Modena, Un giorno di Ordinaria Follia raccontato da chi c’era – Di Giulia Giordani


MODENA 28/06/2014

Già da qualche mese seguo con interesse le vicende riguardanti la Sperimentazione Animale e la forte contrapposizione con l’animalismo estremo, quindi non avrei potuto sentirmi tanto stupita e disgustata per quanto ho visto a Modena il 28 di Giugno.
Sono tornata a casa, dopo la manifestazione animalista organizzata da Animal Amnesty e con la presenza di tutte le principali associazioni animaliste sentendo l’urgenza di raccontare questa esperienza, ciò che avevo visto, sentito e respirato. Non so neanche spiegare perché sono andata, da sola, a guardare la manifestazione per “liberare” i macachi impiegati nella ricerca scientifica dall’Università di Modena, forse avevo bisogno di dare un volto e una voce a quelle persone che nelle discussioni di Facebook riempiono i commenti di insulti e minacce. Io lo so, ne sono convinta, che la maggior parte delle persone che si dichiarano animaliste siano ottime persone, compassionevoli col mondo animale ma anche con gli umani. Alcuni sono consapevoli di ciò che sarebbe il mondo mettendo in pratica l’animalismo e hanno fatto una scelta ragionata. Sicuramente molti non si rendono conto esattamente di quello che dicono, ma almeno vivono in silenzio la loro ignoranza. Poi ci sono le persone che ho visto sabato, quelli che gridano più forte, mossi da un solo sentimento: l’ODIO.

Sono arrivata in Largo Porta S.Agostino alle 15, come da programma della manifestazione. C’erano forse 200 persone, cartelli in mano e magliette intonate al clima della giornata. La situazione era tranquilla, c’erano molte forze dell’ordine pronte a contrastare un numero più elevato di persone come ha anche confermato un carabiniere presente.

Ho girovagato tra la gente, c’era una tizia che stringeva a sé un peluche a forma di scimmia, la dice lunghissima sull’opinione che ha di loro. Per lei sono dei teneri animaletti.
Ho letto e fotografato i soliti slogan su cartelli e striscioni:

“Nessun uomo sarà libero finché anche un solo animale nel mondo sarà in catene”,
“Vivisezione: nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni”
“Basta torturare gli animali. Basta falsa ricerca. Basta vivisezione. Vergogna!!!”
“No sperimentazione animale vogliamo metodi sostitutivi”.
“Tra tutti i crimini che l’uomo commette, la vivisezione è il più nero”.

Dopo circa mezzora è salito sul furgoncino un ragazzo con un microfono, ha cominciato a scaldare la folla. Ha parlato delle condizioni orribili in cui vivono i macachi nello stabulario di Modena, ha raccontato di come un singolo attivista modenese sia riuscito a liberare un macaco, Yuri, che ora vive una vita serena in un centro di recupero. Ha detto che dobbiamo essere tanti e uniti per liberare tutti gli altri. Perché i poveretti vengono giornalmente torturati da sadici ricercatori che, udite udite, “non hanno la più pallida idea di cosa stiano cercando”. Poi ovviamente verranno trucidati visto che la ricerca è in alto mare.

La manifestazione è partita in ritardo in attesa dell’arrivo di altri pullman così ho deciso di andare a vedere che aria tirava davanti all’ospedale. Solo una camionetta dei carabinieri e un po’ di vigili lungo la strada. Quattro donne di mezza età aspettavano la manifestazione davanti al Policlinico con la stessa eccitazione con cui una tredicenne aspetta di veder passare Justin Bieber.

Sono tornata indietro e ho incrociato il corteo: la situazione era peggiorata. Erano diventati tantissimi (600, dicono, e per me poteva essere vero) e sembravano ancora di più mentre sfilavano lungo la stretta via Emilia. Il ragazzo col microfono urlava ancora le stesse cose e la folla gli rispondeva urlando “ASSASSINI”, “TORTURATORI” e “SANGUE” praticamente in loop. Dimenticavo: anche l’immancabile “VERGOGNA!!!”.
I modenesi per fortuna giravano appena la testa per poi continuare il loro shopping del sabato pomeriggio.

