Il Referendum del 17 Aprile spiegato alla casalinga di Voghera – 10 domande e 10 risposte –

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Il 15/2/2016 è stato indetto dal Presidente della Repubblica (e controfirmato dopo l’approvazione da parte del CdM dal Premier Renzi e dai Ministri Alfano ed Orlando) un referendum popolare abrogativo per il giorno 17 Aprile 2016 relativo all’abrogazione della previsione che le attività di coltivazione di idrocarburi relative a provvedimenti concessori già rilasciati in zone di mare entro dodici miglia marine hanno durata pari alla vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale.

Già solamente leggendo il titolo del quesito (visibile QUI per intero) si può verificare la difficoltà per una “casalinga di Voghera” di analizzarlo e di prendere la decisione corretta al momento del voto; se aggiungiamo una campagna elettorale quasi assente e, sopratutto, basata su informazioni assolutamente fuorvianti si capisce il motivo per il quale l’esito del referendum è non solo imprevedibile ma anche dettato da pure logiche politiche (e dunque non da una reale comprensione del fenomeno).

Questo articolo serve, dunque, per fare chiarezza e per rispondere a 10 domande “generiche” poste a me ed in generale “in rete” sul referendum “antitrivelle” in maniera semplice e comprensibile per i non “addetti ai lavori”.

1) E’ giusto parlare di referendum “antitrivelle”? In caso di vittoria del NO o di non raggiungimento del quorum ci saranno nuove trivellazioni?

Assolutamente NO.
La legge 208 del 28/12/2015 nell’articolo 1 comma 239 di cui si chiede l’abrogazione (l’abrogazione, per precisare, è delle parole “per la durata utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”) recita così:

“…All’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti: «Il divieto e’ altresi’ stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette. I titoli abilitativi gia’ rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale. Sono sempre assicurate le attivita’ di manutenzione finalizzate all’adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti e alla tutela dell’ambiente, nonche’ le operazioni finali di ripristino ambientale.»…”

Dunque, anche in caso di vittoria del NO resterebbero VIETATE le trivellazioni nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalla costa. Ripeto, VIETATE. Non verranno effettuate, dunque, nuove trivellazioni. Ovviamente essendo già state effettuate trivellazioni i giacimenti per i quali è già stata rilasciata concessioni (concessioni che risalgono in media agli anni ’70 ed ’80) verranno sfruttati fino al termine della loro vita utile.
Insomma, nessuna nuova trivellazione.

2) Cosa cambierà dunque in caso di vittoria del SI?

In caso di vittoria del “SI” al referendum del 17 Aprile 2016 verrà abrogata la parte dell’articolo di cui sopra.

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In poche parole, insomma, queste 21 concessioni (sì, si parla solamente di 21 concessioni delle 66 concessioni estrattive totali) non saranno rinnovate al termine delle stesse.
La legge prevede, ad oggi, che le concessioni abbiano inizialmente durata di 30 anni, prorogabili una prima volta per 10 anni, una seconda per cinque ed una terza volta per altri cinque. Al termine della concessione, con la legge attuale, le aziende possono chiedere la proroga fino a termine giacimento.
Qualora vincesse il SI, insomma, le aziende non potranno più chiedere la proroga e dovranno smantellare il giacimento prima del suo fine vita.

3) L’estrazione di petrolio e gas è pericolosa?

In Italia assolutamente NO.
Consiglio di leggere questo articolo della Società Geologica Italiana – Sezione di Geologia degli Idrocarburi.
Si fanno presente alcuni punti:
1) In Italia è impossibile una catastrofe come quella del Golfo del Messico per l’assenza totale di giacimenti “in pressione”. Se accadesse l’errore eccezionale avvenuto in quel Golfo, dunque, l’acqua del mare invaderebbe il pozzo e non il contrario.
2) La paura, allora, è del “fracking“? Ecco, sappiate che in Italia è assolutamente illegale ed oltretutto, nel nostro Paese non ci sono giacimenti sfruttabili con quelle caratteristiche.
3) Temiamo i “fanghi perforanti”? Ecco, non facciamoci spaventare dal nome. Questi fanghi sono utilizzati anche per i pozzi ad acqua e non sono assolutamente “perforanti” o “chimici” ma servono soltanto ad attenuare l’attrito con la roccia della testa perforante.

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Peraltro dobbiamo far presente che in Italia non esistono giacimenti petroliferi (eccezion fatta per quello nella Val d’Agri, nell’entroterra) e tutti i giacimenti a cui si fa riferimento sono giacimenti di gas

4) Le trivellazioni provocano terremoti come quello in Emilia?

Assolutamente NO.
Questa è una delle bufale più grandi costruite negli anni sulle trivellazioni. Le trivellazioni (ed ancor di più il mantenimento di un giacimento!) non possono portare a terremoti. Riporto questo documento (leggere dalla pagina 56 in poi) di ISPRA.

5) Cosa succederà alle piattaforme in caso di vittoria del SI?

Le piattaforme dovranno, a fine concessione, cessare la loro attività
Verranno smantellate? Poco probabile. In primis chiariamoci, di certo non verranno costruite centrale eoliche e solari (dunque è inutile pensare che il referendum favorisca “energie alternative”), in secundis uno smantellamento costa parecchi milioni di euro e, sopratutto, una piattaforma è il miglior “tappo” per un giacimento ancora in vita.
Dunque le piattaforme, probabilmente, resteranno lì senza mai essere né usate né smantellate.

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6) I pozzi di estrazione minacciano la biodiversità marina?

Non ci sono dati sufficienti a giustificare questa teoria.
A prescindere dalle foto di Greenpeace i loro rapporti non sono completi e, sopratutto, prendono in considerazioni impianti dove non vengono rispettati gli standard ambientali ed i parametri previsti per legge. Degli altri dati, invece, non c’è traccia.

7) La presenza di pozzi di estrazione minacciano il turismo?

Assolutamente NO.
Le coste dell’Emilia Romagna, ad esempio, nei cui mari da decenni si svolgono queste attività, attraggono un numero di turisti altissimo. Siamo sicuri che, a livello estetico (visto che parliamo di paesaggi) una piattaforma a 12 miglia dalla costa abbia più impatto di un campo fotovoltaico o di un campo eolico?

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8) A spingere per il NO e l’astensione sono le lobbies petrolifere?

Le lobbies, ovviamente, esistono, e per definizione tentano di “spostare” parti di voti.
Ovviamente, però, non esistono solamente lobbies petrolifere che spingono per il NO ma anche lobbies “ambientaliste” (e qui le virgolette sono d’obbligo) che spingono per il SI.
Greenpeace, ad esempio, ha un fatturato di 300 milioni di Euro annui e spende moltissimi soldi per la campagna elettorale del SI! (ad esempio sui video Youtube!)

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Insomma, qui il problema non sono “le lobbies”, qui il problema è CAPIRE COSA SI STIA VOTANDO!

9) Astenersi ad un referendum abrogativo è uno “schiaffo alla Costituzione”?

Ecco, qui urge il ragionamento più complessa.
Questa teoria, portata avanti da alcuni movimenti per il SI’ che criticano, ad esempio, la presa di posizione a favore dell’astensione del Premier Renzi e della maggioranza di Governo, è assolutamente priva di un fondamento costituzionale.

