28 Giugno. Salviamo la Ricerca dai Nazianimalisti


10375127_652779084809090_7162531759147567461_n 10356214_652779224809076_2486599175216278481_n 10386759_652779121475753_4580743526883211652_n 10397019_653419534745045_2733183827376411025_o 10448241_652779258142406_3745443331782238436_n 10462836_652779144809084_7649660826115785204_n

 

Ecco alcuni degli screenshot prelevati dalla pagina Facebook della LAV, Lega Anti Vivisezione. I commenti sono relativi al primo post (prima immagine) dove la onlus annuncia una delle sue azioni più “eclatanti”, probabilmente la seconda dopo l’irruzione a “Green Hill” di Brescia di qualche anno fa.

La LAV fa riferimenti per il giorno 28 Giugno 2014 ad una irruzione all’interno dello stabulario (luogo dove vivono gli animali utili alla sperimentazione) dell’Università di Modena per “liberare” 15 macachi dalle “torture” alle quali secondo loro sono sottoposti.
Ora, a prescindere dagli estremi di reato specificati bene qui:

Art. 624 Furto
Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516. Agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7), e 625.

Art. 633 Invasione di terreni o edifici
Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032. Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi.

Art. 635 Danneggiamento
Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309. La pena è della reclusione da sei mesi a tre anni e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso:

1) con violenza alla persona o con minaccia;
2) da datori di lavoro in occasione di serrate, o da lavoratori in occasione di sciopero, ovvero in occasione di alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 330, 331 e 333;
3) su edifici pubblici o destinati a uso pubblico o all’esercizio di un culto, o su cose di interesse storico o artistico ovunque siano ubicate o su immobili compresi nel perimetro dei centri storici ovvero su immobili i cui lavori di costruzione, di ristrutturazione, di recupero o di risanamento sono in corso o risultano ultimati (1), o su altre delle cose indicate nel n. 7 dell’articolo 625;
4) sopra opere destinate all’irrigazione;
5) sopra piante di viti, di alberi o arbusti fruttiferi, o su boschi, selve o foreste, ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento;
5-bis) sopra attrezzature e impianti sportivi al fine di impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive.
Per i reati di cui al secondo comma, la sospensione condizionale della pena è subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna

Il problema potrebbe essere un altro. Può la ricerca essere sempre messa in secondo piano rispetto alle posizioni ideologiche? Si può sacrificare la sperimentazione che può portare alla cura di diverse malattie per ragioni “etiche” peraltro tutte dimostrabili?
Come potete vedere i commenti degli animalisti sono sempre i soliti: “Sperimentate sui carcerati”, “Vivisettori, sperimentate sui vostri figli”, “Meglio un umano morto che un animale torturato”, “Assassini!Vergogna”. Quello che però mi ha fatto riflettere è il primo commento all’articolo: “Chiudete l’Università di Modena”.

Ecco, cosa vuol dire “chiudere una università”? Intanto quello che agli animalisti sfugge è il dato umano. Far chiudere una università significa creare un enorme buco di posti di lavoro. Tutti i dipendenti infatti, e non parlo solamente di professori, sarebbero licenziati e si troverebbero senza lavoro. La ricerca in quella università, inoltre, subirebbe una battuta d’arresto causando danni irreversibili alla ricerca italiana già bistrattata in passato e nel presente.  Peraltro si chiuderebbe anche una delle università migliori d’Italia secondo le classifiche del Sole 24 Ore.

Problema della chiusura di una università, inoltre, sarebbe anche la situazione degli studenti. Dove andrebbero a studiare? Cosa succederebbe alle loro borse di studio? Ecco, sarebbe una situazione non sostenibile per un Paese che predilige spendere (tanto, e male) altrove piuttosto che investire sulla ricerca scientifica.
Altra accusa fatta ai ricercatori è quella di “guadagnare tanto”. Ecco, un ricercatore può arrivare, in Italia, a guadagnare l’enorme cifra di 2.500 Euro mensili solamente intorno ai 52 anni. Cifre astronomiche eh?

Altra accusa fatta è che la sperimentazione animale “è già stata superata secondo la maggior parte degli scienziati”. Ecco, anche questo non è vero. Secondo dati del giornale Nature più del 90% dei ricercatori e degli scienzati ritiene essenziale, ad oggi, la sperimentazione animale. La stessa dottoressa Geraldine Hamilton, una delle più importanti persone nel campo della ricerca “alternativa” ritiene comunque fondamentale la sperimentazione animale per sviluppare e testare dei metodi alternativi nel futuro.
Inoltre all’ultima richiesta, quella di sperimentare sui detenuti si può rispondere con queste note:

1)L’uomo non si riproduce alla velocità di un topo: per avere una colonia di uomini omogenea dal punto di vista genetico ci vorrebbero almeno un paio di generazioni cioè, se tutto andasse per il meglio, una trentina d’anni… Decisamente troppi per rendere sufficientemente veloce la sperimentazione di qualsiasi farmaco.