Arrivati davanti al Policlinico hanno dato il meglio di sé: le urla sempre più forti quasi coperte dai fischietti, ma in mezzo a quel chiasso ho sentito le conversazioni più serie e preoccupanti, ma allo stesso tempo quasi esilaranti. Almeno due persone, due donne, stavano cercando di organizzare un’incursione nello stabulario per liberare i macachi. Mi sono avvicinata a una di loro, diceva che non poteva pensare di essere arrivata fin lì per niente, di andare via lasciandoli in mano a quei torturatori. Aveva un’espressione così dolorosa da risultare quasi finta, come se stesse recitando una parte. Tanto era chiaro a tutti che entrare sarebbe stato impossibile, con tutta quella polizia, l’aveva di sicuro capito anche lei. Una sua amica cercava di farla ragionare, dicendo tra l’altro che non le sembrava tanto carino entrare in un ospedale alla presenza di malati e fare tutto quel casino.
Un’altra donna diceva che i ricercatori neanche si erano fatti vedere, probabilmente avevano paura. Non possono immaginare, gli animalisti, che i ricercatori stiano lavorando e non giocando con loro.

Me ne sono andata dopo un po’ per riflettere su quanto visto. Ho deciso, grazie a questa giornata, che la corretta divulgazione scientifica deve essere una priorità, non possiamo lasciare che le urla di queste persone ignoranti influisca sull’opinione pubblica, mettendo a rischio il futuro della ricerca in Italia e la vita di milioni di malati nel mondo. Tutti noi ne abbiamo bisogno. Anche gli animalisti. Anche i loro cani.

Di Giulia Giordani

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12 thoughts on “Modena, Un giorno di Ordinaria Follia raccontato da chi c’era – Di Giulia Giordani

  1. Pingback: Divulgazione. Una battaglia che la scienza non può (e non deve) perdere. | Scritti di un semplice cittadino

  2. Uno sperimentatore può spiegare molto meglio di me che il fattore stress rischia di compromettere i risultati della ricerca e di conseguenza deve essere assolutamente scongiurato. Ecco perché nei centri in cui si pratica sperimentazione animale i diritti degli animali vengono in realtà rispettati, spesso molto più che dai sedicenti animalisti.
    Se poi uno scopre che in un determinato centro gli animali vengono maltrattati davvero, deve andare alle autorità, non postare su facebook, perché si tratta di un reato penale.
    Infine, ammetterò la buona fede degli animalisti quando lavoreranno insieme con magistratura, carabinieri e polizia per stroncare i combattimenti fra cani (che vengon torturati davvero) e le corse clandestine di cavalli (che davvero vengono imbottiti di porcherie), ma allo scopo occorre un tantino di coraggio in più.

  3. Ciao Giulia,

    Ho letto il tuo articolo e l’ho trovato molto interessante.
    Premetto, ora come ora sono neutrale, ma se dovessi schierarmi, lo farei contro-vivisezione. Come mai tu sei così tanto pro-vivisezione?
    Non sono un animalista, anche se ho un cane ed è come una sorella per me, ti faccio questa domanda per cercare di capire.
    Facendo ricerche su internet si trovano solo articoli del “populino”, che ragiona come i soggetti da te sopra descritti.

    Saluti,
    Daniele

    • Perché la sperimentazione è necessaria, e sta venendo attaccata su più fronti tramite disinformazione e slogan di una faciloneria imbarazzante, senza che le persone che di sperimentazione se ne occupano in prima persona vengano interrogati al riguardo.
      Purtroppo, per ora, la sperimentazione sugli animali è necessaria perchè non ci è ancora possibile sviluppare al computer o in altri modi sistemi complessi come un organismo vivente -e questo vale per la ricerca in generale e nello specifico per la ricerca biomedica- ma esistono ambiti di ricerca in cui l’animale potrebbe non essere mai sostituibile, immagina lo sviluppo di protesi uditive o ortopediche, o di farmaci che abbiano a che fare con l’alterazione della coscienza: ipotizzare di sperimentare queste cose senza un organismo che si muova nell’ambiente, che reagisca a stimoli sonori, che abbia una coscienza da alterare semplicemente -non-è-possiblile-.
      La ricerca dipende dalla sperimentazione animale, e dalla ricerca dipende la vita di umani, animali e piante su questo pianeta e su tutti quelli con cui entreremo in contatto in futuro.