QUI è possibile leggere lo stenografico della seduta dell’Assemblea Costituente dell’ottobre 1947 relativa proprio alla discussione sul Referendum e sul quorum per lo stesso.
Il deputato Tomaso Perassi (PRI), il deputato Meuccio Ruini (Partito Democratico del Lavoro), il deputato Gustavo Fabbri (Misto) ed altri deputati fecero presente che senza il quorum il referendum non avrebbe assunto una reale valenza giuridica e si rifecero alle altre legislazioni che NON prevedono il quorum per i referendum abrogativi. Si precisò, infatti (e ciò è visibile dallo stenografico di assemblea) che “il quorum del referendum deve garantire che il problema di cui bisogna decidere scuota la coscienza popolare”.
Interessanti le parole del deputato costituente Paolo Rossi (giurista, partito socialista): “…con i due quinti (la prima proposta fu di un quorum di 2/5 del corpo elettorale) sarebbe stato possibile che “una proposta abrogativa fosse coronata da successo con la partecipazione al voto del 40 per cento degli elettori iscritti. Siccome l’esperienza ci insegna che il 4, 5 o 6 per cento di schede sono nulle, potrebbe accadere […] che una legge, eventualmente approvata con una larghissima maggioranza dai due rami del Parlamento, fosse abrogata col 17 o 16 o 15 per cento degli elettori […] fatto, che sarebbe, a mio avviso, veramente deplorevole…”

Insomma, il quorum esiste ed è stato determinato dalla decisione dei DEPUTATI COSTITUENTI. Un quorum, infatti, serve a distinguere una proposta abrogativa che interessi il “popolo” da una che non lo interessa. Se un SI, infatti, è un modo per dire “voglio abrogare la legge” ed un NO è un modo per dire “non voglio abrogare la legge” una ASTENSIONE è un modo per dire “non mi interessa del quesito / non comprendo il quesito / non ho una idea precisa / se ne occupi il Parlamento”.
Insomma, astenersi è PIENAMENTE legittimo e legittimato.
L’Italia, insomma, non è la Svizzera dove non si ha quorum (QUI il riferimento Costituzionale) a causa sia di una forma molto avanzata di democrazia diretta, sia di una consapevolezza elettorale diversa da parte del popolo svizzero rispetto a quello italiano (La Svizzera, ad esempio, ha BOCCIATO un reddito di cittadinanza universale di 4000 .fr al mese, cosa sarebbe successo in Italia?).

10) Dunque, perché votiamo il 17 Aprile?

E’ chiaro a tutti che il referendum è prima di tutto una “conta politica”.
Da un lato, infatti, si ha il PD “governativo”, Forza Italia (o meglio, una parte di Forza Italia), NCD ed altri movimenti, Da un altro troviamo il PD “regionale” (guidato dal Presidente della puglia Emiliano), il M5S, la Lega Nord e tutta la galassia della sinistra più radicale (a cui si sommano quelle organizzazioni contrarie a prescindere alla politica del Governo Renzi, vedi ANPI).
Quello che mi chiedo, però, è: c’è conoscenza scientifica del fenomeno o il voto è dettato solo da logiche di appartenenza politiche? La mia idea è che questo referendum serva a “contarsi” prima delle elezioni amministrative e sopratutto del referendum costituzionale dell’autunno. Il fronte “anti-renziano” vuole superare quello “renziano” e quale è il modo migliore per farlo se non sfruttando la credulità popolare su ambiente, inquinamento e così via?
Ricordiamo, prima di votare, che il SI al referendum sul nucleare ci è già costato parecchi milione di Euro…con centrali a due passi dall’Italia ben funzionanti!
Vogliamo far la stessa cosa anche per le piattaforme?

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P.S. Ultime parole per una campagna VERGOGNOSA organizzata dai #NOTRIV. Il “trivella tua sorella”, a prescindere dalla posizione politica, è uno slogan sessista e che fa piuttosto schifo.

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LAV – La fine di un mito?

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E’ il terzo anno nel quale mi occupo di analizzare la situazione patrimoniale di LAV, Lega Anti Vivisezione. Il mio primo articolo, ad Aprile 2014, mi fece “vincere” una querela dal Presidente di LAV Gianluca Felicetti (per chi lo chiede: Ad oggi non ho ancora ricevuto notizie in merito alla querela ricevuta da parte del GIP di Roma), il mio secondo articolo del Novembre dello stesso anno aggiornò semplicemente le informazioni al bilancio 2013 pubblicato nel Novembre 2014 dalla stessa associazione.

Da qualche giorno, invece, ho preso visione del nuovo bilancio di LAV, relativo all’anno 2014 e visibile integralmente qui.
In realtà, il nuovo bilancio di LAV presenta dei punti molto interessanti da analizzare.

Iniziamo dallo stato patrimoniale, primo punto del bilancio di una ONLUS:

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Come è possibile vedere rispetto al 2013 c’è stato un lieve incremento delle immobilizzazioni materiali ma, sopratutto, un grande incremento delle “disponibilità liquide” che potrebbe essere frutto di un errore contabile.

Cosa sono le disponibilità liquide?
Osservando questo articolo del sito “Fisco e Conti”  noterete che le disponibilità liquide “sono rappresentate dai depositi bancari e postali attivi, dagli assegni esigibili a vista di cui l’impresa è in possesso, dal denaro e dai valori (marche da bollo, francobolli..) esistenti in cassa alla fine dell’esercizio”.
In realtà nelle voci che specificano la disponibilità liquida NON sembrano presenti gli aumenti specificati in voce generale.
La somma infatti delle disponibilità liquide relative all’anno 2013, infatti, ammonta (come visibile anche dal bilancio 2013) a 4.339.727 Euro. Osservando il valore specificato in questo bilancio, invece, mancano 3 milioni di Euro.
Da cosa deriva questo evidente ERRORE IN BILANCIO?
Deriva solamente da una svista (vi prego, segnalate a LAV l’errore) oppure da una necessità di far vedere ai soci che “si sta crescendo molto rapidamente”?

Le altre cifre, invece, restano stabili così come resta invariata la nostra domanda: Cosa sono tutte queste immobilizzazioni materiali di una Onlus? Cosa compra LAV se per statuto NON PUO’ possedere strutture tese all’accoglienza di animali? Anche qui ai posteri l’ardua sentenza.
In realtà, comunque, più che lo studio dello stato patrimoniale è interessante verificare il “conto economico”, chiamato “rendiconto di gestione” per le ONLUS:

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Intanto salta all’occhio un valore.
La LAV nel 2014 ha speso 629.751 Euro per “organizzare raccolte fondi” contro i 95.454 Euro dell’anno precedente. Insomma, quest’anno la LAV si è mossa in maniera MOLTO precisa e MOLTO costosa per organizzare raccolte fondi.
La novità di quest’anno che può segnare una “crisi” del fenomeno LAV (che resta comunque una Onlus da quasi 10.000.000 di Euro) è che sono in grande calo i proventi da raccolta fondi che calano del 33,33% rispetto all’anno precedente da 4.814.151 Euro a 3.209.485.
Insomma, malgrado un aumento del 559% delle spese per le raccolte fondi le stesse hanno ricevuto risultati inferiori del 33% nonostante l’anno sia stato “proficuo” per le associazioni animaliste.

In realtà sono calati in maniera sostanziosa anche i proventi da attività istituzionale (-7%), quelli da “soci e non soci” (-4,88%) e gli “altri” (-28%). Gli unici proventi aumentati sono quelli dalle “sedi locali”.

In realtà, sebbene gli oneri siano aumentati ( + 11%) i proventi sono calati del 24,82% rispetto all’anno precedente.

Osservando tutti i dati, comunque, il dato più importante è questo:

ANNO 2013 – Avanzo di Gestione: 3.429.872 Euro
ANNO 2014 – Avanzo di Gestione: 1.358.786 Euro
DIFFERENZA FRA I VALORI: – 63,86%

Insomma, la LAV nel 2014 ha avuto un avanzo di gestione inferiore rispetto al 2013 del 63,86%.
TANTISSIMO, insomma.
Questo potrebbe essere un segno di una “crisi” del modello LAV e, più in generale, di tutto il modello delle associazioni animaliste.

