LAV, Onlus dei Soldi. Perché Conviene davvero essere una Onlus animalista (e perché la LAV non dovrebbe esserlo).


E’ di qualche tempo fa il mio articolo sulla LAV che mi ha introdotto nel mondo, oscuro e difficile da analizzare, delle Onlus Animaliste. Prima di entrare nel vivo delle due questioni che analizzerò in quest’articolo voglio farvi una breve premessa sul cosa è una Onlus e come una Onlus si muove. Secondo l’ordinamento italiano una Onlus è una associazione senza scopo di lucro di utilità sociale.

Al fine di acquisire la qualifica di Onlus è necessario che lo statuto preveda:

  • lo svolgimento di almeno una delle seguenti attività:
    • assistenza sociale e socio sanitaria;
    • assistenza sanitaria;
    • beneficenza;
    • istruzione;
    • formazione;
    • sport dilettantistico;
    • promozione e valorizzazione dei beni culturali;
    • tutela e valorizzazione dell’ambiente;
    • promozione della cultura e dell’arte;
    • tutela dei diritti civili;
    • ricerca scientifica di particolare interesse sociale, come definita dal d.P.R. 14 giugno 2003, n. 135;
  • l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale;
  • il divieto di svolgere attività diverse da quelle sopra menzionate, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse;
  • il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura;
  • l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;
  • l’obbligo di devolvere il patrimonio dell’organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge;
  • l’obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale;
  • l’obbligo di manifestare una rigida trasparenza gestionale non omettendo alcun requisito di bilancio;
  • disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione;
  • l’uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo “ONLUS”.

Come fa quindi una associazione animalista ad essere una Onlus? Le associazioni animaliste si appellano al punto che parla di “tutela e valorizzazione dell’ambiente” considerando gli animali parte dello stesso.
Questo però è spesso smentito dai fatti.

Come fa, infatti, una onlus che dice di voler “tutelare l’ambiente” a battersi contro l’abbattimento degli scoiattoli grigi che, secondo l’Unione Europea, distruggono l’ecosistema?
E’ di questi giorni, infatti, la battaglia LAV contro l’abbattimento degli scoiattoli in Umbria dopo la decisione da parte della Regione e del Comune di Perugia di firmare e dare immediata esecuzione al progetto “Life U-Savereds” per salvare gli scoiattoli rossi che non riescono a sopportare la presenza degli scoiattoli grigi.
La battaglia più grande, in realtà, è quella contro Legambiente Umbria che difende strenuamente l’abbattimento degli scoiattoli grigi come unica soluzione, ad oggi, per risolvere il problema. Successivamente, secondo Legambiente, deve essere proibita la vendita in territorio italiano degli scoiattoli grigi come già deciso in altri paesi.

Perchè la LAV quindi si batte contro Legambiente e contro un ordinanza che mira a SALVAGUARDARE l’ambiente? Davvero una associazione del genere può dirsi “amante dell’ambiente”? Perchè quindi la LAV è una Onlus se non tutela assolutamente l’ambiente?

Questa in realtà è solamente una introduzione per arrivare al vero punto dell’articolo di oggi: I soldi0.
Eh si, perchè se la LAV è una onlus è solamente per accumulare più soldi.
Come “Onlus Animalista”, infatti, la LAV può presentarsi nei processi riguardanti maltrattamenti veri o presunti su animali come parte civile potendo quindi avere un risarcimento economico finale. E’ storia di questi giorni la vicenda del “Mario Negri Sud”, istituto di ricerca scientifica di Mozzagrogna, in provincia di Chieti.
L’istituto, infatti, trovandosi in una situazione economica disagiata, ha dovuto interrompere le proprie attività di ricerca per le quali era utilizzata la sperimentazione animale. Per non abbattere le cavie il Mario Negri Sud, succursale dell’istituto di Milano, ha contattato varie associazioni animaliste al fine di trovare loro una degna sistemazione. Ad offrirsi per prelevare 57 delle 1000 cavie è stata l’associazione “Collina dei Conigli” di Monza che si occupa principalmente di recupero per animali di laboratorio.
Cosa ha fatto la LAV? Ha in un primo momento rifiutato l’adozione delle cavie ma, tre ore prima dell’arrivo dei volontari dell’associazione “Collina dei Conigli”, ha contattato la Guardia Forestale che ha sequestrato, e poi affidato alla stessa LAV 49 cavie. Per quale motivo la LAV ha prima rifiutato l’adozione facendo sopprimere circa 1000 cavie (la “Collina dei Conigli”, essendo struttura piccola, non avrebbe potuto ospitarli tutti) e poi ha chiesto il sequestro delle 49 rimaste? Per due motivi principali.
Il primo è gettare fango sul Mario Negri, associazione contro cui la LAV ha una battaglia da parecchio tempo.
Il secondo, però, è quello di potersi costituire parte civile nei futuri processi.

 

 

lav merda

Come potete osservare la LAV, nella sua Homepage, ha mostrato grande soddisfazione per il sequestro dei 49 topi ricordando proprio l’articolo 544-bis del Codice Penale che riguarda l’uccisione “non necessitata di animali” ipotizzando quindi, un processo futuro nella quale (stranamente) la stessa sarà parte civile guadagnando, in caso di successo, parecchi quattrini.
Per quale motivo la stessa LAV non si è impegnata nel ritirare i 1000 animali invece che lasciarli sopprimere? Per quale motivo la stessa LAV non ha lasciato ritirare gli animali dalla “Collina dei Conigli”?

Ovviamente, la risposta è scontata. Soldi, Soldi, Soldi.

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2 thoughts on “LAV, Onlus dei Soldi. Perché Conviene davvero essere una Onlus animalista (e perché la LAV non dovrebbe esserlo).

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