2) Non è nota la storia clinica dei carcerati, mentre lo è quella delle cavie di laboratorio: sarebbe necessario ricorrere a carcerati di “seconda generazione”, i quali erediterebbero il patrimonio genetico dei genitori ma non certo le colpe. Sempre ammesso che i carcerati siano disposti ad accoppiarsi.

3) Spesso i carcerati sono una fetta non rappresentativa della popolazione: in Italia il 35,5% dei detenuti sono di origini straniere (Dati del Ministero della Giustizia), mentre la percentuale di immigrati sulla popolazione Italiana è ben più bassa. Secondo il ragionamento per il quale non sarebbero predittivi i topi non lo dovrebbero essere nemmeno i carcerati se geneticamente diversi dal resto della popolazione.

4) Una fase della sperimentazione di farmaci richiede test di tossicità ripetuti per osservare eventuali effetti a lungo termine: un topo ha una vita media di 3 anni, un uomo di 70… Vogliamo davvero aspettare 70 anni per sapere se un farmaco è tossico?

5) Nutrire e curare un uomo ha dei costi sicuramente maggiori di un topo: il costo dei farmaci crescerebbe esponenzialmente se si utilizzassero uomini anziché altri animali.

6) Non è vero che tutti i carcerati sono “cause perse”. Dopo l’indulto del 2006 solo il 12% dei rilasciati è rientrato in carcere dopo 6 mesi (Dati del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria) e solo il 34% dopo 5 anni (L’Unità). Ci piace pensare che gli animalisti si riferiscano a reati gravi, ma in questo caso si tornerebbe alla scarsa affidabilità del modello. Senza voler fare eugenetica, una grossa fetta dei detenuti per reati gravi sono affetti da malattie psichiatriche e dati recenti dimostrano come spesso queste abbiano un fattore di rischio genetico. Testare un farmaco su un gruppo di persone che non rispecchino la variabilità generica della popolazione avrebbe potenzialmente effetti drammatici.

7) Come la mettiamo per i farmaci da testare in gravidanza o in età pediatrica, dovremmo testarli sui figli dei carcerati (nonostante non siano responsabili dei reati dei genitori)?
La sperimentazione animale ad oggi è necessaria così come è necessario sviluppare metodi di ricerca alternativi. Per svilupparli, però, c’è bisogno proprio della sperimentazione animale che quindi non può essere fermata. Cosa più grave, poi, è che oltre a presunti scienziati al soldo di LAV o altre organizzazioni animaliste anche alcuni parlamentari difendono le battaglie di “StopVivisection” e gli attacchi ai laboratori. Fra questi, oltre ad Edoardo Gandini ed a Zanoni già “scansionati” durante la campagna elettorale per le elezioni europee dobbiamo ricordare il protagonista della battaglia contro l’Università di Modena, cioè il Parlamentare del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini già famoso in passato per le sue bufale portate a livello internazionale su “microchip impiantati ai bambini“, 11 Settembre 2001 e complotti sulla presunta morte di Osama Bin Laden. Ecco, lo stesso parlamentare 5 Stelle si sta battendo insieme alla LAV, ad Animal Amnesty ed alla solita Margherita D’Amico (si, colei che parlò dei rapporti fra Caterina Simonsen e le industrie Simonsen) proprio per la “liberazione dei macachi”. Come può un parlamentare della Repubblica Italiana combattere contro la ricerca che in realtà dovrebbe difendere? Come può sopratutto un Parlamentare di un Movimento che si “batte per la Costituzione” andare contro l’articolo 9 della Costituzione dove si dice che la Repubblica  “promuove la ricerca”?

Non so cosa succederà il 28 di Giugno ma tutti noi dobbiamo essere al fianco dei ricercatori e di coloro che si battono per garantire, ad ogni malato, un futuro migliore.

#Iostoconlaricerca ed #IostoconluniversitàdiModena…E voi?

 

Advertisements

17 thoughts on “28 Giugno. Salviamo la Ricerca dai Nazianimalisti

  1. La descrizione delle ricerche si trova sugli articoli, che mi hai detto che vuoi ignorare. Mi dispiace dirtelo, ma “la parte carina dei risultati” è tutto quello che conta per uno scienziato, che generalmente cerca di fare le cose al meglio perchè più fa cose intelligenti più ci guadagna prestigio e conoscenza. Se vuoi sapere tutte le procedure usate da un laboratorio ti basta solo leggere un articolo, perchè tutto quello che viene fatto in laboratorio viene documentato tramite quello (e nessuno si mette a fare esperimenti in campo accademico se non può pubblicarli, credimi). Se vuoi sapere il numero esatto degli esperimenti e il contenuto degli esperimenti al di la delle pubblicazioni quella non è gestione dei soldi pubblici, ma proprietà intellettuale, perchè dovresti andare ad aprire i registri privati dei diversi ricercatori. Se invece vuoi sapere se tutti i soldi che sono stati presi dall’università sono stati usati per quella particolare ricerca hai due modi: il primo è controllare tutte le fatture degli ordini per i materiali e consumi e i salari del personale, in breve rifare il bilancio dell’università, e fare un confronto; il secondo è fidarti dei loro bilanci. D’altronde la guardia di finanza non riesce a beccare tutti gli evasori fiscali, che uno sia un giardiniere, un postino, un avvocato, un ricercatore o un giornalaio , se evade lo fa al di la della professione. Ma per qualche motivo vedo molta più gente a chiedere i bilanci di università e ricercatori che gente che li chiede di Poste Italiane o di qualche altra azienda statale.