Solo il prossimo bilancio, però, potrà darci la conferma.

Macchianera Awards 2015 – Consigli per il Voto – #MIA2015

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Come tutti sapete anche quest’anno, dall’11 al 13 Settembre si terrà a Rimini la “Festa della Rete” all’interno della quale verranno consegnati i “Macchianera Awards“, premi per i migliori blog, siti e profili scelti dalla rete.

Oggi 23 Agosto 2015 è l’ultima giornata per proporre le candidature e, come lo scorso anno, Scritti di un Semplice Cittadino vi darà un po’ di consigli sulle votazioni se ancora nutrite delle indecisioni.

Ricordiamo che, affinché il voto sia valido, è necessario votare per ALMENO 8 CATEGORIE.

Qui troverete la scheda di votazione:
http://www.macchianera.net/2015/05/11/mia15-1-la-scheda-per-proporre-i-candidati-ai-macchianera-italian-awards-2015/#schedavotazione

Per votare bisogna inserire nella linea corrispondente al numero della categoria l’URL del sito/blog che scegliete di votare (quelli che, nei consigli, vedete in rosso)

Questi i consigli per la votazione:

Categoria 35 (Miglior Polemica Online) – SCRITTI DI UN SEMPLICE CITTADINO – https://valentinidavide.com/2015/01/23/dossierlav/

Categoria 1 (Miglior Sito) – BUTAC – http://www.butac.it
Categoria 3 (Migliore Rivelazione) – Biochronicles – http://www.biochronicles.net
Categoria 4 (Miglior Articolo) – Valerio Mocata, Vaffanculo Stronzi – http://www.ilballodelcervello.com/2015/03/13/vaffanculo-stronzi-articolo-ad-alto-contenuto-di-volgarita
Categoria 5 (Miglior Community) – AIRI – http://www.airicerca.org
Categoria 6 (Migliore Presenza Social) – Italia Unita per la Scienza – https://www.facebook.com/IUXLS?fref=ts
Categoria 9 (Miglior Personaggio Video Online) – Le Fou – https://www.youtube.com/user/LeFouReloaded
Categoria 12 (Migliore Radio Online) – Radio Stonata – http://www.radiostonata.com/
Categoria 20 (Miglior Sito Fashion And Beauty) – Tette per la Scienza – http://tetteperlascienza.com/
Categoria 26 (Miglior Sito Educational) – Avamposto42 – http://avamposto42.esa.int/
Categoria 27 (Miglior Sito Tecnico-Divulgativo) – Italia Unita per la Scienza – http://italiaxlascienza.it/main/

Per votare, come potete verificare, NON è necessario registrarsi ma è richiesto solamente l’inserimento del proprio indirizzo e-mail.

Degrado Capitale – Wilkommen in Rom

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Lo premetto, non abito più a Roma in maniera continuativa da 6 anni ed in questo tempo sono riuscito a disintossicarmi dalla “romanità” quasi come in una comunità di recupero.
Ho smesso di usare la parola “aò” (di cui nessuno conosce in realtà il significato) che probabilmente non ho nemmeno mai usato, ho smesso di accettare ogni disagio quasi fosse inevitabile, ho smesso di considerare il rispetto nei confronti degli altri subalterno alla mia comodità personale.
Insomma, ho smesso di essere romano, fortunatamente.

Ho vissuto per 2 anni a Milano e per 3 anni a Guardea (un piccolo borgo in Provincia di Terni) prima di tornare nella mia Milano. Solo così, però, sono riuscito a capire le differenze fra Roma ed il resto d’Italia e solo così sono riuscito ad analizzare la “vicenda capitale” senza l’occhio poco critico di chi vive questa realtà.
Chiariamoci, Roma è la perfetta capitale d’Italia. Rispecchia in pieno, infatti, il perfetto modello di “città italiana” con un trasporto pubblico poco efficiente, con una percentuale di raccolta differenziata sotto il 25%, con marciapiedi e strade sporche. Si potrebbe dire, dunque, che Roma è la perfetta dimostrazione di come un paese possa sprofondare rapidamente verso il baratro.
Chi prova a far paragoni fra Roma e Milano, comunque, ha sempre torto. Pensereste, voi, a far paragoni fra Zurigo e Brazzaville o fra Stoccolma e Dacca? Ecco, no, appunto. La differenza fra le due principali città italiane è più o meno questa.

Immaginiamo, però, di essere un turista tedesco appena arrivato a Roma.
Arrivando anche in quartieri centrali (esempio il quartiere Nomentano, un tempo fiore all’occhiello della città) il panorama che si vede è questo:

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Da notare non solo il furgoncino (abbandonato) in primo piano ma anche la folta vegetazione che rende Roma degna della Foresta Amazzonica.
Il nostro turista tedesco, a questo punto, si sentirà scandalizzato ma penserà: il centro storico è sicuramente più pulito!
Appena arrivato il turista assiste a questo spettacolo:

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Ecco, questo è uno dei fenomeni più diffusi a Roma, quello dei “camion-bar” presenti davanti ai monumenti. In realtà, per esser sinceri, il fenomeno è stato arginato da un ottimo provvedimento del sindaco Marino che, nonostante centinaia di contestazioni (guidati dallo slogan romano “e mo cccomme magnamo?”) ha vietato la presenza dei camion in alcune aree del centro storico (esempio Via dei Fori Imperiali in cui è attiva una pedonalizzazione.
Un altro problema ben presente nel centro storico è quello dei rifiuti con una raccolta differenziata che non “parte” davvero e che comunque non è efficiente come altrove:

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Osservando anche i dati di raccolta differenziata, comunque, si nota la differenza fra Roma e Milano (calante negli anni, comunque):

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In realtà, però, uno dei più grandi problemi di Roma è il COME è organizzata la raccolta differenziata. Questo schema evidenzia molto bene il problema:

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Osservando lo schema (mettendo a paragone ASM ed AMA), infatti, noteremo che:

– A Roma vetro, plastica e metalli sono inseriti nello stesso contenitore mentre altrove sono differenziati.
– A Roma organico ed indifferenziato (nero) sono inseriti nello stesso contenitore mentre altrove sono differenziati.

Questa differenza sostanziale, dunque, rende molto meno efficiente il sistema di smaltimento dei rifiuti rispetto ad altre realtà.

Sono frequenti, in città, situazioni come queste:

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Come è perfettamente visibile la maggior parte dei rifiuti sono allocati FUORI dai cassonetti ed a causa del vento sono dispersi in grandi aree.

Il nostro turista tedesco, a questo punto, prova a spostarsi dal centro storico verso l’aeroporto di Fiumicino cercando di fuggire dalla città prendendo la Metropolitana B da Colosseo verso Termini. La situazione, però, non è semplice come lui creda…

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Da circa due mesi, infatti, la situazione del trasporto pubblico Romano è questa per colpa di uno “sciopero bianco” degli autisti romani (che, come evidenziato dal sindaco, lavorano la metà dei loro “colleghi” milanesi).
Nei tunnel in giornate con temperature di più di 40 gradi la situazione è spesso questa:

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Il nostro turista, a questo punto, prendendo un Taxi si reca comunque all’aeroporto di Fiumicino pronto a prendere un volo per Frankfurt con scalo a Milano Malpensa (dove resterà per 6-7 ore, tempo di girare un poco la città).
La sua odissea è finita? Assolutamente no!

