi devono avere le stesse libertà”. Peccato che senza la sperimentazione animale molti esseri umani morirebbero. Ma a loro non interessa, i “pucciosetti” sono più interessanti. A loro si affiancano i complottisti che ritengono l’11 Settembre un attentato organizzato da presunte lobby iperstataliste. Guardare Russia TV fa questi effetti.

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– Libertari menefreghisti
Seguono la linea di Ron Paul fortunatamente sconfessata dal figlio Rand. Se ne fregano di ciò che succede nel mondo, l’importante è che l’economia sia prospera. Chi se ne frega dei morti in Siria, in Iraq, in Afghanistan. Non bisogna intervenire per non “spendere soldi”, tutto qui.

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– Libertari non libertari
L’ultima (ma non ultima in ordine di importanza) è questa.
Dicono di essere libertari ma in realtà sono tutt’altro, semplici statalisti. Difendono la “libertà d’impresa” e la “libertà dei cittadini di far ciò che non disturba altre persone” ma lodano i provvedimenti liberticidi di Bitonci. Dicono di volere uno Stato debole (o Stato Minimo a seconda dell’interlocutore) ma, in realtà, chiedono uno Stato forte che possa occuparsi in maniera dura e decisa dell’immigrazione, male assoluto del XXI Secolo. Difendono le persone che la pensano come loro ma vorrebbero far internare (dallo Stato) coloro che la pensano diversamente.
Vuoi sbattezzarti? Criminale, da fermare. Dici che gli islamici non sono “il male assoluto”? Criminale, da fermare. Oriana Fallaci è il loro mito. Peccato che Oriana Fallaci sia tutt’altro che libertaria. Ma vaglielo a spiegare.

Spero che non si sia offeso nessuno (no, non includo nomi. E’ un articolo per farsi una risata).
Un consiglio che mi permetto di dare al mondo libertario, però, è quello di non “chiudersi a riccio”. L’errore che si sta commettendo è quello fatto da molti scienziati prima della “divulgazione” cioè di creare gruppi d’elite senza che i cittadini vedano, davanti ai loro occhi, dei fatti veramente concreti.
L’essere un movimento “monotematico”, poi, può andare bene quando, sugli altri temi, non ci si esprime nemmeno. Quando arrivano fuori le idee, però, bisogna evitare di cadere nel ridicolo con proposte folli.
Se leggete il titolo vedrete che parlo di “Utopia”. Un mondo libertario, infatti, è per antonomasia un mondo utopistico. Sarebbe bello vedere cittadini che auto-organizzano ogni comportamento ma, purtroppo, dopo anni di vita “sociale” e sotto una autorità ciò è praticamente impossibile. I libertari, perciò, dovrebbero più che altro ambire alla costituzione di uno Stato Minimo, liberista e non assistenzialista. “Chiedere tasse è comunque sbagliato ma, qualora fossero basse, si potrebbe anche accettare di pagarle per avere servizi minimi”, questo ha detto Leonardo Facco alla manifestazione del “Movimento Libertario” e questo dovrebbe essere il futuro.
Meno Stato, Meno Tasse, più Libertà. Di tutti i tipi però.

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