  2. Non so se siano tenuti a dare informazioni ad estranei sulla gestione dei loro finanziamenti, al di là degli obblighi di legge previsti dalle normative vigenti in fatto di bilanci.
    D’altra parte neanche I-Care ha mai voluto dare a nessuno il dettaglio di come spendono le ingenti cifre che rastrellano dai loro adepti. Se volete trasparenza, cominciate con il dare l’esempio.

    • Le associazioni devono rendere conto ai loro soci..ben diverso è la questione per università ed istituti di ricerca poichè, utilizzando soldi pubblici, dovrebbero essere trasparenti e rispondere ai contribuenti, tutti (anche quelli che a voi non stanno simpatici) 😉

  3. Su questo portale inoltre ci sono più informazioni in dettaglio a proposito di fondi e amministrazione della ricerca dell’ateneo
    http://Www.ricerca.unimore.it
    Dove forse puoi trovare più risposte alle tue domande. Ogni laboratorio raccoglie fondi da diverse istituzioni per diversi progetti, ma i partner e funders sono sempre indicati. Per le stesse normative, se valide a livello europeo, penso sia possibile reperire altri dati sui siti dei progetti o chiedendo direttamente.

  4. Volentieri
    http://Www.unimore.it/trasparenza/

    Se hai bisogno di ulteriori informazioni penso che la soluzione migliore sia mandare una mail al responsabile del laboratorio di interesse indicando la normativa vigente in modo da migliorare la comunicazione. Devo però informarti che la maggior parte dei fondi potrebbe non provenire dallo stato italiano e dunque può essere che l’Istituto di interesse non sia tenuto a comunicare dati non relativi all’amministrazione di fondi non pubblici. Non sono un esperto di giurisdizione e leggi, confido che la tua conoscenza delle leggi a riguardo sia di gran lunga superiore alla mia.

  5. x Bio:
    Ha ragione Federico sulla confusione dell’italiano medio: BIO, TU PARLI DI PUBBLICAZIONI.. io parlo di trasparenza nei TRIAL preclinici e clinici, se esiste un posto dove trasparentemente si possano visionare (unitamente magari ai verbali etici di preautorizzazione) mi linki dove leggerli tutti?? grazie
    ;-)))

  6. Questa è l’ennesima dimostrazione della mancanza di conoscenze scientifiche dell’italiano medio, oltre, naturalmente, della coerenza di fondo di queste persone: quante di esse hanno rinunciato (da quando sono stati responsabili di se stessi) all’utilizzo di farmaci?
    Continuo a pensare che bisognerebbe insegnare il funzionamento del metodo scientifico durante gli anni della scuola dell’obbligo.
    Vi lascio con un articolo di Massimiano Bucchi sulla conoscenza della scienza in Italia. In parte è positivo, ma se uno va a guardare sugli aspetti più emozionali, si vede come tutto il castello di carte crolla.
    http://lindiceonline.com/index.php/blog/l-indice-allungato/2030-contro-i-miracoli-per-aprirsi-alle-discipline-emergenti

  7. Conoscere l’operato di uno scienziato è una delle cose più semplici al mondo. Ogni università ha una lista dei dipendenti e professori di solito reperibili sul sito internet. Sul sito PubMed dove sono raccolte quasi tutte le pubblicazioni scientifiche in ambito medico-biologico basta inserire il nome dell’autore nella casella di ricerca per avere la lista completa degli articoli pubblicati e se l’articolo completo non è disponibile è di sicuro sempre disponibile un riassunto dell’articolo. Se devo citarti un ambito di ricerca per me l’università di Modena e Reggio è famosa per gli studi di ingegneria tissutale di cornea e cristallino che stanno portando un contributo notevole a livello internazionale nel campo della medicina rigenerativa.

    • ok, visto che nel art. parli del 28 giugno, quindi credo Modena..mi linki dove poter vedere come i ricercatori di Modena stanno usando i mei soldi?Graditi anche altri link per vedere nel dettaglio come vengono usati i miei soldi (non le pubblicazioni che sono solo una parte, quella più “carina” dei risultati) grazie

  8. Art. 640 c.p. Truffa.
    [1] Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032.
    [2] La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549:
    1) se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare;
    2) se il fatto è commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell’Autorità.
    [3] Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o un’altra circostanza aggravante.
    ———————————————————————————————–
    Ora, poichè si tratta di Università che prendono anche soldi pubblici per fare ricerca, sarebbe il caso di dimostrare quali fantomatici straordinari vitali dati sulle malattie di cui si riempiono sempre la bocca altrimenti l’articolo più idoneo da citare forse è questo.. e i querelanti potrebbero essere tutti coloro che pagano le tasse, soprattutto i malati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...