    • Come scrive sopra shevathas: Socrate venne giudicato il più savio dall’oracolo di Delfi perché “sapeva di non sapere”. Non puoi sparare sentenze su qualcosa che non conosci. Ancora peggio è sparare sentenze su qualcosa che non conosci, opponendosi al parere di chi, quelle cose le ha studiate per anni e anni. E come se io, che non seguo il calcio e conosco ben poco a riguardo, dicessi che Buffon è un pessimo portiere e che non avrebbe mai dovuto essere in nazionale, solo perchè mi stà antipatico. E’ un dato di fatto che Buffon è un ottimo portiere, basta andarsi a cercare i video delle partite. Così come è un dato di fatto che con la sperimentazione animale si sono scoperte cose che altrimenti non avremmo scoperto (e senz’altro sono più documentate queste ultime che le performance di Buffon). La propaganda animalista punta sui metodi alternativi per sostituire la SA, ma è come dire che un portiere della Provercelli potrebbe sostituire Buffon in nazionale … tu che dici???

    • Il problema è che la vivisezione non esiste più da anni. Anche io da ignorante, anni fa lessi qualche pagina di animalisti e pensai potesse essere vero quanto scrivevano, poi una persona con la quale ho intavolato una lunga chiacchierata su un forum mi ha fatto vedere in modo molto semplice quanto fossero false le cose scritte su quelle pagine, quanto le foto fossero vecchie di decenni e quelle recenti fossero decontestualizzate. Così ho iniziato a seguire qualche pagina pro sperimentazione animale su FB e cercavo la controprova di molte delle cose che pubblicavano, ma è bastata una semplice ricerca inversa delle immagini o di un argomento sul web per capire quanto siano distorti i discorsi di certi animalisti. A differenza di altri “complotti”, questo della vivisezione è davvero facilmente verificabile e smontabile in 10 minuti, mi meraviglio anzi che gli diano ancora credito e spazio per manifestare, non c’è davvero nulla di quello che portano sui cartelloni, almeno non più, e per convincertene basta semplicemente seguire qualche pagina su FB, c’è ne sono tante piene di ricercatori che spiegano le cose in modo molto semplice, logico e inoppugnabile, vengono chiamati assassini quando in realtà se non ci fossero loro vivremmo peggio e moriremmo molto prima.
      Io su questa pagina ho trovato cose molto interessanti.
      https://www.facebook.com/pages/A-Favore-della-Sperimentazione-Animale/199124936795298?fref=ts

    • Ma guarda se posso darti io una risposta semplice. Credo che non ci sia nessuno al mondo “pro-vivisezione” in quanto tale. Ci sono invece persone a favore di una sperimentazione di nuovi farmaci che nelle prime fasi si effettua anche su animali (per poi passare alla sperimentazione sull’uomo), e ad oggi quest risulta essere la più efficace per “provare” Farmaci che tutti usano o useranno. Perchè anche chi oggi dice (molti animalisti per esempio lo fanno) di curarsi solo con metodi naturali magari, è vero, non prendono aspirine, o antipiretici o antibiotici ecc., ma quando un farmaco “vero” gli servirà (Dio non voglia) per salvarsi la vita credo che moltissimi, se non quasi tutti, cambieranno idea. Spero di esserti stato utile.

    • NON ESISTE LA VIVISEZIONE!! Lo volete capire che non viene praticata da 40 anni?!?!
      Esperimenti sugli animali non coincidono con vivisezione

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