Scelta Europea – Le Ragioni di una Debacle


 

Scelta Europea – Le Ragioni di una grande sconfitta

 

Qualunque partito abbiate voi sostenuto in questa campagna elettorale per le elezioni Europee la mattina del lunedì, vedendo i risultati, vi sarete chiesti “Dove è Scelta Europea?”.
Ecco, appunto.

Scelta Europea è nata per supportare la candidatura a Presidente della Commissione Europea di Guy Verhofstadt, ex Presidente del Consiglio Belga e leader del partito VLD nella sua Nazione. E’ formata da Fare per Fermare il Declino, ALI, PRI, PLI, Scelta Civica, Centro Democratico e da candidati autonomi provenienti dall’Italia dei Valori ed usciti dal partito dopo il Congresso Nazionale e la nomina a segretario di Ignazio Messina.

Fin dalla presentazione il partito, secondo i sondaggi, viaggiava in una forbice compresa fra il 2 e il 2,7%. Lontani dal 4% necessario per entrare in Parlamento Europeo ma comunque in una posizione tranquilla per costruire un soggetto unitario futuro per unire i liberali italiani da sempre divisi e legati in alcuni casi a Forza Italia di Silvio Berlusconi.

Il risultato elettorale, però, è molto al di sotto delle aspettative con uno 0,7% nazionale e con un picco negativo nell’Italia Centrale dove non si è riusciti a superare lo 0,5%.

Perchè questa sconfitta? Cercherò, mantenendomi distante ed obiettivo di spiegare alcuni motivi che secondo me possono giustificare una debacle incredibile:

1) CANDIDATURE, DIVERGENZE ECONOMICHE:
Le candidature spesso hanno disorientato l’elettorato liberale rendendo più forti alcune divisioni. Pensiamo per esempio a due nomi, quello di Michele Boldrin del Nord-Est e quello di Tabacci nel Sud. Basta osservare qualsiasi pubblicazione di Boldrin per capire che ci si trova di fronte ad un liberista e ad un antiproibizionista. Tabacci invece è stato assessore al bilancio della giunta Pisapia a Milano, giunta a maggioranza di centrosinistra e con un sindaco espressione della sinistra più estrema. Come conciliare le due posizioni? Questo, agli occhi degli elettori ha pesato. In molti si sono chiesti “Come fa un partito ad avere posizioni così differenti?Perchè creare solamente una accozzaglia elettorale?”.

2) CANDIDATURE, DIVERGENZE SCIENTIFICA
L’argomento scientifico non è all’ordine del giorno quando i cittadini devono scegliere i propri rappresentanti. Da un certo punto di vista, però, alcune posizioni anti-scientifiche sono al vaglio di associazioni pro-scienza in tutto il Paese. FARE, per esempio, componente di Scelta Europea, ha sempre espresso posizioni a favore della scienza e della ricerca scientifica difendendo a spada tratta la Direttiva Europea sulla sperimentazione animale. Come si fanno allora a conciliare queste posizioni con quelle di Gandini, animalista e socio della LAV che si batte contro la sperimentazione animale e che definisce Caterina Simonsen “al soldo di Pro-Test Italia”?

Molti ricercatori ed esperti di scienza hanno preferito dare il voto alla Lorenzin o al Partito Democratico molto più cauti piuttosto che ad un movimento senza una posizione unitaria.
A questa si è aggiunta anche la posizione di Niccolò Rinaldi che più volte ha difeso la LAV attraverso dichiarazioni pubbliche ed attraverso la sua pagina Facebook pubblicando anche foto mentre firma la proposta di legge per “la chiusura dei delfinari”. Perchè appoggiarsi ad associazioni anti-scientifiche perdendo così l’appoggio di moltissime persone?

 

3) IL VOTO UTILE

Ecco un altro degli aspetti fondamentali di questa consultazione elettorale cioè il voto “utile”.

Le elezioni Europee, più che come elezioni europee sono state vissute come uno scontro fra il Partito Democratico del Premier Renzi ed il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Questa lotta ha infatti fagocitato tutti gli altri partiti a partire dai più piccoli.

Renzi, infatti, andato a Palazzo Chigi senza una consultazione elettorale, aveva bisogno di una legittimazione popolare per la sua persona mentre Grillo chiedeva un forte consenso al suo Movimento per rafforzare il ruolo dell’opposizione e chiedere nuove elezioni al Presidente della Repubblica Napolitano.

Il voto al PD, quindi, era visto da molti come l’unico voto utile per fermare l’avanzata di Beppe Grillo e dei suoi mentre il voto al M5S come l’unica possibilità per delegittimare Renzi ed il suo Governo.

Il 62% dei votanti, infatti, ha scelto uno di questi due partiti lasciando agli altri movimenti un 38%. Di questo 38% un 15% è andato a Forza Italia ed al suo leader Silvio Berlusconi. Il 25%, quindi, è un bacino molto piccolo da cui attingere voti considerato il fatto che l’elettorato comunista non avrebbe mai scelto Scelta Europea così come quello Anti-Euro rappresentato da Fratelli d’Italia e Lega Nord. Da qui si spiega, in parte, il tracollo elettorale.

 

4)CAMPAGNA ELETTORALE SBAGLIATA
Ultimo, ma non in scala di importanza, punto, è stato quello della campagna elettorale per alcuni totalmente sbagliata.

In Italia, cosa importante, è farsi conoscere nelle piazze e nelle strade. Quante manifestazioni elettorali di Scelta Europea abbiamo visto? Nessuna. Quindi, di conseguenza, copertura mediatica limitata ai singoli interventi dei candidati senza una reale copertura di gruppo. Chi ha organizzato la campagna elettorale ha sbagliato lasciando ai singoli candidati la possibilità di fare piccole iniziative senza coinvolgere buona parte della popolazione. La campagna Online è stata forte ma senza il “Boom” che invece ha contraddistinto le iniziative di PD e Movimento 5 Stelle. La campagna quindi, poteva essere organizzata in modo differente, magari in questo modo:
Presenza nelle Piazze oltre che nei Banchetti

Presenza televisiva massiccia dei capolista ed in secondo luogo degli altri candidati
Raccolta Firme anche “simbolica” da organizzare in sostegno di Scelta Europea

Presenza nei piccoli centri

Campagna con volantini e con “santini elettorali”.

 

Spero che questo articolo vi abbia aiutato a capire le ragioni di questa debacle. Ovviamente pronto a ricevere critiche o aggiunte a questa piccola spiegazione

 

 

Advertisements

One thought on “Scelta Europea – Le Ragioni di una Debacle

  1. Il punto 3, il voto utile, è quello che ha raccolto il 20% dell’elettorato mobile che ha scelto il sabato per chi votare. Il resto di negativo non poteva scalfire questo risultato. Si si fosse presentato un partito antisitema liberaldemocratico, senza alleanze e nomi etichettati dal sitema, forse avremmo captato i delusi del M5S e qualche punto degli astensionisti, considerato lo stesso clima elettorale che abbiamo vissuto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...