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A Fiumicino, infatti, a 3 mesi di distanza dall’incendio che il 7 Maggio ha devastato il Terminal 3 dell’Aeroporto (a causa probabilmente di una disattenzione del personale) la situazione è ancora drammatica con ritardi ed annullamenti molto diffusi.
Peraltro, qualche giorno fa, un incendio nella vicina pineta di Focene (per colpa, guarda caso, di un rogo partito da un cumulo di rifiuti) ha causato un blocco dell’operatività dello stesso aeroporto internazionale portando Alitalia ad ipotizzare addirittura una “fuga” dallo scalo romano. Ogni tipo di prenotazione, a 3 mesi dall’incendio, è ormai “in sospeso” fino al momento della partenza sia se si tratti di merci, sia se si tratti di passeggeri rendendo quindi difficile “rintracciare” i prodotti (nel caso del traffico merci).
In realtà, comunque, la situazione dell’aeroporto di Fiumicino non è mai stata rosea con dei disagi permanenti che riguardano sia lo stato del trasporto passeggeri sia quello del trasporto merci (con disservizi continui in caso di pioggia anche causati dalla non abitudine di proteggere dalle intemperie i pallets). Il problema, sicuramente, non è solamente a livello economico (nonostante i buchi di ADR) ma è spesso di “poca voglia” e di “sciatteria“, tipica della città eterna.
Oltretutto il problema del transito bagagli è uno dei seri problemi che sconsiglia ai passeggeri di arrivare a Fiumicino anche come scalo per voli internazionali. Anche Malpensa ha questo problema? Si, lo aveva, ma perlomeno negli anni è stato risolto.

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Il nostro turista, però, riesce comunque nonostante le ore di ritardo a lasciare l’aeroporto di Fiumicino ed atterra, dopo un ora di volo, all’aeroporto di Malpensa.
Qui, la situazione, sebbene non perfetta, è assolutamente diversa. L’aeroporto di Malpensa, infatti, nonostante NON sia perfetto, è sicuramente il più efficiente aeroporto italiano di gran lunga (o forse l’unico aeroporto davvero efficiente) ed uno degli aeroporti “non-hub” migliori in Europa come evidenziato da ACI Europe Best.
Al nostro turista, abituato all’efficienza teutonica, salterà subito all’occhio l’ottima rete di collegamenti dell’aeroporto di Malpensa collegato alla città di Milano mediante tre treni (Malpensa Express, treno AV e treno “tradizionale”) e mediante due autostrade (A8 ed A4):

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A questo punto il turista tedesco incuriosito dalla città lombarda arriva in centro a Milano. Quello che vede, nonostante (e lo ripeto per evitare fraintendimenti) la non perfezione, è un modello di città più vicino agli standard europei che a quello (fallimentare) romano.

Il suo occhio va subito alle piste ciclabili e, osservando in rete troverà che le piste milanesi sono di 41,1 kilometri (su una superficie di 181 kmq) mentre quelle romane sono di 8,8 kilometri (su una superficie di quasi 1800 kmq). La differenza, insomma, è abissale.
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A Milano, oltretutto, il nostro turista troverà una rete di metropolitane molto efficienti con un servizio puntuale e con (quasi) tutte le zone della città raggiunte e tutte le zone raggiunte nei prossimi anni.

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Insomma, il turista tedesco rimane estasiato. Anche in Italia, dunque, è possibile costruire metropolitane? Anche in Italia, dunque, è possibile avere delle piste ciclabili?
Il nostro caro turista a questo punto inizia a leggere un giornale e l’occhio gli cade subito su una manifestazione, “Nessuno Tocchi Milano” indetta con l’obiettivo di ripulire la città dopo la DEVASTAZIONE attuata dai black bloc nel corteo “No Expo” del I Maggio.

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Il nostro turista, dunque, si chiede. Perché non è possibile fare la stessa cosa anche a Roma, città evidentemente più sporca di Milano?
Poi da un’altra occhiata al giornale e legge una proposta, fatta dall’attore Alessandro Gassmann che propone di “pulire tutti insieme la città”. Guarda le risposte, sulle pagine Facebook e sul sito del giornale che, più o meno si riassumono così:
“Noi pppagamo il comune, perché dobbiamo pulire noi?”. Il turista tedesco allora pensa: “E perché dobbiamo sporcare, allora? Perchè ridurre la città ad una pattumiera? Per quale motivo?”

Poi scopre che, a Roma, per merito del sindaco Marino esiste un servizio dal nome Io Segnalo che permette di segnalare i disservizi della città ed eventuali infrazioni automobilistiche (un esempio in foto):

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Il turista allora esclama: “Che bella iniziativa!Chissà come saranno contenti i cittadini romani!”. Ecco, caro turista, non proprio. In rete il commento più gettonato è stato questo:

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Il nostro caro turista torna da Milano a Malpensa e poi, tranquillamente, torna in Germania.
Il viaggio del turista tedesco finisce qui. Ha apprezzato le bellezze di Roma ma ha giurato che non tornerà più. Fa troppo male, infatti, vedere una città “eterna” in cui ormai eterni sono solamente gli orribili disservizi.

Il nostro viaggio per Roma, però, deve obbligatoriamente finire con una considerazione:

Il problema del romano medio è sempre stato uno: il dare la colpa agli altri. Attaccare Comune, Provincia, Regione e così via è tipico di un cittadino che pensa di poter vivere “di storia” e che non è pronto ad assumersi le proprie responsabilità. Che futuro ha una città in cui nessuno rispetta le precedenze nelle rotatorie (pensando di aver ragione)? Che futuro ha una città in cui le persone utilizzano parcheggi per invalidi come parcheggi standard? Che futuro ha una città in cui le persone regolarmente utilizzano il famoso “benaltrismo” nell’analizzare i problemi?
Roma, purtroppo, nonostante il sindaco Marino è una città ormai perduta. Prima di cambiare la politica, infatti, bisognerebbe cambiare la mentalità dei romani ormai inamovibile da più di 2000 anni.

 

 

La Disinformazione ed il Dimagrimento – Storia Senza Morale

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– Maria (nome di fantasia), cosa vorresti per il tuo compleanno?
– Dimagrire, sicuramente.
– In che modo, Maria?
– Qualunque.

Qualunque.
Qualunque.
Qualunque.
Girando per vari siti web ho capito il reale significato della parola “qualunque” che per alcune ragazze molto giovani può voler dire “anche a costo di uccidersi”.

Il primo caso che voglio portare ad esempio è quello dei blog “Pro-Ana” o “Pro-Mia” presenti in rete che sponsorizzano, in ordine, anoressia e bulimia, disagi mentali gravi che possono portare a serie conseguenze per l’organismo ed, addirittura, alla morte.
Osservando questo link, ad esempio, è possibile leggere un intero post a favore della “scelta bulimica” al fine di dimagrire:

“..Prima di vomitare,legati i capelli.

Eventuali tracce di vomito nei capelli sono per gli altri un segnale inequivocabile di quello che fai…”

Tira lo sciacquone almeno 2 volte dopo aver vomitato, onde evitare che qualcosa resti a galleggiare nel water, e quindi che venga visto dalla persona che userà il bagno dopo di te. E apri la finestra, così da cancellare eventuali odoriomita nella doccia, o apri la doccia, in modo da attutire gli eventuali rumori.

Non mangiare nè bere niente di rosso: in molti casi può capitare di vomitare sangue, quindi non si può stabilire quando si tratta di una cosa seria o quando è semplicemente dovuto a ciò che si è ingerito.

Bevi acqua a litri. L’acqua frantuma il cibo e aiuta a vomitare con più facilità e rapidità.

Prediligi cibi morbidi: si vomitano con più facilità. Usa uno spazzolino da denti per provocarti il vomito, per evitare di sfregare o corrodere le dita.

Appallottola una bella manciata di carta igienica e posala sul fondo del water: oltre a cancellare i rumori, eviterà gli schizzi di rimbalzo…”

Questo uno dei punti più sconvolgenti del racconto di una ragazza che si firma con il nome di “Terry” ripreso dal blog dello psicanalista Fabio Piccini.
Un altro blog noto in rete è “Perfect Body Goals“, che sponsorizza diete Pro-Ana a basso apporto calorico (Massimo 500 calorie, al di sotto di quelle consigliate dalle diete ipocaloriche).

Questo il post introduttivo:

“…Quindi non pensate che io segua questi ‘consigli’ solo per dimagrire. Li seguo perchè mi aiutano a NON mangiare. O a mangiare il meno possibile (Es. una volta al giorno)

BENE. E ORA ECCO I CONSIGLI.😀

1) Appena ti svegli la mattina non mangiare. Se proprio senti il bisogno di ingurgitare qualcosa opta per il caffè Americano. (Io lo imito prendendo una tazza d’acqua e ci metto un cucchiaino emmezzo di Caffè Istantaneo)
2) Se non mangi a colazione e vai avanti così, non sentirai alcun dolore allo stomaco perchè questo non è ancora stato ‘aperto’, ma è ancora ‘chiuso’. (Di solito i crampi mi vengono la sera)
3) Quando hai dolori allo stomaco accovacciati e passeranno.
4) Bevi tantissima acqua. Anche se ti stai per sentire male, aspetta cinque minuti e poi ricomincia a bere. (Dopo un po’ di giorni che lo facevo ne sentivo sempre più il bisogno. Quindi, diventa una cosa naturale continuare a bere. RESISTI, SO CHE CE LA PUOI FARE.)
5) La mattina appena sveglia (se scegli di bere invece che stare a digiuno), prima del Caffè, bevi un bicchiere d’acqua calda con il limone. Vi passerà la fame oltre che vi depurerà.
6) Se ti obbligano a mangiare hai due possibilità: -Mastichi ogni boccone a lungo. Fallo diventare una poltiglia e poi bevi tra un boccone e l’altro. Ti sazierai più velocemente e perderai tempo.
-Oppure, senza farti vedere butti via il cibo.
7) Se hai fame bevi.
8)Quando senti il bisogno di abbuffarti o semplicemente di mangiare prendi un elastico e mettilo al polso: tiralo quando avrai fame. (Questo, ovviamente, dovrai farlo SOLO se ti senti in colpa a mangiare. Ma a mangiare qualsiasi cosa… Frutta e verdura comprese! Se i sensi non ci sono, mangia pure.Non superare le Kcal giornaliereperò!)
9) Esci di casa il più possibile, buttati sullo studio, fai addominali, esci a camminare… Fai di tutto per tenerti occupata e per non pensare al cibo.
10) NON fare assolutamente troppo esercizio fisico. E’ vero, fa dimagrire e rassoda, ma se esageri ti porterà alla fame e più andrai avanti e più ogni giorno ti aumenteranno i muscoli. Massa muscolare tonica e definita, OK, ma NON esagerare. Non vorrai sembrare una Culturista!?..”

E’ brutto, oltre che il blog, leggere alcuni commenti (come ad esempio quello che posto qui sotto) di ragazzine molto giovani che tentano di diventare anoressiche come fosse una scelta di vita e non un disturbo mentale:

“…Ciao kim, sono Elisa e sono 163 cm per 45 kg ma voglio arrivare a 40 prima dell’inizio della scuola..🙂 ho la mail e whatsapp🙂 possiamo farci forza assieme, ci stai?…”

Altra tecnica molto diffusa per dimagrire è quella di assumere farmaci a base di ormoni come ad esempio la “Tiroxina”, farmaco utilizzato nel trattamento dei disturbi tiroidei come l’ipotiroidismo.

Molte persone, invece, utilizzano o propongono di utilizzare questo farmaco per dimagrire (sfruttando l’accelerazione di metabolismo).

Questa pratica è dannosa per l’organismo?
ASSOLUTAMENTE SI!

Come precisato qui
“L’utilizzo di eutirox per dimagrire non è scevro da rischi; dosi eccessive possono provocare tachicardie, dolore anginoso,tremori, crampi della muscolatura scheletrica, vampate di calore, diarrea, nausea,aritmie ed insonnia. L’abuso cronico del farmaco, inoltre, può alterare in modo permanente la funzionalità della tiroide, trasformando una persona sana in una persona malata”

Alcune persone, però, nonostante i danni possibili (danni tiroidei anche molto seri), continuano a pensare che dimagrire sia più importante dei possibili effetti colleraterali come visibile qui o qui.

Preoccupante, oltretutto, è il fatto che alcune Farmacie vendano Eutirox che sarebbe acquistabile solo previa presentazione di una ricetta medica!

Per quale motivo non è possibile pensare di dimagrire attraverso una dieta ipocalorica “regolare”?

Il nostro organismo, in fondo, è come una macchina ed il metabolismo basale è la “benzina” che serve per fare brevi giri in città (respirare, digerire, battito cardiaco ecc.ecc.). Più attività fisiche si fanno e più è necessario assumere calorie (come se si dovesse fare un viaggio più lunghe).
Una alimentazione ipercalorica può portare ad ingrassare in quanto vengono assunte troppe calorie per il semplice metabolismo basale e le stesse, dunque, vengono “accumulate” sotto forma di grasso.
Una alimentazione non regolare ipocalorica (ad esempio quella sopra propagandata di massimo 500 calorie giornaliere) , invece, porta l’organismo a “bruciare” tutte le riserve (grasso e massa muscolare) per il metabolismo basale e dunque la sopravvivenza.

Molte persone, dunque, vorrebbero dimagrire “più in fretta” e dunque fanno scelte sbagliate come ad esempio quella propagandata da libri anche molto diffusi come “China Study” o da siti web disinformativi.
Insomma, se volete davvero dimagrire andate da un dietologo o da un nutrizionista e fatevi consigliare una dieta adatta al vostro organismo! NO al Fai da te!

 

Se questa è una persona…

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L’Italia è considerata dalla quasi totalità della popolazione mondiale “il paese più bello del mondo”. Dai tempi della Repubblica Romana al Rinascimento (eccezion fatta per un intervallo di dominazione straniera) l’Italia è stata la culla di cultura artistica e scientifica invidiata in tutto il mondo. Italiani furono Leonardo da Vinci, Michelangelo, Galileo Galilei, Giordano Bruno, Enrico Fermi, Eugenio Montale ed altri migliaia di uomini che segnarono la storia mondiale.

Come è possibile, dunque, trovare nel 2015 vicende surreali ed anche un po’ tristi come quelle che sto per raccontarvi?
Come mai l’Italia è passata dall’essere il paese culla della cultura ad essere un paese arretrato e tradizionalista?

La prima storia che voglio raccontarvi si svolge a Roma e la protagonista, suo malgrado, è una ragazza di 15 anni violentata in uno dei quartieri più “centrali” della città. Presunto artefice di questa efferata violenza sessuale è un militare di 31 anni dipendente del Ministero della Difesa ed in forza all’Arsenale della Marina Militare.
Fin qui, in fondo, si tratterebbe di uno dei migliaia di episodi di cronaca nera di cui si parla durante l’anno in tutto il mondo. Il problema quindi, non è solamente la violenza sessuale (chiariamoci, uno stupro è sempre un problema GRAVISSIMO per tutta la comunità) ma la reazione di un numero purtroppo elevato di commentatori sui Social Network.

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Come potete osservare la ragazza viene accusata di essere “zozzetta”, di “essersi vestita in maniera provocante”, di “uscire la sera a 15 anni e così via”.
La risposta, come al solito è una e solamente una:

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La colpa degli stupri, dunque, non è MAI della donna e del suo atteggiamento ma SEMPRE dello stupratore e del suo raptus di follia. Peraltro come confermato da alcune ricerche non è l’abbigliamento particolarmente “succinto” ad attirare possibili stupratori. Dunque, perché dire menzogne?
Come è possibile che nel 2015 si parli ancora di “responsabilità della vittima”?
Come è possibile che nel 2015 si dica ancora “se la ha cercata”?
Come è possibile che la culla della cultura sia diventata la culla di qualche decerebrato che considera le donne “merci”?

La seconda storia, in realtà, è ancora più complessa della prima.
Un bambino di Pisa, infatti, è stato ricoverato all’ospedale Meyer di Firenze per denutrizione e “carenza di vitamina B12”. Secondo i medici che hanno accertato le sue condizioni lo stato di denutrizione (una condizione estrema della malnutrizione diffusa nei paesi del Terzo e Quarto Mondo) sarebbe stato causato dalla dieta vegana imposta dai genitori al bambino anche durante la fase di svezzamento.
Come precisato dal Dott.Graziano Barera, primario di neonatologia all’ospedale San Raffaele di Milano, “sarebbe preferibile per la madre una dieta onnivora sia nel periodo della gravidanza sia nell’allattamento”. Peraltro è interessante (e grave) quanto il Dott.Barera dice dei genitori vegani: “A volte c’è un rifiuto di base: si preferisce ascoltare i consigli di chi adotta una dieta di questo tipo, piuttosto che rivolgersi a uno specialista. Bisogna agganciare queste persone in piena fiducia e non con sospetto. Una maggiore collaborazione potrebbe avere dei benefici per tutti”.

Come è possibile, dunque, che in un paese Europeo sia ancora (seppur minimamente) presente il fenomeno della denutrizione? 
Come è possibile, peraltro, che i servizi sociali di un paese Europeo non prendano SERI provvedimenti nei confronti di questi genitori accettando il “pentimento” e non facendo perciò partire nella maggior parte dei casi procedimenti giudiziari? (Il personale dell’ospedale Meyer di Firenze ha parlato così dell’opportunità di un intervento dei servizi sociali: «Hanno sempre dimostrato affetto nei confronti del piccolo – dicono i medici – e il bambino non era affatto trascurato. Il problema è che si sono resi conto troppo tardi di aver deciso una dieta vegana sbagliata senza chiedere pareri a medici esperti» )
Come è possibile che non si capisca che la dieta migliore per un bambino NON è quella dei genitori ma quella suggerita dai pediatri e dalla comunità scientifica?

Insomma, attendiamo che l’Italia torni quella culla di cultura e non più questa accozzaglia di mode e di pseudo-teorie che penalizzano sempre i soggetti più deboli.

Per concludere voglio portare la vostra attenzione su una terza questione.
Il giorno 2 Luglio “Il Fatto Quotidiano” riporta la seguente notizia:
“Ragusa, neonato morto dopo vaccino obbligatorio: aperta inchiesta”

Come fatto da “No PseudoScienze” è interessante analizzare la notizia e confrontarla con il comunicato dell’ASL di Ragusa:
“..L’ASP di Ragusa precisa in una nota che “il ricovero del bambino e’ avvenuto in data 26 giugno 2015 alle ore 23,30. All’atto del ricovero il piccolo presenta condizioni gravi, con diagnosi precedente di malformazione cardiaca congenita. Approntate, immediatamente, le cure del caso […] il bambino viene trasferito presso la divisione di neonatologia e unita’ di terapia intensiva neonatale e nonostante le cure costantemente prestate alle 6.45 si registra il decesso del piccolo…”

Come è possibile, dunque, parlare di “morte dopo il vaccino” quando era presente una malformazione cardiaca congenita? Come è possibile, sopratutto, non verificare le fonti e non analizzare i titoli?
Siamo in realtà sicuri che la scelta del “Fatto” non sia voluta e non sia solamente un fenomeno di “click baiting”?

Insomma, il titolo “Se questa è una persona…” si riferisce proprio a questo: si può definire “persona” un individuo che che giustifica stupri e violenze sessuali? Si può definire “persona” un individuo che impone ad un bambino una dieta tremendamente dannosa per la sua salute? Si può definire “persona” un giornalista che propone un titolo allarmista su vaccini ed informazione scientifica?
Secondo me, alla luce di quanto scritto, assolutamente NO.

Dittatura Gender, Coccodrilli a New York e Scie Chimiche – Storie di Invenzioni (non) casuali

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Messaggio ai moralisti spaventati dal ‪#‎LoveWins‬:

Da oggi, negli USA, non saranno/sarete costretti a sposare un omosessuale. Lo faranno loro, non voi. Nessuno vi obbliga, nessuno vi costringe, nessuno vi violenta. Gli omosessuali si sposeranno fra loro se lo vorranno e voi, normalmente, continuerete a fare la vostra vita e, magari, inizierete a farvi un minimo di cazzi vostri.

Ecco, non potevo che iniziare un articolo con questa frase che rappresenta, in pieno, il mio pensiero sul pieno riconoscimento dei diritti civili per la categoria LGBT. Una attenta analisi razionale, infatti, porta alla conclusione che, se due omosessuali si sposano, la vita degli eterosessuali non cambia assolutamente. Perché protestare, dunque?
In ambienti fondamentalisti cattolici ed iper-conservatori si è diffusa l’idea della presenza di una “dittatura gender”. Avete presente la storia dei coccodrilli nella metro di New York (Chi non conosce questa leggenda può andare qui)? Ecco, la teoria della “dittatura gender” è una leggenda metropolitana senza delle basi razionali.

Per sbugiardare in maniera chiara questa leggenda è necessario leggere un testo sul “gender” dell’AIP (Associazione Italiana di Psicologia) che potete trovare qui.
Come è possibile vedere il testo inizia così:

“..Oggi si assiste all’organizzazione di iniziative e mobilitazioni che, su scala locale e nazionale, tendono a etichettare gli interventi di educazione alle differenze di genere e di orientamento sessuale nelle scuole italiane come pretesti per la divulgazione di una cosiddetta “ideologia del gender”. L’AIP ritiene opportuno intervenire per rasserenare il dibattito nazionale sui temi della diffusione degli studi di genere e orientamento sessuale nelle scuole italiane e per chiarire l’inconsistenza scientifica del concetto di “ideologia del gender”. Esistono, al contrario, studi scientifici di genere, meglio noti come Gender Studies che, insieme ai Gay and Lesbian Studies, hanno contribuito in modo significativo alla conoscenza di tematiche di grande rilievo per molti campi disciplinari (dalla medicina alla psicologia, all’economia, alla giurisprudenza, alle scienze sociali) e alla riduzione, a livello
individuale e sociale, dei pregiudizi e delle discriminazioni basati sul genere e l’orientamento sessuale..”


L’ideologia “gender”, dunque, non esiste mentre esistono i “gender studies”, cioè gli studi scientifici di genere che permettono di analizzare le tematiche relative alle “differenze di genere” al fine di evitare pregiudizi e discriminazioni basati sul genere e l’orientamento sessuale.

Con la frase “..L’AIP riconosce la portata scientifica di Gender Studies, Women Studies, Lesbian and Gay Studies e ribadisce l’importanza della diffusione della cultura scientifica psicologica per la crescita culturale e sociale del nostro paese..” oltretutto, l’AIP specifica come siano fondamentali, nel XXI Secolo, gli stessi studi di genere.

Per quale motivo, allora, si continua a parlare di “dittatura gender” e di “ideologia del gender” nonostante studi gli studi psicologici siano completamente differenti?

Leggiamo un punto del manifesto di “La Manif Pour Tous”, associazione nata con l’obiettivo di “preservare l’unicità del matrimonio tra uomo e donna e il diritto del bambino ad avere un padre ed una madre”:

“..Queste teorie (gender) nascono nell’ambito dei movimenti ideologici femministi per contestare il sistema tradizionale di considerazione socialedella donna, a tratti decisamente discriminatorio. Col tempo però le teorie di genere, che intanto vengono fatte proprie dai movimenti gay, arrivano ad immaginare la società ideale come quella in cui l’eguaglianza tra le persone può essere attuata solamente riconoscendo nel “sesso” una mera convenzione sociale, costruita attraverso l’imposizione di regole e norme esterne, che obbliga le persone a vivere “da maschio” o “da femmina”, come se questi modi di essere avessero un reale fondamento naturale – fondamento che le teorie di genere negano..”


Da dove l’organizzazione stessa prende le informazioni? Ovviamente non si sa.
Non esistono, infatti, “gender theory” ma solamente “gender studies” come specificato dall’associazione italiana di Psicologia.

La stessa organizzazione “Le Manif Pour Tous”, ovviamente, contrasta anche le unioni omosessuali e l’adozione per coppie dello stesso sesso adducendo i seguenti motivi:

“..Il “matrimonio” omosessuale e l’accesso all’adozione e alla procreazione assistita da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso, previsti dalla proposta di legge, rendono possibile l’omogenitorialità, di per sé innaturale.

L’omogenitorialità scardina la genealogia e confonde le proprie origini e radici storico-familiari, e priva inoltre il bambino del riferimento genitoriale maschile o di quello femminile, facendogli mancare quella complementarietà genitoriale che è invece indispensabile alla formazione dell’identità personale.

Tutto ciò è profondamente discriminatorio e ingiusto per i bambini.

Proteggere l’unicità del matrimonio fra un uomo e una donna non nega alle persone con tendenze omosessuali alcuno dei diritti individuali già oggi riconosciuti: non sono tali diritti ad essere in gioco, ma il concetto di famiglia, sulla quale si fonda la solidità tanto dell’identità personale quanto del tessuto sociale..”


L’organizzazione, però, non sa che la ricerca scientifica in merito dimostra che né i matrimoni omosessuali né le adozioni per coppie dello stesso sesso (dobbiamo specificare, però, che i due aspetti non sono obbligatoriamente collegati) penalizzino la famiglia tradizionale.
Da un punto di vista scientifico, infatti, come specificato dall’APA (American Psychological Association) “Empirical research demonstrates that the psychological and social aspects of committed relationships between same-sex partners largely resemble those of heterosexual partnerships”.


Sulle adozioni, oltretutto, la stessa APA ha precisato ciò: “..le ricerche di questi 30 anni hanno consistentemente dimostrato che i bambini cresciuti da gay o lesbiche hanno lo stesso livello di funzioni emozionali, cognitive, sociali e sessuali dei bambini con genitori eterosessuali. Le ricerche indicano anche che lo sviluppo ottimale per i bambini non si basa sull’orientamento sessuale dei genitori, ma sulla presenza di figure stabili, impegnate e in grado di educare..”


Le Manif Pour Tous (a cui si ispirano anche le italianissime “Sentinelle in Piedi”), dunque, a quali ricerche scientifiche si ispirano? Dobbiamo precisare loro che, secondo i manuali di psicologia, l’omosessualità NON è una patologia già da parecchi anni.
Non sarà che gli aderenti a MPT siano stati “scongelati” nel 2015 direttamente dal Medioevo?

Per concludere, comunque, è necessario ripetere che LA TEORIA GENDER NON ESISTE (mentre esistono gli studi di genere) così come non esistono i coccodrilli sotto la metro di New York, le scie chimiche, il Nuovo Ordine Mondiale, i Rettiiani, il corpo di Walt Disney ibernato ed Elvis che cammina sottobraccio con Michael Jackson su qualche isola deserta.
Diffidare dalle bufale e dalle truffe è punto fondamentale per una corretta crescita psicologica.

P.s. Vuoi supportare “Rivoluzione Razionale” alla Festa della Rete che si terrà nel settembre a Rimini?
Clicca QUI!🙂

“Banno con una certa facilità e da sempre” perchè sono una Selvaggia molto permalosa…


Una Magnifica Giornata di Merda

Come dice il suo blog:

http://selvaggialucarelli.com/2012/10/09/random/banno-con-una-certa-facilita-e-da-sempre-ma/

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Perchè prendo questo post?

Perchè in questi giorni il PROGETTO KITTEN aveva organizzato per oggi, Lunedì 15 Giugno alle 15:00, un’invasione di gattini sulla pagina della Lucarelli.

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Come ha risposto la cara Selvaggia a tale fatto?

Bannando, uno per uno, migliaia di persone.

Me compreso, difatti:

lucarelli3Un paio di mesi fa vennero bannati 4 ragazzi più vari che mettevano “mi piace” a dei commenti dove le avevano smentito una notizia che lei dava per certa, linkando materiale da siti come “Italia unita per la scienza” e “Pro-Test Italia”. Materiale che riguardava semplicemente la ricerca e la sperimentazione, per smentire una cavolata scritta dalla stessa. Per poi cancellare l’intero thread e bannando i suddetti 4 ragazzi ed altri che mettevano “mi piace”.

Mi domando nel suo “fantastico elenco” quale clausola abbiano infranto.

Vediamo un po:

a) quelli che arrivano e “tutta invidia” NO

b) quelli…

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LAV, “Lega Attira Valuta” – Il 5×1000 ed una propaganda fallita

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Nel 2014, dopo aver ricevuto una minaccia di querela per diffamazione da parte del Presidente di LAV Gianluca Felicetti ho deciso di occuparmi proprio della nota associazione animalista ed, il 16 Aprile 2014, è nato il mio noto articolo “Le 10 cose sulla LAV che (non) vorresti sapere” che, nel corso del Novembre 2014 è stato aggiornato con “L’undicesima cosa che (non) vorresti sapere”, articolo che parla del bilancio 2013 di LAV cresciuto del 73,56% rispetto all’anno precedente.

In particolare nell’articolo del 2014 mi sono soffermato sul bilancio di LAV verificando che la nota associazione spende molto più per “costi da supporto attività nazionale” che per tutte le altre voci di bilancio.
Le spese dedicate alla ricerca di metodi alternativi alla sperimentazione animale, invece, non erano ben specificate nel bilancio ma, al massimo, potevano ammontare a 400.000 Euro (“costi ed oneri da attività tipiche”).

Ovviamente, fino a quel momento nessun dirigente LAV ha mai risposto alla domanda: “Visto che vi battere per l’abolizione della sperimentazione animale, quanto spendete per i metodi ad essa alternativi?”

La risposta, ufficiale, in realtà, è arrivata dopo una lunga discussione relativa ad un post Facebook in cui la LAV sponsorizzava la raccolta fondi per il prossimo 5×1000.
Il Presidente Felicetti, quindi, ha parlato apertamente:

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Felicetti, dunque, ha specificato che LAV spende in un anno 106.000 Euro per la ricerca di metodi alternativi, cioè l’1,3% (arrotondando per eccesso) del bilancio annuo.
Dunque una associazione che si batte “contro la vivisezione o sperimentazione animale che dir si voglia” spende meno dell’1,5% per la ricerca “alternativa” (e qui aggiungerei un “che dir si voglia”).
Come è possibile questo?

In realtà la cosa interessante è vedere che finalmente i cittadini si stiano rendendo conto di quanto LAV riesca ad “ingannarli con le parole”.

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(Gli ultimi due screenshot nascono da un articolo di “Gente con le Palle Quadre”)

Come visibile da questi screenshot, insomma, i cittadini stanno iniziando a far domande ad una organizzazione di cui, fino a quel momento, si fidavano ciecamente.
La LAV, oltretutto, ha eliminato quasi tutti i commenti negativi lasciando, invece, i commenti lodanti la stessa associazione come visibile QUI.

Per quale motivo LAV blocca il dissenso?
Per quale motivo LAV non inserisce in bilancio anche la NOTA INTEGRATIVA che permette di identificare come i fondi vengono spesi?
Ma, la domanda più interessante è: perché Felicetti risponde solamente ora? Si sta rendendo conto che, dopo i vari articoli sulla LAV l’opinione pubblica ha cambiato opinione sulla stessa?

Ieri, comunque, LAV ha raggiunto l’apice con questo post:

Cattura di schermata (71)

Inserendo gli auguri per la festa della Repubblica, infatti, la Onlus ha voluto parlare dell’essersi battuta per “..promuovere leggi a favore degli animali attraverso la mobilitazione dei cittadini…”

Ecco, consiglio a tutti di leggere QUESTO articolo per farvi capire quanto alla LAV interessi dell’opinione dei cittadini e quanto, invece, del suo bilancio.

P.s.

Quest’anno, come da 10 anni a questa parte, a Rimini si terrà la Festa della Rete 2015 (‪#‎MIA2015‬, ‪#‎FDR15‬).
L’anno scorso, con il mio articolo “LAV, le 10 cose che (non) vorreste sapere” ho deciso di candidarmi nelle categoria “miglior articolo” raggiungendo un fantastico terzo posto generale e sfiorando i 6000 voti.

Anche quest’anno, per far parlare ancora di LAV, sperimentazione animale e cattiva informazione scientifica, ho deciso di presentare una candidatura!
Quella che vedete in fondo è la SCHEDA DI VOTAZIONE.

Ho deciso, come specificato, di candidarmi per la categoria numero 35 (MIGLIOR POLEMICA) con questo articolo dal titolo: “Lav, il Dossier / Valentini VS LAV”

https://valentinidavide.com/2015/01/23/dossierlav/

Se volete votarmi, dunque, dovete inserire l’URL (https://valentinidavide.com/2015/01/23/dossierlav/) all’interno della riga “CATEGORIA 35”.
Affinché il voto sia valido dovrete inserire il vostro nome/username, la vostra mail e votare per almeno OTTO categorie!

Visto che ci siamo vi do anche alcuni suggerimenti per il voto:

– Categoria 1 (Miglior Sito): BUTAC / www.butac.it

– Categoria 2 (Miglior Personaggio):https://www.facebook.com/ambragiulia.marelli

– Categori 4 (Miglior Articolo): http://www.ilballodelcervello.com/2015/03/13/vaffanculo-stronzi-articolo-ad-alto-contenuto-di-volgarita

– Categoria 15 (Miglior sito di Satira): https://www.facebook.com/antiveg?fref=ts

– Categoria 19 (Miglior Sito Letterario o Pagina Fan Letteraria):https://www.facebook.com/spirtoguerrier.g?fref=nf

– Categoria 28 (Miglior Sito Politico): www.licenzapolitica.it

– Categoria 27 (Miglior Sito Tecnico-Divulgativo): www.italiaxlascienza.it

– Categoria 36 (Miglior Hashtag): ‪#‎StoppaVergognati‬.

SCHEDA VOTAZIONE:

http://www.macchianera.net/2015/05/11/mia15-1-la-scheda-per-proporre-i-candidati-ai-macchianera-italian-awards-2015/#schedavotazione

 

1992-2015. Storia di un Paese che non cambierà mai. #iostoconuber


 15 Gennaio 1992

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Bill Clinton.
Il Presidente del Consiglio Italiano è Giulio Andreotti (morto nel 2014).
Il Presidente della Repubblica Italiana è Francesco Cossiga (morto nel 2010).
Il Presidente della Repubblica Francese è Francois Mitterrand (morto nel 1996).
Il Papa è Giovanni Paolo II (morto nel 2005).
Il primo SMS della storia non è ancora stato inviato (verrà inviato da PC a PC nel Dicembre 1992 e da cellulare a cellulare nel gennaio 1993).
Non esistono “sistemi operativi windows” e Microsoft utilizza Windows 3.1 su sistema MS-DOS.
In Italia viene approvata la “Legge Quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi non di linea”

26 Maggio 2015.

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama (nel 1992 aveva 31 anni).
Il Presidente del Consiglio Italiano è Matteo Renzi (nel 1992 aveva 17 anni)
Il Presidente della Repubblica Italiana è Sergio Mattarella (nel 1992 aveva 51 anni).
Il Presidente della Repubblica Francese è Francois Hollande (nel 1992 aveva 38 anni).
Il Papa è Francesco I.
Gli SMS sono ancora utilizzati ma sono stati “superati” da servizi di messaggistica istantanea. Il più diffuso di questi è What’s App fondata da Jan Koum (nel 1992 aveva 16 anni) e da Brian Acton (nel 1992 aveva 20 anni).
L’ultimo sistema operativo Microsoft (diretta da Satya Nadella che nel 1992 aveva 25 anni) è Windows 8.1 mentre MS.DOS è stato abbandonato nel 1995.
Sono nati i “social network“. I più diffusi sono Facebook, fondato da Mark Zuckerberg (nel 1992 aveva 8 anni) e Twitter, fondato da Jack Dorsey (nel 1992 aveva 16 anni). Il sito web più cliccato al mondo è Google (fondato nel 1997), presieduto da Larry Page (nel 1992 aveva 19 anni).
Il tribunale di Milano dichiara UberPop illegale per violazione delle norme contenute nella legge 15 gennaio 1992.

Notate qualche stranezza in questo elenco di avvenimenti e di questioni?
Ecco, io si.
In 23 anni il mondo si è evoluto, è mutato, ha cambiato completamente faccia e si è mosso verso la rivoluzione tecnologica mentre l’Italia, nel suo immobilismo, è rimasta ferma al palo.
Oggi, dopo un ricorso presentato da TASSISTI (il maiuscolo è per evidenziare che la vittoria non è del consumatore, come peraltro evidenziato QUI da Codacons ma di una lobby) il Tribunale di Milano ha deciso di bloccare il servizio UberPop diffuso in quasi tutto il mondo per “concorrenza sleale in violazione con la Legge 15-01-1992”  e di concedere 15 giorni all’azienda statunitense per bloccare il servizio. Come è possibile che, dopo 23 anni, si consideri ancora attuale una legge che non poteva prevedere la presenza di servizi così innovativi? Come è stato possibile, oltretutto, che non si sia pensato a regolarizzare Uber prima di un passaggio parlamentare?
Lo stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il 14 Maggio 2014, aveva dichiarato di “trovare Uber un servizio straordinario” e di voler “regolarizzare la situazione”. Per quale motivo dopo più di 1 anno non si è riusciti a trovare una soluzione? Per quale motivo in questo Paese le lobby riescono sempre ad avere la meglio?
Per quale motivo, in Italia, sono le innovazioni a doversi “adeguare” a norme che non possono prevedere la loro esistenza e non si verifica mai il contrario?
Per quale motivo, sopratutto, lo Stato Italiano agisce sempre e comunque per penalizzare i consumatori e limitare la concorrenza?

La risposta a questa domanda, secondo me, è sempre la stessa:
Le Lobbies, in Italia, controllano ancora buona parte del mercato e sono “bacini” di voti per i vari partiti politici che quindi non hanno assolutamente voglia di smantellarle (o di regolamentarle). Ecco perché le lobbies vincono ed ecco perché questo paese resta fermo a 23 anni fa.

#iostoconuber

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